Cuba per me significa libertà, sono tornata indietro con la mente ai luoghi del cuore che hanno definito la mia infanzia

CAMILLA "vengo a prenderti all'Havana"
CAMILLA “vengo a prenderti all’Havana” – Covere (Foto © Teresa Limongelli)

Ciao Camilla, dopo “Valentina” e “FuckGirl”, sei tornata con un brano molto fresco e perfetto per l’estate, nonché una lettera d’amore a Cuba: “Vengo a prenderti all’Havana”. Come è nato il tuo ultimo singolo?

Ciao amici di Musica361! Il mio ultimo singolo è nato dalla penna del mio producer, Sveno Fagotto, che è estremamente legato a Cuba. Questa canzone ha un significato molto speciale per lui. Non essendo mai stata rilasciata, Sveno ha voluto farmi questo regalone e adattarla alla mia voce. Giorno dopo giorno, lavorando in studio, ha preso sempre più forma ed eccoci qua con la mia nuova release!

Cosa rappresenta per te Cuba e come ti influenzano le sonorità legate all’isola?

Cuba è una parte di me. Ci sono molto legata e mi ha dato sicuramente tanto a livello culturale, mentale e musicale. Con questo brano e con queste sonorità, ho voluto confrontarmi con la mia dimensione più latineggiante. Ora ho voglia di sperimentare maggiormente questo genere e di mettermi alla prova.

 "vengo a prenderti all'Havana" Camilla
Camillla (Foto © Teresa Limongelli)

Nel testo della canzone, tu dici “La valigia era già pronta, solo da una vita intera”. Cosa c’è nella tua “valigia” ad oggi, umanamente e professionalmente parlando?

Nella mia valigiona ci sono tante cose diverse, da quelle più belle a quelle più difficili, come in ognuno di noi immagino. Sicuramente devo ancora aggiungere una valigia in più, dato che non viaggio mai solo con una valigia ahahahahah. Ad oggi, penso di aver vissuto in prima persona molti momenti che mi hanno demoralizzata, ma al tempo stesso sono serviti a costruire mattone per mattone CAMILLA, artisticamente e soprattutto personalmente. Questi momenti davvero tosti mi hanno dato la forza per arrivare fino a questo punto (di partenza) e a buttarmi (sempre con le giuste precauzioni).

Sei stata una delle prime nuovi voci entrate nel roster di Senape Dischi. Com’è lavorare quotidianamente a stretto contatto con un’etichetta discografica indipendente e con un team che cura ogni aspetto del tuo percorso?

È fighissimo! Sicuramente aiuta tanto avere un team che ti segue, che ti sprona e che nelle giornate no ti tira su. Penso sia fondamentale, soprattutto per un’indecisa come me! Oltre a questo, per mio modesto parere, una buona squadra serve sempre perché confrontarsi nel quotidiano con uno o più pareri “esterni” fa sempre bene.

CAMILLA
CAMILLA “vengo a prenderti all’Havana” – Cuba è una parte di me. Ci sono molto legata e mi ha dato sicuramente tanto a livello culturale, mentale e musicale (Foto © Teresa Limongelli)

Attualmente Cuba sta affrontando una crisi socio-economica e sanitaria insostenibile. Come stai vivendo questo momento così delicato e complesso al tempo stesso?

Questo periodo per Cuba è micidiale. Lo sto vivendo abbastanza male, anche perché non sento da un po’ di tempo alcuni dei miei parenti. Mi piange il cuore a vedere un’isola così bella e così piena di vita in questa situazione morente. Nel mio piccolo, cerco di appoggiare e supportare il popolo cubano, ma non posso fare molto se non spiegare la situazione a chi me lo chiede personalmente.

CAMILLA "vengo a prenderti all'Havana"
Camilla – (Foto © Teresa Limongelli)

Finalmente stanno tornando i nostri amatissimi concerti. Hai già pensato ai tuoi live? Come te li immagini?

Giusto in questo momento stiamo progettando qualcosina, ma ancora è tutto in divenire, perciò aspetterò a diffondere il verbo. Come li immagino? La verità è che non ci riesco proprio! Preferisco non pensarci perché mi emoziono al solo pensiero di ciò che potrebbe essere, ma datemi un microfono, un palco e io canto.

Quali sono i progetti per il futuro?

Per il futuro ho tanti progetti. Non sono una che fa poche cose alla volta, ma va sempre a finire che mi ritrovo un marasma di idee per la testa. Musicalmente, ho in mente un paio di cose: sicuramente un altro singolo (forse anche un EP) e, ad oggi, ho in ballo due progetti con altri due artisti di Senape Dischi che sono una bomba. Restate sintonizzati sui miei canali social per saperne di più!

Giulia al suo debutto con il singolo “Fatta di te” in uscita oggi 30 giugno 2021

Giulia di Pierno in arte GIULIA
“Ora sono concentrata sulla promozione del mio primo singolo e dell’album” (Foto © Stefano Steso)

Giulia Di Pierno, in arte GIULIA, è una giovane cantautrice milanese nata in provincia di Milano, l’abbiamo incontrata per  l’uscita del suo primo singolo “Fatta di te”.

Romantica, sensuale ed ipnotica, “Fatta di te” è una canzone dalle sonorità R&B/Soul (con influenze spagnole) che racconta le prime emozioni di una “bella cotta”; ovvero quello stato confusionale pieno di dubbi, incertezze e speranze che segnano e fanno parte della vita di ogni ragazza.

Ciao Giulia! Come è nato il tuo primo singolo, “Fatta di te”?

