Grania Marsante delle Green Clouds: «Non temiamo nessuno!»

Musica361 ha intervistato Grania Marsante delle Green Clouds che ci rivela: «Inizialmente gli altri gruppi non ci vedevano di buon occhio, ora ci stimano tutti».

Intervista-Green-Clouds

Come è nato il vostro gruppo? Come mai questo nome?
Il gruppo è nato nel 2007, da quel momento ad oggi abbiamo avuto molti cambiamenti sia a livello di componenti sia a livello musicale. Eravamo partite come gruppo di musica acustica per arrivare ora ad un tipo di musica celtica-elettronica. La formazione attuale esiste dal 2010. Il nome del gruppo, Green Clouds, è stata una scelta di mio padre, la cosa che c’è piaciuta subito di questo nome è che evocasse un po’ il verde che caratterizza l’Irlanda e un po’ anche il fatto che le nuvole siano come le musica, che assumono nella loro evanescenza sempre forme diverse.

Nel 2008 avete vinto il Premio Mia Martini per la miglior musica di contaminazione, come è stato ricevere un premio del genere?
È stata una sorpresa assoluta, siamo state invitate semplicemente per suonare. È stata una soddisfazione molto grande, quando si propone uno stile nuovo è un salto nel buio. Così come quando, nel 2009, abbiamo aperto il St Patrick’s Day Festival di Dublino. Anzi probabilmente quest’ultima è stata l’emozione più grande, un gruppo italiano che fa musica straniera all’estero non era una cosa così scontata; era come se gli Irlandesi avessero detto Wow! La nostra musica si può fare anche così! 
Invece siamo state accolte molto bene, meglio all’estero che in Italia, dove soprattutto inizialmente, siamo state molto criticate da quei musicisti italiani che facevano musica tradizionale irlandese. Siamo in un ambiente maschilista in cui, soprattutto per alcuni strumenti, si ha ancora la mentalità per cui per suonare alcuni strumenti devi essere un uomo.

Credete che ci sia un gruppo che possa in qualche modo rubare il posto che faticosamente siete riuscite a guadagnarvi?

No, non temiamo nessuno. Siamo un gruppo diverso dagli altri, anzi siamo contente che ci siano gruppi che fanno musica celtica-elettronica perché questa è una sorta di propaganda indiretta verso il nostro genere musicale.

Il 25 Aprile avete partecipato ad un importante evento a Villa Borghese a Roma, come è andata?
Benissimo, al di là del freddo, è stata una vera e propria festa. Gli speaker di Radio2 sono stati disponibilissimi e simpaticissimi. Delle volte in radio le persone sono in un modo e nella vita reale in un altro invece loro non ci hanno deluso assolutamente.
Per noi è stata una grande soddisfazione e speriamo che possa evolversi al meglio.

Grania-Green-CloudsProgetti futuri?
Stiamo programmando una follia musicale che si chiamerà “The Quest”, è un progetto a sé molto grande di genere più epico. Partirà il prossimo autunno e faremo le cose in grande, con veri e proprio spettacoli, videoproiezioni, costumi fatti ad hoc, musica epica.

Ci sono esperienze che non avete fatto e che vorreste fare?

Vorremmo fare più concerti possibili, non sono in Italia ma anche oltre Oceano, in particolare in Australia o in Giappone, ma comunque per me questo è già un sogno, ho faticato molto per creare questo gruppo e già sto ricevendo grandi soddisfazioni. C’è chi è andato via per scegliere un altro tipo di musica oppure per altre esigenze e ora magari si sta pentendo ma ormai noi siamo formate e andiamo avanti così. Io dico sempre ‘Ama il tuo sogno seppur ti tormenta!’ e questo gruppo è la mia vita.

Con chi vi piacerebbe collaborare?
In futuro ci piacerebbe collaborare con Loreena McKennitt, sarebbe proprio il top. Devo dire che abbiamo contattato il suo management ed hanno anche apprezzato molto la nostra musica. Staremo a vedere. I progetti sono tanti, per ora vi aspettiamo il 14 maggio all’Auditorium Parco Della Musica di Roma, presso la Sala Sinopoli.

Articolo di Paolo Aruffo.


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