Filippo Broglia: «Non mi interessa apparire ma Essere!»

Intervista a Filippo Broglia che si racconta a Musica361, dagli esordi nelle radio locali alla grande avventura a Radio Italia Solo Musica Italiana.

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Intervista a Filippo Broglia.

Ho conosciuto Filippo Broglia circa quindici anni fa quando ero alle prime armi nella mia professione di promoter ed ufficio stampa. Si presentò come Filippo e solo dopo un’ora che parlava al telefono, seduto alla sua scrivania di fronte la mia, gli domandai : “Ma tu sei il Broglia di Radio Italia Solo Musica Italiana?”. Mi rispose con un sorriso, ebbene si era proprio lui. Un mito per tutti coloro che, come me, lo consideravano un punto di riferimento importante.

Chiedo a Filippo quale fu il suo primo approccio con il mondo della radiofonia. Mi risponde:  “Fin da bambino, quando andavo in colonia d’estate, amavo presentare gli spettacoli dei miei compagni. Dico questo perché fin da piccolo avevo compreso che non mi interessava apparire, ma essere. Ecco perché, in seguito, trovai nella radio la mia dimensione migliore; ascoltare una voce e della buona musica mi permetteva di spaziare con la fantasia. Da qui la mia prima esperienza con una radio locale: Radio Palazzina, dove entrai come un vero e proprio appassionato fin quando i proprietari dell’emittente mi chiesero di potenziare la struttura e di ampliare le frequenze creando una sorta di piccola syndacation.
In quel momento capii e scoprii la mia attitudine nel coordinare tutte quelle voci che servono allo sviluppo di un’emittente radiofonica. Devo tutto o quasi a Mario Volanti, fondatore e presidente di Radio Italia Solo Musica Italiana, lui mi scelse quando ancora non era ancora la meravigliosa creatura che avremmo sviluppato anni dopo a Cologno Monzese, ma quando trasmettevamo da un piccolo studio in Via San Gregorio a Milano. Successivamente la sede della radio si trasferì in via Felice Casati dove rimase per diversi anni”.

Sorridendo Filippo mi confida che le prime interviste venivano realizzate nei posti più improbabili, come la prima della storia dell’emittente, quando furono intervistati i Pooh nella saletta vip dell’aereoporto di Linate.

Filippo, grazie alle sue spiccate doti manageriali ricoprì, per quasi due decenni, il ruolo di direttore generale di Radio Italia Solo Musica Italiana, creando e consolidando i rapporti con le diverse case discografiche, produttori ed artisti.

Chiedo a Filippo perché ad un certo punto decise di interrompere coraggiosamente la sua attività all’interno di RISMI. “Avevo bisogno di nuovi stimoli e volevo mettermi dall’altra parte della barricata, ovvero occuparmi di promozione radio e tv e come ufficio stampa, anche se la radio rimane sempre il mio primo amore e Radio Italia la tengo sempre nel mio cuore”.

Radio-Filippo-BrogliaSono diversi gli artisti che Broglia ha seguito come ufficio stampa e dei quali ha seguito la promozione radio e tv. Indimenticabile il periodo nel quale fu riposizionato, fino a riportarlo al Festival di Sanremo con il brano ‘’Crudele’’, il cantautore Mario Venuti. Altra esperienza importante e indimenticabile risale a tre anni fa quando Filippo seguì e organizzò il tour promozionale di Prince, tragicamente e prematuramente scomparso di recente. Tra i giovani una scommessa che si è rivelata vincente è stata quella con Daniele Babbini con il quale per Sony Music ha da poco attraversato tutta la Spagna per un tour promozionale nelle maggiori emittenti radiofoniche e televisive iberiche.

Chiudo il mio incontro con Filippo Broglia chiedendogli come vede per gli artisti emergenti il ruolo delle radio. “Gli editori delle emittenti radiofoniche da sempre hanno avuto sempre timore di perdere ascolti. Questo per un aspetto prettamente economico e commerciale. Quindi le programmazioni si sono sempre più indirizzate su quei brani che io definisco ‘’di garanzia’’, ovvero sulle hit e sui big, lasciando purtroppo poco spazio agli emergenti. Non credo bastino solo i talent. La radio è indispensabile ancora di più per chi non si è affermato al grande pubblico’’.

Credo che anche Renzo Arbore, pioniere della radiofonia, ascoltando Filippo Broglia, riadatterebbe una sua frase celebre in: ‘’ Meditate radio…meditate…’’

Articolo di Alessio De Bernardi.

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