Amadeus spegne trenta candeline

La musica classica al passo con i tempi moderni.

Amadeus spegne trenta candeline

Un autorevole mensile con trenta anni di vita che ha avuto molteplici momenti di crescita e di adeguamenti ai tempi che via via imponevano nuove strategie di selezione sia dei repertori proposti, sia dei contenuti redazionali.
Da un periodo iniziale in cui il cd era da poco sul mercato, fino al momento che ha visto nascere un’agguerrita concorrenza che aveva, Amadeus ha individuato un mercato e un canale di vendita favorevole.
L’edicola si è rivelata per molti, compresi i quotidiani, un facile veicolo di diffusione, non solo di musica, ma di qualsiasi genere di prodotto legato al mondo della cultura. Ne abbiamo parlato con il direttore del mensile, Gaetano Santangelo.

Un mensile instancabile: quale la decisione redazionale di uscire ad agosto e con quali tematiche fate fronte a un mese così delicato?
Una redazione come quella di Amadeus, aveva (e ha) un costo anche nei mesi meno favorevoli e solo con la presenza in edicola è possibile far quadrare i conti.
Il collezionista rimane tale anche quando è in vacanza e, in ogni caso, è disposto a qualsiasi sacrificio per non perdere l’oggetto della sua passione. Per il musicofilo, agosto è un mese come un altro.

A quali lettori si rivolge Amadeus?
Il lettore di Amadeus non è solo un appassionato e un melomane, ma deve possedere quel tanto di curiosità per la musica e per la sua storia da non ritenere soddisfacente la sua collezione di cd perché gli manca proprio l’ultimo pubblicato da Amadeus.
Ecco perché da molti anni a questa parte i cd di Amadeus sono tutti inediti e realizzati in esclusiva per la rivista.

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Su quali basi strutturate il piano redazionale di un anno?
Un mensile di  cultura musicale deve compensare e far convivere storia e attualità. Siamo quindi attenti alle ricorrenze importanti e a quanto si produce musicalmente a livello nazionale e internazionale.
I nostri collaboratori sono in genere attenti osservatori di quanto avviene nei teatri e nelle sale da concerto e sono prodighi di suggerimenti.
Salvo quindi per gli inevitabili appuntamenti dati dalle ricorrenze, il mensile nasce mese per mese e non ha un piano redazionale, almeno per quello che riguarda i servizi. Altro discorso se parliamo delle rubriche, che costituiscono lo scheletro del giornale e ne caratterizzano, mese dopo mese, i contenuti.
Ma di questo potrebbe essere più precisa Paola Molfino, capo redattore di Amadeus

12 cd allegati per 12 numeri: come scegliete le produzioni? Tutta musica classica?
Per poter far quadrare il bilancio mensile della nostra produzione discografica dobbiamo porci dei limiti che solo salvo rare eccezioni possiamo eludere:
evitare repertorio soggetto a diritti d’autore (ed è un limite grave per le nostre scelte);
evitare che si ripeta lo stesso periodo storico, strumentale, ecc.

In sintesi…

…variare il più possibile il repertorio. Se prendiamo in considerazione la sequenza del 2018 abbiamo: Brahms (orchestra e solisti), Mozart (Ciccolini), Tartini (Orchestra e solista), Bruckner (Orchestra) ecc.
Poi abbiamo alcuni cd cameristici e musica barocca. Tutto ciò può sembrare casuale, ma è frutto di attente ricerche che effettuo con l’aiuto del responsabile artistico Andrea Milanesi.

Che futuro hanno i cd nel repertorio classico? Non sentono la crisi?
Quando ci preoccupiamo del futuro della musica significa che abbiamo perso di vista il vero motivo della crisi, che riguarda il sistema di riproduzione, il supporto: sarà ancora il cd o tutto confluirà nella rete e sarà quindi disponibile con nuovi e forse inediti sistemi di riproduzione?

Di cosa si occupa la monografia “Speciale Amadeus”?
Gli speciali Amadeus, che sono stati in passato un autentico supplemento del mensile e con i quali abbiamo prodotto incisioni indimenticabili e di grande successo come
L’estro armonico di Vivaldi,
la Petite Messe di Rossini,
la Selva Morale e Spirituale di Monteverdi fino all’integrale della musica per pianoforte di Ravel e le Sonate e Partite per violino di Bach, sono stati sospesi per evidenti ragioni legate alla crisi che ha colpito l’editoria e, in generale, la musica riprodotta.

Come considerate le contaminazioni della musica classica?
Noi abbiamo un profondo rispetto pere i nostri lettori.
Preferiamo che il percorso che ci allontana dai generi non nasca da imposizioni, ma sia frutto di una maturazione. Ma quando l’occasione si presenta ed è qualitativamente inattaccabile allora un piccolo atto d’imperio ce lo permettiamo e invitiamo il lettore ad uscire dal suo guscio legato prevalentemente al genere cosiddetto classico e a fare nuove esperienze.
Ecco allora che lo invitiamo all’ascolto di Paolo Fresu che propone il Laudario di Cortona rivisitato in chiave jazz. La sorpresa è data dal fatto che è stato particolarmente gradito dai lettori, che hanno così dimostrato di essere stati sottovalutati.

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Avete delle sezioni per trattare la musica non propriamente definita “classica”?
Fin dal primo numero abbiamo dedicato una rubrica al jazz, curata da Fanco Fayrenz, e successivamente una alla musica che appartiene al mondo del pop, rock e alla canzone d’autore, curata da Riccardo Santangelo.

Quali i progetti di sviluppo futuro di Amadeus?
Il futuro, anche a causa dell’età, non mi appartiene. Il futuro è della musica di cui, come disse Duke Ellingtion, conosco due soli generi: quella bella e quella brutta.

La musica, secondo te, è in crisi?
Non credo si possa parlare di crisi della musica, che secondo me gode di ottima salute.

Amadeus: solo cartaceo o anche in web?
Amadeus è in rete con un sito particolarmente vivace e seguito da molti appassionati.

Amadeus Factory: un talent della musica classica? Di cosa si tratta?
Amadeus Factory è un talent che grazie alla fervida fantasia e determinazione del nostro collaboratore Biagio Scuderi ha trovato uno spiraglio libero e ha saputo rinnovare la tradizione del concorso nell’ambito classico prendendo a prestito modalità presenti nel mondo della musica pop e inserendoli abilmente nel contesto più tradizionalista della musica classica.

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Giornalista, creativo, scrittore, autore e conduttore televisivo. Nasce come pedagogista e insegnante. Oggi scrive di televisione, musica e spettacolo, svolge attività di ufficio stampa, progetta format per emittenti radio-televisive e contenuti autorali per case editrici.
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