Filippo Ferrante: vivere in armonia “come le note”

Filippo Ferrante “Come le note”  il nuovo singolo  è un inno alla complessità della vita umana, espressa attraverso la metafora delle note musicali traslate nell’attualità

Filippo Ferrante: vivere in armonia “come le note”
“Come le note” nuovo singolo di Filippo Ferrante

Filippo Ferrante, cantautore pugliese, va sempre alla ricerca dell’armonia perfetta ma accetta la sua quotidianità imperfetta. L’equilibrio, contaminato dai ritmi frenetici e dai social media, va sincronizzato con la melodia, catturando l’essenza delle nostre esperienze più autentiche. L’artista ha messo in luce come l’essere umano debba essere sempre in lotta per trovare il giusto accordo con il mondo.

Come hai coltivato in questi anni la tua passione per la musica?

Ho iniziato da bambino con la chitarra classica, poi ho sperimentato anche quella elettrica; ho fondato la prima band, i 61 Cygni, iniziando a cantare come corista e come frontman. Da lì in poi è stato tutto un work in progress, ho scritto le mie prime canzoni e tuttora continuo a fare quello che mi piace di più.

Nel corso della tua carriera artistica c’è stato un momento in particolare che ti ha segnato o che ricordi con molto piacere?

Il momento più importante risale al 2008 quando ho partecipato con la mia band al Battiti Live. All’epoca era molto conosciuto specialmente al Sud Italia, era un po’ il Festivalbar del meridione, oggi è nazionale. È stata sicuramente l’esperienza più significativa perché abbiamo fatto nove date in tutta la Puglia e in Basilicata, mai ripetute in queste quantità. Abbiamo condiviso il palco con artisti che vediamo tuttora, come Le Vibrazioni, Tiromancino, Alex Britti e tanti altri.

A livello personale invece qual è l’esperienza più bella che hai vissuto?

Quando ho iniziato la mia carriera da solista uno degli episodi che ricordo con piacere è la mia prima produzione e tutta la fase di registrazione in studio. Registrai subito un album ma non c’era ancora un’identità precisa, era un qualcosa a metà strada tra un mio progetto in divenire e il concludersi della mia avventura nella band, un mix giusto tra il mio presente e il recente passato.

Filippo Ferrante: “come le note”
Filippo Ferrante

Da solista il tuo approccio alla musica è stato influenzato da qualche artista?

Personalmente mi sono sempre ispirato a Cesare Cremonini sin dall’inizio con i Lunapop; per quanto riguarda il cantautorato italiano, i miei punti di riferimento sono stati Lucio Battisti, Dalla e De André. L’aspetto su cui mi soffermo maggiormente è la loro melodia che riporto spesso nelle mie canzoni.

Il tuo ultimo singolo “Come le note” quale messaggio vuole comunicare?

Il messaggio di questo brano è rappresentato dalla metafora delle note musicali, che identifico con le persone e con la loro vita. Esse si disegnano in modo armonico, sono belle da vedere sullo spartito, un po’ come le nostre vite; spesso però sono fuori tempo, come se non trovassero l’accordo giusto. Attualmente la nostra quotidianità ci sfugge di mano per quanto sia frenetica, solo apparentemente sembra perfetta ma in realtà è diversa. L’idea di fondo non è ricercare questa perfezione naturale ma di accettare la nostra imperfezione, trovando un giusto equilibrio.

Come ricerchi la tua armonia personale?

Non è semplice perché veniamo fagocitati dal sistema. Di recente ho sentito diversi artisti che si ritrovano troppo immersi nella macchina dell’industria musicale e si stanno smarrendo, per cui vogliono fermarsi un attimo. Penso a San Giovanni, Irama, Mr Rain, tutti giovanissimi tra l’altro. Vengono inghiottiti in una bolla che li annienta ed è difficile staccarsi una volta che ci sei dentro. Nel mio caso, essendo un artista indipendente a tutti gli effetti, gestisco la mia carriera come preferisco perché penso che sia importante trovare un equilibrio tra vita professionale e privata.

Filippo Ferrante - Come le note - Cover
Filippo Ferrante – Come le note – Cover

C’è un tuo marchio di fabbrica o una peculiarità che contraddistingue tutte le tracce che hai pubblicato?

Sicuramente negli anni ci si evolve però ti posso dire che, post covid, il leitmotiv sia proprio la ricerca di una stabilità in modo tale da condurre una vita armonica. Il mio consiglio è quello di vivere di più il presente, di rimanere sempre connessi a ciò che stiamo facendo adesso.

Per scrivere ti metti davanti allo strumento e ti lasci trasportare?