Ciao Juditta e ciao Musica 361, inizio con il ringraziarvi per le vostre domande e la disponibilità. “Fatta di te” è nata come la maggior parte delle canzoni dell’album su cui sto lavorando, durante il lockdown. Più precisamente in una notte di fine ottobre. Come molti di noi, durante la pandemia ho avuto più tempo libero e ne ho approfittato per scrivere nuovi brani, in modo tale lasciare su carta tutte le emozioni che stavo provando in quel periodo.

Ci puoi raccontare il processo creativo legato al brano?

Parto sempre ricercando una melodia, spesso e volentieri canticchiandola. Dopo di che butto giù le prime righe di quella che diventerà una canzone e da quel poco che scrivo, capisco il mood che voglio comunicare all’ascoltatore. Di conseguenza, inizio a creare il testo prendendo ispirazione dai miei ricordi e aggiungendo un pizzico di fantasia. Come secondo step, porto la bozza in studio ed è in quel preciso momento che nasce una bella sinergia tra la mente creativa del mio producer, Sveno Fagotto, e la mia. Ci si confronta per capire quale strada percorrere a livello di contenuti e di sonorità, fino alla nascita effettiva della canzone. Questo è stato il processo creativo di “Fatta di te” e di tutti i miei brani, è come una routine per me.

Abbiamo letto che le tue influenze principali spaziano dall’R&B al Soul, passando per la musica latino-americana. Come riesci a fondere questi generi e ad integrarli nella tua musica?

Il mix tra questi generi non è una caratteristica che ricerco per ogni mio brano. Anzi, posso anticiparvi che più avanti usciranno anche canzoni con sonorità esclusivamente latine. Essendo fortemente influenzata da molteplici generi, questa miscela si crea quasi involontariamente. Nel caso specifico di “Fatta di te”, l’impronta iniziale era esclusivamente R&B – Soul. Io e Sveno eravamo alla ricerca della chitarra con il giusto suono da aggiungere al pezzo, per dargli più personalità, che poi si è rivelata essere una chitarra spagnola da flamenco.

Giulia di Pierno in arte GIULIA 2
Giulia di Pierno in arte GIULIA giovane cantautrice – “Fatta di te” è una canzone dalle sonorità R&B/Soul (con influenze spagnole) che racconta le prime emozioni di una “bella cotta” (Foto © Stefano Steso)

Come è nata la tua collaborazione con il tuo produttore, Sveno Fagotto?

La mia collaborazione con Sveno è iniziata a fine febbraio, grazie alla mia amica e cantate Camilla (anche lei insieme a me ed altri artisti è parte del roster dell’etichetta Senape Dischi, fondata da Sveno Fagotto ed Emanuele Patti). Pensate che è stata proprio lei a trovarlo e a consigliarmi di incontrarlo per fargli ascoltare la mia musica. Prima di incominciare questa nuova avventura (e tutt’ora) lavoro anche insieme all’etichetta OverTheSound, dove mi concentro esclusivamente sulla musica latina. Per questo progetto, avevo bisogno di un producer che mi aiutasse a sprigionare il mio lato R&B. Fortunatamente, questa figura l’ho trovata in Sveno e così abbiamo dato il via alla nostra collaborazione.

Giulia di Pierno in arte GIULIA giovane cantautrice

Come è essere parte di una realtà indipendente come Senape Dischi?

Mi sento molto fortunata e grata di avere questa meravigliosa opportunità. Ho alle spalle un team preparato, sempre pronto ad aiutarmi e supportami. Sono una cantante emergente che sta per fare uscire il suo primo singolo e non sono da sola a “buttarmi” nell’industria musicale. Non potevo chiedere di meglio.

Se potessi cantare “Fatta di te” con qualche altro musicista, chi sceglieresti e perchè?

Ho più artisti in mente con il quale sarei onorata di poter cantare la mia canzone e che sicuramente la valorizzerebbero, ma credo che il più adatto sarebbe Mahmood. La sua voce e le sue melodie calzerebbero a pennello con il mio brano. Anche lui ha una forte impronta di R&B nella sua musica. Mi piace molto e spero davvero in un futuro di poterci collaborare.

Giulia di Pierno in arte GIULIA
Giulia di Pierno in arte GIULIA giovane cantautrice  “Mi sento molto fortunata e grata di avere questa meravigliosa opportunità” (Foto © Stefano Steso)

Il 13 luglio uscirà anche il videoclip ufficiale del singolo, diretto da Matteo Maraglino. Cosa possiamo aspettarci?

La progettazione del video è ancora “work in progress”, ma una caratteristica certa è la presenza del colore rosso, che simboleggia l’energia e la passione che voglio trasmettere con “Fatta di te”.

Stai lavorando ad un concept album di prossima uscita. Cosa ci puoi anticipare?

Questo disco è nato per caso. Come vi ho anticipato precedentemente, durante il lockdown ho iniziato a scrivere nuove canzoni e solo dopo andando in studio mi sono resa conto di aver scritto e composto dei brani con un nesso logico. Le canzoni sono 8, ognuna rappresenta una fase di una relazione sentimentale. L’ultimo spoiler che posso darvi è che ci sarà un featuring.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

I miei progetti per il futuro sono tanti, così come i miei obiettivi. Sicuramente ora sono concentrata sulla promozione del mio primo singolo e dell’album, ma sto anche già pensando al secondo, sto lavorando a dei brani in spagnolo per il pubblico che ama anche la musica latino-americana e spero presto di poter fare tanti live con le mie canzoni: sono tanti obiettivi importanti per me. Ho veramente tanta voglia di fare della musica il mio lavoro.

