Daniele Ronda: Che spettacolo è?

Live Session 1: Le sue canzoni, sono lo specchio della sua anima, l’urgenza e il bisogno di raccontare.

Daniele Ronda, uno sguardo profondo, schivo. Usa le parole senza sciuparle, per raccontarsi. Nasce a Piacenza nell’ottobre del 1983, dove a soli nove anni si iscrive al Conservatorio, frequentando per diversi anni pianoforte e diplomandosi in teoria e solfeggio. A quattordici anni studia anche canto e da lì partecipa a diversi concorsi canori.

Daniele Ronda: Che spettacolo è?
Daniele Ronda

Il successo arriva con due brani che scrive per Nek “Almeno stavolta” e “L’anno Zero”, 400000 copie vendute in tutto il mondo; seguirà poi la famosissima “Lascia che io sia”. Daniele deve scrivere, raccontare: di sé, della vita. Non si accontenta di aver raggiunto il successo come autore, ma scala le classifiche delle Radio con “Come pensi che io” col quale sbarca al Festivalbar.

Ha bisogno del pubblico, dei palchi dove essere pienamente se stesso e regalare con generosità i suoi brani. Un mondo il suo, fatto di musica. Una musica che ama fare dal vivo, interagendo col suo pubblico. Ad accompagnarlo i musicisti di sempre, gli amici che hanno condiviso strada e palchi.

Che spettacolo è …la strada sbagliata che porta a una meta diversa che ti sorprende,

il fulmine che ferisce il cielo e piovono lacrime ma che spettacolo è? È pura elettricità.

La ferita e la sua cicatrice, l’esperienza che ti ha lasciato è come un tatuaggio di Dio ma sei tu che l’hai disegnato. In un mondo che tace noi siamo la voce, la voce.

La somiglianza tra padre e figlio, ma che spettacolo è…”

Questo brano Daniele, cosa rappresenta per te?
La mia filosofia di vita, il mio modo di affrontarla. Capita, che sbagliando strada si arrivi dove non immaginavamo possibile approdare. Spesso ai nostri occhi si aprono paesaggi inaspettati, a sorprenderci. Ogni esperienza, anche negativa può aprirci ad una nuova opportunità.

Le cadute ci insegnano, ci obbligano a diventare migliori.

Le ferite lasciano cicatrici che ci impediranno di dimenticare, obbligandoci ad essere migliori. Un messaggio positivo, un monito a guardare avanti con fiducia perché le rinascite, spesso, derivano da crisi profonde. La razionalità può limitarci, l’imprevedibilità della vita, al contrario, può mettere in scena uno spettacolo unico e meraviglioso.

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Un pezzo inedito?
In realtà è un brano che ho scritto anni fa, nel 2016,  che ho sempre suonato dal vivo ma non faceva parte di nessun disco. Il mio pubblico lo ha sempre richiesto e ci ha accompagnato su ogni palco. Oggi fa parte del nuovo disco Live Session 1 con una veste nuova, live appunto.

Nelle tue canzoni c’è tanto di te. In che modo ti “regali” al tuo pubblico?
Io scrivo per l’urgenza e il bisogno di raccontare. Spesso sono brevi racconti di vita. Nel momento in cui regalo una canzone al mio pubblico, lascio che la “indossi” sulla propria anima. Mi piace che chi ascolta possa abitarla: una casa dove la porta è sempre aperta. Una canzone non può essere un contenitore chiuso.

Daniele musicista, autore, cantautore. Quando non sei tu a farla, che tipo di musica ascolti?
Un quantitativo smisurato di musica. La musica è un’ondata che ha travolto la mia vita. Una vera e propria rapsodia che ha dei forte e piano estremi. Io ho un numero esagerato di cd. Ho collezionato musica di ogni genere, mosso da una grande curiosità insaziabile. Posso essere attratto anche da generi, apparentemente, lontani da me, con la voglia di scoprire mondi nuovi.

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Dovessi fare la colonna sonora della tua vita, che musica sceglieresti?
Una rapsodia con forti e piano estremi. Una sonata ricca di colori e sfumature diverse.

Questo album è una raccolta di brani inediti, ma molti già incisi. Come nasce questo progetto?
Nasce dal piacere di interagire col mio pubblico. Questo disco, Live Session 1 è interamente registrato dal vivo. Un album ricco di emozioni, quelle vere, forti che solo il palco ti regala. Quando suoniamo ci lasciamo travolgere dal piacere di fare musica, dialogando con chi ascolta. Non si cerca la perfezione, di uno studio di registrazione, ma si lascia spazio all’immediatezza del momento.

Live Session 1 è anche il tuo Live Tour 2019. Ce lo racconti?
Il 16 Agosto sarò Lacedonia (Avellino), il 17 Agosto a S. Agata di Puglia (FG), il 30 Agosto a Entracque (CN), il 31 Agosto a Minturno (LT), il 7 Settembre a Piacenza e il 14 Settembre a Borgio Verezzi (SV).

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In questo Live Tour chi ti accompagnerà?
Avrò i compagni di sempre. Mi piace fare questo percorso con i musicisti con cui ho costruito la mia carriera. Gli amici che hanno lavorato con me, condividendo fatiche e progetti. Non mi interessa chiamare il gran chitarrista di chissachì, ma essere circondato dall’intesa e dall’affetto di Sandro Allario al pianoforte, tastiere e fisarmonica, Stefano Petrini alla batteria, Matteo Chirivì alle chitarre e Roberto Galli al basso.

Di musicisti in gamba ce ne sono tanti ma questi sono quelli con cui voglio condividere quel momento lì.

Quali sono le persone che ti hanno insegnato di più?
Tutte quelle che non hanno mai voluto insegnarmi nulla. Mi piace osservare le persone, imparare dai loro gesti, dalle loro parole, mentre ignare di essere per me un faro, mi mostrano la via.

Daniele lontano da ogni forzatura dettata dalle leggi non scritte della discografia, in questo Live Session 1 raccoglie dodici brani, pregni di vita. Nessuno è meno ad un altro. Ognuno, un dono.

Redazione
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