Note di Regia: Giovanni Minerba il cinema dei “Diritti”

A ricordare cosa fosse il cinema prima del digitale è Giovanni Minerba, regista ormai in pensione, ma con un grande bagaglio professionale alle spalle

Note di Regia: Giovanni Minerba il cinema dei "Diritti"
alcuni dei miei gruppi preferiti sono band che suonano in piccole realtà territoriali, in particolare nel Salento.

Come in tutti i settori anche la regia assume connotazioni diverse a seconda di come la si interpreta. Il vecchio modo di lavorare ha lasciato spazio alle nuovissime tecnologie, ma non è possibile dimenticare il passato da cui tutto è partito. A ricordare cosa fosse il cinema prima del digitale è Giovanni Minerba, regista ormai in pensione, ma con un grande bagaglio professionale alle spalle.

Nel 1982 gira, insieme a Ottaviano Mario Mai, il primo lavoro video “Dalla vita di Piero”, presentato al primo Festival Cinema Giovani, poi fra gli altri (24 film) Messaggio, Io non sono come te, Inficiati dal male, Partners, Il Fico del Regime, tutti auto prodotti, che partecipano a vari Festival ricevendo molti riconoscimenti.

Dopo aver girato vari Festival per presentare i propri lavori, nel 1986 creano il Torino Gay & Lesbian Film Festival. Nello stesso anno iniziano la collaborazione con RAI 3 realizzando sei Docu-fiction fra i quali Giovanni, “remake” di “Dalla vita di Piero”, che la Rai mandò in onda più volte anche in prima serata. Auto finanziandosi producono anche per altri autori italiani, fra questi Tonino De Bernardi, per “Viaggio a Sodoma e Accoppiamenti non giudiziosi”.

Insieme ad Ottavio Mai, nel 1990 cura il volume Derek Jarman e il suo Cinema. Nel 1994 gira il cortometraggio “Orfeo, il giorno prima”, ispirato ai Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, selezionato per i Festival di Venezia, Berlino, San Francisco, Toronto, Tokio, e molti altri. Nel 2000 la regia televisiva dello spettacolo teatrale “Che cos’è mai quest’amore – confessioni di sacerdoti omosessuali” di Carlo di Maio.

Insieme allo scrittore Alessandro Golinelli, nel 2001 gira Lo schermo svelato, trasmesso da Tele+. Sempre con Golinelli, nel 2002, in occasione del decennale della scomparsa di Ottavio Mai gira il documentario Ottavio Mario Mai, selezionato, fra gli altri, al Festival di Berlino e al Torino Film Festival.

Nel 2003 organizzando un’importante Retrospettiva su Jean Cocteau, pubblica, per Falsopiano, scritto insieme a Cosimo Santoro “Jean Cocteau e il cinema”

In occasione de ventennale della scomparsa di Ottavio Mario Mai, nel 2012 insieme a Piero Valetto cura la riedizione di “In punta di cuore”, raccolta delle Opere di Ottavio Mai, e per Espress Edizioni scrive insieme ad Elsi Perino la graphic novel disegnata da Mattia Surroz “Negli occhi il cinema, nelle mani l’Amore – Storia di Ottavio Mario Mai”.

Come è cambiato il mondo dietro a una cinepresa ce lo racconta Giovanni Minerba nella seguente intervista.

Note di Regia: Giovanni Minerba il cinema dei "Diritti" Giuliano Sangiorgi
Giovanni Minerba e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

Che ruolo ha avuto la musica nella sua vita?

La musica ha sempre avuto un posto in prima fila nella mia vita. A volte l’ho ascoltata anche in maniera compulsiva. Mi piace la buona musica, non per forza commerciale, anzi alcuni dei miei gruppi preferiti sono band che suonano in piccole realtà territoriali, in particolare nel Salento.

Spesso le passioni diventano interessanti anche a livello professionale e le musiche del mio territorio, quindi pizzica o tarantella, sono state utilizzate anche all’interno dei film che ho montato. Naturalmente sono un estimatore anche di artisti più noti, con alcuni dei quali ho intrapreso anche rapporti di amicizia.

… Nella sua professione invece?

Nel mio lavoro la musica è sempre stata importante. Fino a qualche anno fa dirigevo il Festival del cinema di Torino e ogni anno ho sempre voluto un importante ospite musicale in apertura e chiusura della manifestazione.

Spesso durante le serate di Festival abbiamo lanciato invece band giovani e in alcuni casi meno conosciute, un esempio su tutti i Negramaro che ospiti all’inaugurazione hanno cantato il brano “Estate”.

Per noi organizzatori era importante che il pubblico in attesa del film ascoltasse buona musica e nel contempo avevamo la possibilità di far conoscere la linfa musicale che girava negli ambienti piemontesi.

Come è cambiato il mondo della regia dai suoi esordi ad oggi?

Il mio lavoro dagli esordi ad oggi è cambiato molto. Tutto si è semplificato con l’arrivo della tecnologia. I mezzi attualmente disponibili hanno creato delle possibilità totalmente diverse.

Quando ho iniziato per produrre un film erano necessarie telecamere costosissime, si registrava tutto su Vhs oppure si passava direttamente al 16 mm o al 35 mm. Adesso questo modo di lavorare è superato, rarissimamente succede.

Oggi si gira tutto in Tvcam e con tecniche più a portata di mano, meno costosi e con una qualità migliore rispetto al passato. I giovani in epoca moderna riescono a fare cortometraggi di buona qualità e interessanti solo con un cellulare.

Note di Regia: Giovanni Minerba il cinema dei "Diritti" Torino con Orietta Berti
Festival del cinema di Torino- Giovanni Minerba e Orietta Berti

 

In che modo il digitale ha semplificato il vostro lavoro?

Lavorare con i nuovi mezzi ha rivoluzionato anche la nostra professione. Poter rivedere la scena subito dopo averla girata permette di capirne gli errori e di rifarla in tempo reale. Prima ci voleva una settimana solo per sviluppare la pellicola prima di poter capire se il risultato del girato fosse utilizzabile.

È chiaro che anche il post girato risulta più semplice. Nel rivedere la scena è possibile già immaginare come montarla e quale musica possa essere la più adatta. I programmi di montaggio oggi in commercio hanno fatto il resto.

Non si rende più necessario andare in uno studio di montaggio per creare un film, ma è sufficiente avere buoni programmi e computer adeguati e poi magari andare in studio per fare pulizia di immagine e di audio.

Articolo a cura di Veronica Ruggiero

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