Tulipani di Seta Nera chiude con premio e live di Eugenio Bennato 

Eugenio Bennato al Tulipani di Seta Nera
Eugenio Bennato (FB dell’artista)

È calato il sipario sulla XIV edizione del Festival Internazionale del Film Corto TULIPANI DI SETA NERA, domenica 6 giugno  si è chiuso con un grande protagonista: Eugenio Bennato, autentico portavoce della cultura musicale napoletana, ha ricevuto il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” per l’impegno sociale. Alle 18.30, inoltre, il grande artista partenopeo si è esibito dal vivo sul palco del Cinema Giulio Cesare di Roma, che ha ospitato le quattro giornate della kermesse dedicata a cortometraggi e videoclip a tema sociale.

Presieduto da Diego Righini e realizzato dall’associazione di promozione sociale “Università Cerca Lavoro” su idea di Paola Tassone, direttrice artistica della manifestazione, il Festival promuove infatti il lavoro di autori provenienti dall’Italia e dall’estero che, attraverso le immagini, rappresentano non il semplice racconto di una diversità, ma l’essenza stessa della diversità e della fragilità, delle persone e dei luoghi, valorizzandone i molteplici aspetti ed esprimendoli attraverso l’arte cinematografica, che da sempre ha dato voce alle lotte per l’ecologia e l’emarginazione, con pensieri, opinioni e sentimenti.

Eugenio Bennato al Tulipani di Seta Nera
da sx Bungaro, Grazia Di Michele e Diego Righini

Nelle varie sessioni, tanti  i premi  riservati alla musica, la musica che ha il magico potere di trasformare le immagini in emozioni.

Si sono alternati sul palco, nelle varie sessioni della manifestazione: il ministro Andrea Orlando, che è intervenuto sui temi caldi del lavoro insieme al presidente INAIL, Franco Bettoni, e al presidente Anmil, Zoello Forni; Alfonso Pecoraro Scanio, intervenuto su transizione ecologica e tutela ambientaleil direttore del DAP Bernardo Petralia; artisti quali Dolcenera, Bungaro, Ludovico Fremont, Rossella Izzo, Grazia Di Michele (direttore artistico della sezione #Socialclip), Elena Ballerini – che condurrà con Pino Insegno il Gala televisivo di fine manifestazione – i registi Giulio Base e Mimmo Calopresti (direttore artistico della sezione Documentari), Francesca Rettondini, Saverio Deodato e il maestro Vince Tempera; Esmeralda Calabria, che si è aggiudicata la statuetta per il “Miglior Montaggio” ai David di Donatello. E ancora, i direttori Giovanni Parapini (Rai per il Sociale), Luca Milano (Rai Ragazzi) e Lorenzo Mucci (Centro Produzione Rai Salario), che hanno voluto testimoniare come la prima Azienda televisiva italiana stia investendo su giovani, sociale e nuove tecnologie.

NOTA

Qui di seguito tutti i premi tecnici consegnati nei quattro giorni della rassegna al Cinema Giulio Cesare di Roma.

CORTOMETRAGGI

GIORNO 1

Il Premio ANMIL viene assegnato a Restare di Costanza Giordano

Il premio per la “Migliore Musica” va a Respira di Lele Nucera, musiche a cura di Francesco Loccisano

Il premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Oltre – Oltre il pregiudizio/Oltre la disabilità di Ari Takahashi

Il premio “Valore del Lavoro” va a Ricomincio da me  di Enza Lasalandra

Il Premio per la “Miglior Sceneggiatura” viene assegnato a Zagara di Martina Bonfiglio, sceneggiatura di Martina Bonfiglio

Il Premio “Sorriso Rai Cinema Channel” va a Regenerate  di Angelo Faraci

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Tropicana di Francesco Romano

GIORNO 2

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Ho disegnato gli occhi al mio pallone di Riccardo Trentadue

il Premio “Miglior Opera per la TV”  va a Verdiana di Elena Beatrice e Daniele Lince

Il Premio “Fondazione Univerde” va a The Quarantine Path di Davide Lomma

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Rosaria De Cicco  per il corto La voce di Laura  di Giuseppe Bucci

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Ostaggi di Eleonora Ivone

GIORNO 3

Il premio Migliore Attrice va ad Anna Cianca, per il cortometraggio La Perdita di Alberto Marchiori

Il premio Miglior Attore va a Saverio Deodato per il corto Capolinea di Saverio Deodato

Il Premio per il “Miglior Corto d’Animazione” va a Roberto di Carmen Cordoba Gonzalez

Il premio “Il viaggio Enit” viene assegnato a Faula di Massimiliano Nocco

Il Premio Miglior Attore Young viene assegnato a Kevin Statzu  per il corto Faula di Massimiliano Nocco

Il Premio “Tulipani Fuori Classe – Talenti in Erba” va a Rivoluzione di Alessio Santi

GIORNO 4

Il Premio “COndiVIDiamo Diversità” viene assegnato a Gocce di Luce  di Silvia Monga musiche di Beppe Carletti e Nomadi 

Il Premio “ASviS” viene assegnato a Gocce di Luce di Silvia Monga

Il Premio Sorriso di VariEtà va a Mi chiamo Eva di Miriam Previati

Va Carlo Brancaleoni  il Premio alla Carriera per i 35 anni in Rai Cinema

Il Premio “Miglior Cortometraggio Straniero” viene assegnato a Learning to lose di Sergio Milan

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Mamaville di Irmak Karasu

Il Premio Miglior Sorriso Nascente va a L’Affitto di Antonio Miorin

Il Premio Miglior fotografia va a L’Affitto di Antonio Miorin

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Dietro la notte  di Daniele Falleri

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Elisa Visari  per Dietro la notte di Daniele Falleri come Miglior attrice emergente 2021

