Casiraghi: “Quegli Anni ’70, formidabili sì ma per la musica”

Anni ’70, spesso nominati ma in fondo poco conosciuti? Il giornalista Giordano Casiraghi, autore e conduttore straordinario di un ciclo di trasmissioni su Radio Popolare, racconta nel suo ultimo libro una generazione musicale imprescindibile.

Quegli “Anni 70”, formidabili sì ma per la musica
Il giornalista Giordano Casiraghi, autore del libro “Anni ’70 – Generazione Rock” (Arcana, 2018)

«Da piccolo avevo una radiolina. Sono cresciuto ascoltando Celentano e le prime canzoni beat. Poi col passare del tempo, oltre al piacere dell’ascolto, ho trovato sempre più nella musica dei miei tempi profondi spunti di riflessione. Sono diventato giornalista fantasticando di conoscere artisti inarrivabili, la cui creatività ha avuto un vero apice nei ‘70». Guidato da questo costante entusiasmo Giordano Casiraghi ha recentemente pubblicato Anni ’70, Generazione rock (Arcana, 2018), con l’obbiettivo di divulgare «un decennio musicalmente irripetibile, anche se non furono anni “formidabili” per tutto, come ha detto Mario Capanna».

Quegli “Anni 70”, formidabili sì ma per la musica 1Molti cavalcando le agitazioni di quel momento storico «si sono anzi mostrati noncuranti di ledere la bellezza della musica.
Emblematico il caso di colui che fomentò il “processo a De Gregori” nel ’76. Lasciando ai lettori il gusto di scoprire chi è questo personaggio oggi, commento citando un verso di Battiato: “Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso”».

Prova di questo clima difficile per chiunque facesse musica è che «riguardava persino uno dei gruppi più politicizzati come gli Area». Parola di chi ha organizzato tante rassegne musicali ai tempi di Radio Montevecchia, occupandosi in particolare anche dell’ultimo concerto e dell’ultima intervista a Demetrio Stratos, nella cui morte molti hanno visto simbolicamente tramontare un’epoca.

E allora cosa resta di quei ’70?
«Una complessa eredità, spesso poco conosciuta dalle nuove generazioni» spiega Casiraghi. «Il mio libro ha il merito di fare ordine tra molti di quei protagonisti, eventi, festival e consigliare una discografia dalla quale un amante della musica non può prescindere. Per riscoprire una creatività alla ricerca di originalità e non di omologazione, attraverso una rassegna stampa fresca e meno frammentata di oggi, passando anche per la meravigliosa avventura di quelle radio libere che non esistono più». Sabato 16 marzo alle 17,00 a Villa Reale a Monza l’ultima presentazione del libro.

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli
Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.
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