Intervista a Silvia Salemi, il nuovo album è “23”

Impegnata in tv e con una novità autunnale in arrivo, Silvia Salemi ha da poco pubblicato l’album “23”. Ce lo presenta, in attesa di partire con il tour.

Silvia Salemi, torna con 23 il nuvo album
Silvia Salemi, torna con 23 il nuvo album.

Silvia Salemi “compie” 23 anni di carriera nel mondo della musica e li festeggia con un nuovo album che porta come titolo proprio questo numero, “23”. Sono gli anni che l’hanno vista partecipare a diversi Festival di Sanremo, seguire un suo percorso di note e musica, e anche approdare in tv con esperienze eterogenee tra loro (tra le tante ricordiamo quella da concorrente a “Tale e quale show” su Rai Uno e quella da conduttrice di “Piccole luci” su Rete 4, in cui raccontava belle storie di riscatto).

A dieci anni di distanza dal precedente cd, “Il mutevole abitante del mio solito involucro”, la cantautrice siciliana propone 10 brani (8 inediti più una nuovissima versione di “A casa di Luca”, presentata con successo da Silvia al Festival di Sanremo del 1997, e “Silence”, contenuta nell’album del 2010 “L’arancia”).

Il tuo nuovo disco si intitola “23”, come i tuoi anni di carriera. Attribuisci a questo numero anche altri significati?
Sono passati 23 anni dalla firma del mio primo contratto discografico, ma mi sono anche accorta che questo numero mi accompagna nelle tappe importanti della vita: ricorre nelle date di nascita dei miei familiari, per esempio. Lo vivo come un indizio, come un segnale, perchè quando mi succede qualcosa di importante controllo la data ed è il 23. Credo che sia un numero magico, ma non in senso scaramantico. Piuttosto, lo è in senso sacro. L’altro giorno pensavo che il Salmo 23 è quello di chi cerca una risposta in Dio, il Signore è il mio pastore.

Sono passati 10 anni tra questo album e il precedente, nella discografia equivale a un’era geologica…
È stata una mia scelta, dettata dalla voglia di fare un disco in libertà, con il suono che volevo. Non mi apparteneva più la logica di uscire ogni anno con un disco, nè subivo più la paura di andare fuori mercato o di non essere trasmessa dalle radio. Parlando con musicisti esperti ho capito che le canzoni devono essere giuste per me e per il pubblico, non rispondere a logiche costruite a tavolino. “23” è stato fatto esattamente come volevamo io e il mio team: anche se le canzoni sono state scritte da me, suonano secondo una scelta condivisa e corale.

Se dovessi associare “23” a un sentimento, quale sarebbe?
È un disco onesto e maturo, è uno stile di vita. A 39 anni devi avere chiaro che il percorso che vuoi fare deve essere una via di mezzo tra quello che va fatto – perchè ci sono delle regole – e quello che il cuore ti dice di fare. Quindi, per questo, assocerei “23” a un’idea di equilibrio.

Perchè hai scelto il brano “Potrebbe essere” per il grande ritorno?
Perchè racchiude in sè echi presenti in ognuna delle altre canzoni del disco. E poi, perchè tutta l’esistenza è legata a un condizionale: potrebbe essere, ma potrebbe anche non essere. E’ il manifesto della mia vita, famiglia a parte che è un punto fisso (Silvia è sposata e ha due figlie, nda).

In questo momento sei impegnata anche in tv, su Rai Uno.
Sì, ho una striscia settimanale, al martedì, un momento in cui le persone si raccontano.

Siamo “A  casa di Silvia”, all’interno de La Vita in Diretta Estate.
Esattamente, un luogo in cui le persone che intervengono raccontano le loro storie. Tocchiamo temi sociali, dalla povertà all’immigrazione, a cui di solito segue un appello finale per cercare di essere d’aiuto: facciamo una televisione utile.

Come descriveresti il tuo ruolo?
Io sono un’ascoltatrice amica, volutamente non emotiva. In tv rifuggo le lacrime, anche se mi piange il cuore a sentire certe storie… Ma come non si va vestite di bianco a un matrimonio per non togliere luce alla sposa, così io non vado in tv a oscurare l’emozione del protagonista.

Tra tutti i tuoi impegni, non dimentichiamo il tour.
Ci sarà. Partiremo tardi perchè la lavorazione del disco è durata più del previsto, ma penso che continueremo a suonare per tutto l’autunno. Quando poi uscirà un mio libro. Racconterà in maniera romanzata l’origine di tutto, il motivo per cui sono una cantante.

La tua è una vita di incastri.
Proprio così, l’hai detto.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré

Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i “duri” Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.

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