Eugenio Bennato al Tulipani di Seta Nera
Diego Righini Presidente Festival e Paola Tassone Ideatrice e Direttrice Artistica

VIDEOCLIP

GIORNO 1

Il Premio per la “Migliore Musica” viene assegnato a Con Sam  regia di Luca Ferrari, artisti Mirò Sollecito e Toni Deragna

Il Premio per la “Miglior Regia” viene assegnato a Cavalleggeri è New York nella testa di Laura la regia di Matteo Florio, artista Tommaso Primo

Il Premio per il “Miglior Testo” viene assegnato a Perdere tutto regia di Daniele Barbiero, artista Hale

Il Premio ANMIL viene assegnato a Perdere tutto regia di Daniele Barbiero, artista Hale

Il Premio per il “Miglior Soggetto” viene assegnato a A San Michele regia di Alessandro Ferraro, artista Davide Ambrogio

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Vivo nel Mondo di Pamela D’amico, regia di Daniele Barbiero

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a L’Umarell di Fabio Concato, regia di Adriano Merigo

GIORNO 2

Il Premio Resilienza viene assegnato a Hey  regia di Fabiana Iacolucci – Iaca Studio, artista Vasco Barbieri

Il “Premio della Critica” viene assegnato a Acustico regia di Valerio Matteu, artista Veronica

Il Premio ASviS #SocialClip viene assegnato a Libertà regia di Gianni Cannizzo, artista Peppe Lana

Il Premio Miglior Over #SocialClip viene assegnato a Etica Peletica regia di Antonella Barbera e Fabio Leone, artista Davide Campisi

Il Premio #SocialClip Web viene assegnato a Etica Peletica regia di Antonella Barbera e Fabio Leone, artista Davide Campisi

Il Premio COndiVIDiamo Diversità #SocialClip va a Fragile regia di Emiliano Leone e Max Nardari, artista Max Nardari

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” va a Amaremare di Dolcenera, regia di Nils Astrologo

Eugenio Bennato al Tulipani di Seta Nera 4
Dolcenera con Paola Tassone e Diego Righini

DOCUMENTARI

GIORNO 3

Il Premio della Critica va a Sisterhodd di Domiziana De Fulvio

Il Premio Migliori Musiche va a Il Direttore di Maurizio Orlandi

Il Premio Miglior Sceneggiatura va a Il Direttore di Maurizio Orlandi

Il Premio ANMIL va a Il Direttore di Maurizio Orlandi

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Burlesque Extravaganza di Grace Hall

Il Premio ASviS Documentari va a NIÑOS MAYA di Veronica Succi

Il Premio per la “Miglior Regia” va a Libertà di Savino Carbone

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Il tipo che sorride di Giancarlo Castelli

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a La prima cosa bella di Nicola Prosatore

GIORNO 4

I Premi “Miglior Fotografia” e “Miglior Montaggio” vanno a Briganti di Bruno e Fabrizio Urso

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” viene assegnato a Dell’acqua e del tempo di Gianfranco Pannone

Il Premio della Critica va a Solidarity crime. The Borders of Democracy di Nicolas Braguinsky Cascini e Juan Pablo Aris Escarcena

Il Premio ANAC va a  Solidarity crime. The Borders of Democracy di Nicolas Braguinsky Cascini e Juan Pablo Aris Escarcena

Il Premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” va a Musica Identità Rivoluzione di Daniela Riccardi

Va a Eugenio Bennato  il premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” per l’impegno sociale

Eugenio Bennato al Tulipani di Seta Nera Eugenio Bennato
Eugenio Bennato premio “Sorriso Diverso Menzione Speciale” per l’impegno sociale

Tra i partners istituzionali e culturali che si sono distinti per il loro impegno concreto a favore della manifestazione, il Ministero della Cultura, il Ministero della Transizione Ecologica, la Regione Lazio, Rai Cinema Channel e Rai per il SocialeRoma Lazio Film Commission, ANAC, ANMIL, ASVIS, ENIT, ENS, INAIL e Fondazione UNIVERDE.

Per saperne di più  (www.tulipanidisetanera.it)

Abbiamo bisogno del calore dei fan e dell’adrenalina del palco

China: "La favola perfetta? Fare musica!"
China “Frammenti” cover

Lui chiama Simone Costantino, in arte China. Come l’inchiostro, perché lui è con l’inchiostro che scrive le sue canzoni. Se il 2020 è stato caratterizzato da una vera metamorfosi musicale, alla ricerca di nuovi sound e nuove collaborazioni, il 2021 si preannuncia per China come l’anno della svolta. È uscito lo scorso marzo il primo EP di China, dal titolo “Frammenti”, disponibile su tutte le piattaforme musicali, distribuito da The Orchard (Sony Music), realizzato grazie al supporto dell’etichetta discografica Clandestin Recordz, di cui China fa parte. Un prodotto intenso, che l’artista ha dedicato a una sua recente storia d’amore chiusa senza lieto fine. Lo abbiamo incontrato

Simone hai ottenuto un grande risultato con il tuo primo EP, “Frammenti”. Cosa, secondo te, ha convinto gli ascoltatori che ti hanno premiato? Raccontare se stessi non è mai facile, ma può essere più semplice rispetto al raccontare gli altri o il mondo che ci circonda?

Il successo fa sempre piacere, come in questo caso, ma non è mai scontato. Penso che la spontaneità dei testi siano la punta della freccia, ma anche il lavoro nella creazione del suono sicuramente ha nuove idee che non possono passare inosservate.

