Gli Oblivion trasformati in un jukebox umano tra talento e improvvisazione

Un intrattenimento piacevole e spensierato che mescola musica e teatro, improvvisazione e comicità: con “The Human Jukebox” gli Oblivion girano i teatri proponendo uno spettacolo diverso ogni sera.

Oblivion-The-Human-JukeboxCanzone, teatro, comicità, improvvisazione e simpatia sono gli elementi su cui si basa l’arte degli Oblivion, il quintetto che spopola sul web e nei teatri e che, dall’8 al 10 aprile, si sono esibiti a Bologna con “The Human Jukebox” presso il Teatro Il Celebrazioni, gremitissimo per l’occasione.

Non è difficile comprendere le ragioni del successo di Graziana Borciani, Davide Calabrese, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli e Francesca Folloni (dal 1 marzo 2016 sostituita, per maternità, da Clara Maselli). Gli Oblivion portano in scena la leggerezza e il cabaret che divertono i giovani ma con un richiamo alla tradizione musicale italiana che attira l’attenzione anche degli spettatori più maturi. Tutto questo, però, è accompagnato da una solida preparazione e talento artistico che si manifesta nel canto, nella creatività e nell’affiatamento tra i 5 artisti che si sono incontrati a Bologna nel 2003. Da quel momento, facendo una lunga gavetta nel teatro di rivista e nel musical, si sono amalgamati alla perfezione  diventando popolari nel 2010 quando hanno conquistato la rete mettendo in linea una loro personalissima parodia dei “Promessi Sposi in 10 minuti”.

Introducendo un genere fino a quel momento mai sperimentato, con la regia di Gioele Dix, intraprendono un tour di oltre 200 repliche nei più importanti teatri italiani con lo spettacolo “Oblivion Show” in co-produzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia-Giulia. Segue la TV dove partecipano a “Parla con me” di Serena Dandini e “Zelig” nel 2011.

Nello spettacolo di questa stagione, “The Human Jukebox“, il copione è stravolto ogni sera perché varia in base alle richieste canore fatte dal pubblico che, prima dell’inizio, viene invitato a indicare un cantante su foglietti di carta che, poi, vengono estratti in scena.

Gli Oblivion hanno a disposizione un repertorio amplissimo dei grandi della canzone italiana e internazionale e, quando il pubblico avanza richieste strane e insolite, sono abili nel ricondurre le preferenze alle gag già preparate. Sorprende che lo facciano con naturalezza, grande ironia e divertimento coinvolgendo anche la platea che trascorre un paio d’ore ridendo e scherzando come in casa tra amici.

Nella serata bolognese hanno ricordato, tra gli altri, De Gregori, Baglioni, Il Volo, Ligabue oltre ad spassosissima carrellata di tutti i brani vincitori a Sanremo cantandoli in 5 minuti. Un altro cavallo di battaglia che hanno proposto è stato quello della vocalist e della consonant, due cantanti che pronunciano solo vocali e consonanti per completare, cantando insieme, il senso compiuto di una canzone.

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Enzo Radunanza
Enzo Radunanza
Campano trapiantato a Bologna, è un copywriter che scrive sul web di cinema, teatro, tv, enogastronomia e musica.
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