Ho notato che le cose migliori escono proprio quando non pensi di scrivere una canzone. Se diventa un lavoro poi lo concepisci come un qualcosa di troppo razionale e con l’arte non te lo puoi permettere. A volte succede che, mentre strimpello, percepisco un giro di note che mi piace e inizio a pensare quale melodia possa andar bene sopra quel giro. Quando mi viene mi ci immergo, registro su un supporto che può essere anche il telefono, me la riascolto in auto e se mi piace inizio a lavorarci aggiungendo il testo e quanto altro. È un processo immediato per cui la canzone può venir fuori anche in un pomeriggio. Seguo sempre il suono delle parole per trovargli la giusta collocazione.

Durante i tuoi concerti che rapporto hai con il tuo pubblico?

Dal vivo cerco sempre di comunicare le mie emozioni. Ora si è creata una piccola community che mi segue, alcuni li conosco bene perché sono miei amici, è lo zoccolo duro che ti permette di continuare e ti possono anche promuovere. Mi danno degli input per migliorarmi.

 “come le note”
Filippo Ferrante

Segui una scaletta ben precisa? C’è un brano che tira più degli altri?

La mia idea è che deve decidere il pubblico. Spesso mi è capitato di fissarmi su alcuni brani che però non trovavano una risposta molto presente. Oggi riesco anche ad adattarmi alle loro esigenze, la scaletta viene scelta anche in base a questo. Per me un pezzo normale può ricevere più riscontro in un live e quindi lo devo suonare per loro. I primi concerti servono anche per avere un feedback immediato sulle canzoni, in quelli successivi capisci già come orientarti e quale ordine seguire. Ovviamente ci sono anche canzoni che già so in partenza che tirano più delle altre.

Scegli un tuo brano che ti rispecchia…

Ti direi “Dentro te” perché è quella che mi rappresenta. È una canzone che insieme alla mia band ci permise di partecipare al Battiti Live, la propongo sempre ai concerti specialmente alla fine, la cantano tutti perché ha un grande impatto.

Come riempi le tue giornate? Oltre alla musica hai altre passioni?

Ho un’attività imprenditoriale che porto avanti, ho un’agenzia di ricerche e di selezione del personale domestico a Bari. Inoltre, mi piacciono sia lo sport, come il nuoto, che le attività per il sociale. In tutto questo ovviamente cerco sempre di ritagliare del tempo per me stesso. La musica è una passione che negli anni è diventata anche qualcosa di più e sono riuscito a conciliarla nel mio percorso professionale. Spesso collima con la mia attività, perché negli ultimi tempi sto iniziando a pensare da imprenditore anche nella musica, come se fossi una casa discografica, un produttore o altre figure del settore. Il business musicale è un altro lavoro e guardandolo dall’esterno attraverso il mio lavoro ho capito bene alcune dinamiche e strategie.

Filippo Ferrante: vivere in armonia “come le note” 4

C’è un verso che hai scritto che ti racconta meglio o al quale sei più legato?

Mi viene in mente un brano dal titolo “Un’altra corsa”, a cui sono molto legato e che propongo sempre dal vivo, è stata scritta dopo aver conosciuto un tassista a Milano; infatti, questa traccia è una foto di un periodo della mia vita. Il verso descrive una storia in cui entrano delle persone nel taxi. Prima sale una donna, poi un uomo imprenditore risucchiato dalla società e infine la terza persona da cui nasce il verso che dice: “ecco un’altra corsa, stavolta chi salirà, un bambino sognante proprio com’ero io, nei suoi occhi una luce potente a indicare la via…”. È una frase che mi rappresenta pienamente.

Che programmi hai per il futuro?

A proposito di futuro, ti lancio uno spoiler che riguarda il contenuto della domanda precedente. Sto scrivendo un libro, un piccolo romanzo, che si chiamerà proprio “Un’altra corsa” e al suo interno racconto tutta la genesi della storia e della canzone, in modo più approfondito. Il libro è quasi finito, uscirà all’incirca verso fine maggio 2024, poiché ovviamente ha dei tempi più lunghi rispetto alla musica. Questa idea ha vissuto una fase embrionale ed ora prende forma in un tempo molto maturo. La particolarità è che è una storia ambientata nel passato poiché risale al 2016 ma è stata scritta con la testa di adesso.

Grazie per l’anticipazione che ci hai rilasciato. Oltre al libro hai anche altri progetti?

Ultimamente la mia fase di produzione e di scrittura è aumentata notevolmente, rispetto agli anni precedenti. Ho almeno una trentina di canzoni nel cantiere e sto lavorando su come gestirle. Ho una canzone nuova già pronta, potrebbe uscire un nuovo singolo come potrebbero uscire un EP, ci sto ragionando.

Articolo a cura di Simone Ferri

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