Ogni artista ha il bisogno di raccontare quello che ha dentro, se fai quello secondo me lo farai sempre nel modo migliore ed io avevo tanto bisogno di trasformare in musica tutto ciò. Credo che il pubblico lo abbia compreso e mi posso davvero ritenere soddisfatto per questo risultato

Frammenti” è uno spaccato di vita, perché racconta un amore finito male. Quindi il lieto fine è quasi sempre solo nelle favole?

Dico al mondo di non arrendersi mai e di credere sempre in sè stessi e negli altri, l’amore è una cosa bellissima a cui non dobbiamo rinunciare. Tuttavia prima di sapere se esiste chiediamoci cos’è il lieto fine? O per lo meno quale sarebbe per noi… Io non ho ancora avuto il mio lieto fine ma l’ho toccato con le mie mani. E il modo migliore per esprimerlo era trasformandolo in una canzone.

China: Frammenti
Per i giovani la musica è una colonna portante da sempre

E quale sarebbe la tua favola perfetta?

Esattamente quella per cui lavoro tutti i giorni. Fare musica per il resto della mia vita e poter condividere questo percorso con una persona speciale! Come sarebbe la vita senza avere accanto chi si ama? Ma la musica resta al primo posto, come sempre!

In questo EP hai collaborato con Xibeatz, un ottimo supporter. Cosa vi accomuna?

Più di un collaboratore Xibeatz è un amico! Lavoriamo insieme circa da un anno e da subito c’è stata una forte intesa. In più c’è voglia di crescere e di creare una carriera da entrambe le parti! Crediamo molto l’uno nell’altro e quello che stiamo preparando è straordinario, ve lo assicuro. Penso anche che uno degli ingredienti del successo di un artista stia proprio nel rapporto di estrema fiducia e produttività con il proprio staff.

Oggi la musica è più vicina ai giovani rispetto al passato. Credi che sia il contro divismo che un tempo determinava più il successo della bravura che c’è in artisti come te, ad aver cambiato la rotta?

Per i giovani la musica è stata una colonna portante da sempre! Non conosco un ragazzo che non ascolta musica, qualsiasi essa sia. Sicuramente il rap, la trap danno molto più coinvolgimento ai giovani rispetto alla classica musica italiana pop, ma è una corrente naturale che ha il diritto di prendere il suo spazio. Bravura e successo sono divise oggi da mille sfaccettature, penso che se i cavalli buoni si vedono, alla fine il talento sia il cavallo di cui abbiamo bisogno per vincere.

China
L’amore è una cosa bellissima a cui non dobbiamo rinunciare

In un’epoca in cui ci si fa andare bene tutto, per il consenso o semplicemente per evitare di affrontare la realtà, China sotto questo aspetto che persona è?

Penso che sia una realtà lontana anni luce da me, penso a fare quello che mi piace divertendomi e lavorando sodo. Non cerco chi mi dice “bravo” e non giudico quello che fanno gli altri. Sono solo contento per le persone a cui piace e ascoltare la mia musica. Faccio questo pensando anche a loro, come fossero persone alle quali dover fare un regalo.

Coshanno in comune Simone e China? E cosa li allontana?

Un po’ come “Venom”, Simone e China hanno in comune la musica, il team, e gran parte della vita personale: apro entrambi i miei mondi a chi mi è vicino ma lì allontanano da me, molte scelte prese nella vita! China ha tolto molto a Simone, ma allo stesso tempo lo ha arricchito e fatto crescere.

Senza il ritorno dei live, sopravviverà la musica?

Pensare alla musica senza live è molto triste, ovviamente la musica deve esserci e non si fermerà, le piattaforme streaming faranno tutto il lavoro possibile, ma i fan hanno bisogno dei live e di vedere i loro idoli, anche noi abbiamo bisogno del loro calore e dell’adrenalina del palco.

 

Il cantautore pop torna a pochi mesi dalla pubblicazione del nuovo album con un singolo inedito e, per lui, particolare

Cabrio e il sapore retrò di “Scivola”
“Scivola” è il nuovo brano di Cabrio, cantautore pop

“Scivola” è il nuovo brano di Cabrio, cantautore pop che ha recentemente pubblicato l’album “Duepuntozero”. Sì, scritto in lettere perché, come spiega lui “I numeri non mi piacciono”. Però, in compenso, a Cabrio piace scrivere “Canzoni tristi che sembrano felici”.

Con “Scivola” in realtà il gioco è a carte scoperte, la canzone è triste senza via di fuga: struggente è l’aggettivo che si addice di più a questo brano che non fa parte di un album ma che è un progetto a sé.
“Scivola” è la descrizione di un amore che finisce, nonostante la sua forza. Dal punto di vista musicale, Cabrio prosegue la strada preannunciata nella bonus track contenuta in “Duepuntozero”, con protagoniste sonorità più acustiche: in “Scivola” il pianoforte è malinconico, le sonorità ci fanno fare un salto nel passato.

Cos’altro ci puoi dire di questa canzone?
Il testo parla di una storia d’amore che deve finire. Lui è costretto ad abbandonare lei, nonostante il sentimento che li lega. Per lui è giunto il momento di cambiare rotta, ma il nome di lei gli rimarrà inciso sulla pelle per sempre.

Come mai una canzone a sè stante, non inclusa nell’ep “Duepuntozero”?
Avevo questa canzone nel cassetto, presentata allo scorso Festival di Sanremo: avevo voglia di farla ascoltare. Credo che non sia giusto tenere lì, bloccato, quel ‘qualcosa’ che hai da dire. Secondo me questo periodo è adatto perché la canzone è abbastanza invernale.

Cabrio il cantante pop
Cabrio ha recentemente pubblicato l’album “Duepuntozero”

Confermiamo che tu componi principalmente canzoni tristi; sfatiamo invece il fatto che tu proponi canzoni con sonorità retrò, addirittura orchestrali, come in “Scivola”. La tua produzione è diversa. Ci racconti qualcosa di questa eccezione?
“Scivola” è stata concepita così come la sentite. Non volevo caricarla di tante cose, e di elettronica. Il testo non è moderno, oggi si usano altre similitudini, si parla di altre situazioni. Le parole mi hanno ispirato ad arrangiarla in questa maniera.

Cabrio e il sapore retrò di “Scivola”

Da lì è spuntata l’idea di presentarla a Sanremo e a quel punto l’ho concepita con l’orchestra. “Scivola” è volutamente retrò per questo motivo: nel 2019 so che poteva suonare ‘old school’, ma negli ultimi Festival abbiamo sentito canzoni ‘old school’ fatte molto ma molto bene.

Penso a Tosca, che l’anno scorso ha cantato quella che è la mia canzone preferita a livello strumentale e orchestrale di quell’edizione. Comunque, ripeto che di solito amo i synth: ascoltate quello che faccio, non vi soffermate solo su “Scivola”.

Parliamo del lavoro che sta dietro a una canzone come “Scivola”?
Per uno che è appassionato di musica elettronica è stata una bella sfida: ci sono solo strumenti acustici. Partire da un’idea elettronica e finire a un prodotto orchestrale ha significato mettere dentro al processo creativo tutto il mio bagaglio di ascolti.

Spazio tra tutta la musica ma ascolto in particolare quella italiana: mi sono soffermato su chi inserisce spesso e con successo parti orchestrali, che mi hanno indirizzato nel lavoro.

Hai prodotto “Scivola” da solo?
No, l’ho prodotta con Stefano Radice, che è produttore artistico e arrangiatore del brano. Aggiungo che “Scivola” è stata scritta insieme a Gionathan Todaro, il basso è suonato da Giuliano Cento e la chitarra da Domenico Giordano.

Fino a qui passato e presente: su quali strade correrà Cabrio, vento nei capelli, in futuro?
Per quello che rimane dei capelli… però il vento Cabrio continuerà a soffiare verso altri progetti. Ci saranno belle collaborazioni durante quest’anno: aggiornerò tutto man mano sui miei social.

Dal libro di Simone Di Matteo al Concept album “L’Amore dietro ogni cosa”  cantato da Andrea Crimi

La letteratura ha da sempre contaminato la musica, soprattutto la forma canzone dei cantautori.

Ma ciò che è successo con l’opera antologica “L’amore dietro ogni cosa” di Simone Di Matteo, va ben oltre questo.

Simone Di Matteo: "L'amore dietro ogni cosa"
Simone Di Matteo

Il libro edito dalla Draw Up è diventato un concept album musicale.

Un operazione simile, non ci pare rintracciabile prima d’ora nella storia della musica.

Lo scrittore, editore e personaggio tv, dopo aver visto tramutare i suoi racconti in una piece teatrale, ora supportato dal paroliere Simone Pozzati (noto tra l’altro per aver pubblicato un saggio sull’importanza della figura del paroliere all’interno della musica leggera), e spalleggiato dal cantautore torinese Andrea Crimi ha dato nuova vita ai suoi racconti.

L’amore dietro ogni cosa

Il disco è infatti un grande contenitore di storie, le sonorità spaziano dalle sfumature rock, all’indie pop per arrivare ad abbracciare il puro cantautorato quello che strizza l’occhio a monumenti della tradizione musicale italiana come Dè Andrè e Battisti.

Pertanto la fortunata opera di  Simone Di Matteo in veste musicale vedrà la luce nei prossimi mesi sotto l’etichetta New Music International di Pippo Landro.

L’album firmato da Di Matteo, Pozzati e Crimi nonché interpretato da quest’ultimo sarà anticipato il 12 febbraio dal singolo Anne.

Simone Di Matteo: "L'amore dietro ogni cosa" 1
Andrea Crimi – L’amore dietro ogni cosa – copertina

Il pezzo racconta la storia di una donna insicura e dalle infinite maschere, impegnata nella ricerca spasmodica di un amore che non riesce a trovare.

Ne esplora le fragilità, le stesse che la portano a trincerare il proprio cuore, rendendola di conseguenza incapace di amare, e ad accontentarsi di avventure effimere che, in realtà, non le trasmettono alcun piacere.

All’interno del disco inoltre già si preannunciano interessanti featuring come quello con Laura Bono, la cantautrice ora in forza al gruppo delle Deva e vincitrice di Sanremo giovani nel 2005 con la sua Io non credo nei miracoli duetterà con Crimi in Ci vediamo lunedì una delle tredici tracce.

 

 

Karma il nuovo album degli Humana e il tributo a Enrico Ruggeri

A trent’anni di distanza “Punk prima di te” di Enrico Ruggeri rivive nella cover di Humana.

“Per noi è un vero e proprio tributo, Ruggeri è da sempre uno dei nostri artisti di riferimento” spiega Daniele Iudicone, voce e anima punk della band al secondo album.

“Karma”, più futuristico e con sonorità diverse rispetto al precedente.

Karma il nuovo album degli Humana  e Karma

“Per questo progetto abbiamo scavato dentro di noi, immaginando una realtà ultra tecnologica ed estremizzata alla Balde Runner, e provando ad esprimere le nostre sensazioni ed emozioni attraverso la musica”.

karma il nuovo album degli umana

Vita robotizzata, alienazione, distacco dalle emozioni e consumismo sono il filo conduttore dell’album che rilancia la speranza con l’ultima traccia (bonus track): la rivisitazione del brano cult di Ruggeri, originariamente contenuto nell’album “Il falco e il gabbiano” del 1990.

Humana e il tributo a Enrico Ruggeri

“È nata quasi per caso, a Londra. Stavamo ascoltando alcune nostre cover e Alex Reeves ha iniziato a suonare alla batteria “Punk prima di te” mentre Lorenzo Sebastiani (musiche e arrangiamenti) gli è andato dietro con gli strumenti.

Penso che Enrico l’abbia presa più che bene – racconta Iudicone -, non ho avuto riscontri diretti ma dalle voci che ci sono arrivate dal suo entourage la nostra versione di “Punk prima di te” gli ha fatto piacere”.

Karma il nuovo album degli Humana  e Karma 1

Probabilmente non sarà l’ultima cover: “Stiamo pensando anche a qualche canzone dei Linkin Park, per omaggiare Chester Bennington, un altro artista che ha influenzato in modo netto la nostra formazione musicale”.

Anche se per Iudicone l’imprinting punk rimane dominante. “Da giovane sono stato frontman di diverse formazioni punk, ma per il nostro progetto musicale l’esperienza elettronica di Lorenzo Sebastiani è stata decisiva”.

Il progetto Humana nasce tra Latina e Rimini, e nelle ultime settimane ha portato Daniele Iudicone (voce, testi e melodie), Daniele Cinto (chitarra), Ilario Parascandolo (basso), Leonardo Caucci Molara (tastiere) e Elo Rini (batteria) in tour in tutta Italia.

Il Maestro Franco Bagutti nel 2020 festeggerà  50 anni di carriera e ha ancora voglia di stupirci.

L’orchestra italiana, nel 2020, festeggia un suo illustre rappresentante: Franco Bagutti  “il Maestro”, come lo chiamato tutti,  per via dei suoi migliaia e migliaia di concerti realizzati in Italia e nel Mondo, spegne le sue 50 candeline di carriera.

Nuovo e originale sodalizio per il Maestro Franco Bagutti
Maestro Franco Bagutti

Franco Bagutti è un uomo di successo, un personaggio che ha dato alla musica di intrattenimento un valore aggiunto inestimabile.

Nonostante i decenni passati sui palchi dei più importanti teatri e dei più importanti locali del pianeta, ancora oggi esiste una informazione poco chiara su quello che è il vero settore delle orchestre.

È sbagliato pensare ai piccoli gruppi che di solito fanno da cornice a una serata, o creano la colonna sonora di qualche attività d’annata.

Nuovo e originale sodalizio per il Maestro Franco Bagutti 1

Oggi sono vere e proprie formazioni artistiche, che in parte conservano ancora alcune ballate come il liscio, ma in realtà per quasi tutte le ore di live suonano e cantano i pezzi della musica pop leggera dei nostri tempi.

Bagutti, insomma, ha da poco lasciato la sua formazione storica al figlio Gianmarco (che ha intrapreso le orme del padre), e da qualche anno ha una nuova squadra di professionisti con cui continua senza sosta la sua attività.

Per i suoi 50 anni di carriera, Franco Bagutti sta pensando in grande, ed è prevista una serata ricca di ospiti e nomi strepitosi del nostro panorama musicale italiano.

Nuovo e originale sodalizio per il Maestro Franco Bagutti 2

Il 2020 segna inoltre un ulteriore novità per il celebre Maestro, in quanto la sua orchestra si arricchisce di un frontman del nome particolare: parliamo di George Leonard, uno dei volti più famosi di tutti i tempi del Grande Fratello, che da anni lavora anche, fra le tante cose, nella musica.

Un sodalizio originale, ma che darà vita a due percorsi che troveranno convergenza sullo stesso palco. Franco Bagutti ha ancora voglia di stupirci.

 

Paul Pedana dopo anni di canzoni in inglese, per amore torna a cantare in italiano

Paul Pedana è un cantautore italiano di base a Londra e dopo anni di canzoni in inglese finalmente si è deciso a scrivere un brano in italiano, una bellissima canzone d’amore dal titolo Le note di quella canzone estratta dal suo nuovo album A Sole Existence Reflects Eternity pubblicato a ottobre 2019.

Aiutiamo i nostri lettori a conoscere meglio un altro cantautore Paul Pedana, artista di origini umbre trapiantato a Londra da diversi anni. Chi è Paul Pedana?

Beh, questa è indubbiamente una delle domande più difficile alla quale rispondere. Anzitutto un essere umano, uno che fa musica, uno a cui piace il vino buono e che ogni tanto cerca di combattere per tematiche di buona etica e di aiuto verso il prossimo.

Come mai hai deciso di trasferirti oltralpe?

Il mio approccio con l’Inghilterra è stato prettamente musicale, mi sono trasferito per la prima volta nel 2011 e ho fatto il musicista di strada. In Inghilterra ancora la musica dal vivo ha una certa importanza, nonostante il periodo storico orrendo, quindi direi per necessità e per scelta.

Paul Pedana per amore torna a cantare italiano 2
Paul Pedana – photo credit by Arcadius Mauritz

“Le note di quella canzone” è l’unica delle canzoni contenute nel tuo ultimo lavoro intitolato “A Sole Existence Reflects Eternity” cantata in italiano, come mai?

Questo è un brano che rappresenta chiaramente la malinconia di un uomo che sta perdendo l’amore e si sta aggrappando con tutte le sue forze alla visione di un futuro molto sbiadito ma ancora possibile. È un misto di disperazione e speranza raccontato in una chiave molto personale. Volevo cercare di raccontare questo periodo della mia vita nella mia lingua madre di modo da poter esprimere con più accuratezza certi concetti.

In questo tuo secondo lavoro discografico c’è un brano “Umbria” che si chiama come la tua regione di origine, ti va di raccontarcelo?

Questo progetto è nato dalla mia volontà di aiutare le popolazioni colpite dal terremoto del 2016. Volevo omaggiare la mia terra natia perché ne sono profondamente innamorato e più sto lontano più sento la nostalgia. Mi riferisco all’ambiente, il cibo e il vino. Dopo un incontro con Ed Sheeran ho pensato di proporre un duetto e di donare un eventuale ricavato alle popolazioni. La cosa non andò a buon fine per un’incongruenza tempistica così ho deciso di includerla nell’album.

 

Paul Pedana per amore torna a cantare italiano 1
Paul Pedana

Cosa ti aspetti da questo tuo ultimo album?

Io sono molto soddisfatto di questo lavoro a prescindere da come andranno le vendite. Ho imparato a vivere giorno per giorno andando a letto la sera soddisfatto dei traguardi giornalieri. La felicità è un concetto molto sopravvalutato, io credo che bisognerebbe puntare all’essere soddisfatti ogni giorno del nostro impegno e della nostra volontà.  Credo che sia un album molto interessante da scoprire e potrebbe essere uno di quei lavori che nel tempo si rivaluta molto.

Tu vivi da molti anni all’estero ti sembra un mercato più meritocratico dell’Italia o il sistema andrebbe modificato?

In generale il mondo si è globalizzato e i problemi sono pressoché gli stessi. Sicuramente c’è molta più meritocrazia in Inghilterra ma personalmente non credo molto a questo concetto del merito. Sono più dalla parte dei più deboli… Per quanto riguarda la musica diciamo che ora mai l’invasione dei DJ ha preso nettamente il sopravvento e si predilige più al convertire club di musica dal vivo in discoteche. Questo è molto triste e ci fa sentire tutti noi musicisti su una sorta di Titanic esistenziale.

Paul Pedana per amore torna a cantare italiano
Paul Pedana cover

Per i nostri lettori che volessero seguirti come possono farlo? Hai in programma un tour di concerti in Italia?

Per chi fosse interessato può trovarmi dappertutto, da Wikipedia a Facebook a Instagram e Youtube. Al momento ho alcune date in Italia ma non un tour. Stiamo invece organizzando il tour internazionale e sicuramente partiremo dall’Inghilterra per poi spostarci in tutta Europa. L’estero da questo punto di vista è molto più fertile e curioso di musica live.

 

Social e Streaming

Spotify: https://open.spotify.com/album/6aFnpYlxN4TecMlskT8teI

Facebook: https://www.facebook.com/paulpedanaofficial/

Youtube Official Channel: https://www.youtube.com/channel/UCwDFt_RJ18e9hdGeZ79xzsA

Twitter: https://twitter.com/paulpedana

Instagram: https://instagram.com/paulpedanareal

Dal 23 marzo al 14 aprile a Roma al Teatro Golden sarà direttrice artistica di “A tu per tu con… ” rassegna sulla canzone d’autore.

Grazia Di Michele donna da milioni di sfaccettature, si definisce una “ricercatrice” della bellezza e della verità

 

Grazia Di Michele, alla luce della tua lunga carriera, che tipo di donna e artista ti definiresti?
Una donna ha milioni di sfaccettature e non credo di averle colte ancora tutte nelle mie canzoni. Sono una figlia, una sorella, una madre, un’amica, una cantautrice, un’insegnante, ma tutte queste cose non ci definiscono in quell’universo di emozioni che descrivono invece la nostra vera essenza. Sono una “ricercatrice” della bellezza e della verità.

 Grazia Di Michele ricercatrice della bellezza e della verità. 3

Nei tuoi sogni di bambina, chi avresti voluto essere e perché?

Da bambina ero già affascinata dalle storie di umanità che circolavano attraverso l’arte: i quadri, la musica, la letteratura. Ho studiato danza all’Accademia Nazionale di danza. Ricordo il momento esatto in cui a una lezione, mentre il pianista suonava Chopin quella musica mi catturava totalmente…a scapito della coreografia, e mi resi conto che non avrei voluto esprimermi col corpo, ma con la musica.

 

Grazia Di Michele ricercatrice della bellezza e della verità. 5

Quale insegnamento hai trasmesso a tuo figlio Emanuele?

Con Emanuele c’è uno scambio continuo di insegnamenti. Lui mi tiene con un piede nella sua generazione, mi passa video, musiche, esempi di arti performative. Da parte mia mi sento abbastanza severa, a volte in maniera poco efficace forse, ma credo di trasmettere molto di più con il mio stesso esempio: non fermarsi mai!

 Grazia Di Michele ricercatrice della bellezza e della verità. 4

Dal 23 marzo al 14 aprile sarai impegnata come direttrice artistica di “A tu per tu con… ” rassegna sulla canzone d’autore. Come è nata questa iniziativa? 

Andrea, il direttore del Teatro Golden voleva aprire il suo teatro alla musica e mi ha chiamato. Siccome è un teatro particolare il cui lo spazio del palco è circondato dal pubblico, abbiamo pensato a dei concerti in cui l’artista si racconta a questa vasta platea, che può interagire… perché non si trova “sotto” il palco, ma intorno. Ho chiamato alcuni artisti che stimo, tra cui Morgan, Bungaro, Syria, Rossana, Mariella…saranno 18 concerti. Mi dispiace solo non aver potuto chiamare tutti ma mi auguro di ripetere l’esperienza in una nuova stagione.

 

Top