Aida Satta Flores: lettere dalla Terra, dal Mare e dal Cielo

d’Istanti”, dvd che sarà presentato il prossimo 20 maggio, in occasione della “Giornata mondiale delle Api

Aida Satta Flores: lettere dalla Terra, dal Mare e dal Cielo
Il videoclip di “Senza voce” è stato realizzato sui tetti della Cattedrale di Palermo

Aida Satta Flores vince nel 1958 il “festival di Castrocaro” con “Alkaid”, nel 1986 con “Croce del Sud” è sul palco del teatro Ariston durante il festival di Sanremo tornando nel 1989 con la sua “Certi uomini”, che le fece vincere il Premio della Critica. Nel 1992 Augusto Daolio e Beppe Carletti, i Nomadi, producono “Il profumo dei limoni”, il suo primo album.

Da allora a oggi, nella sua vita tanta strada, tanti concerti e, soprattutto, tanta musica. Il suo nuovo lavoro si chiama “D’Istanti”, un vero e proprio concept video-album la cui uscita è anticipata da “Senza voce”, il cui videoclip è stato realizzato sui tetti della Cattedrale di Palermo.

L’abbiamo raggiunta telefonicamente per farci raccontare di che cosa si tratta.

“d’Istanti” ma non “Distanti”, giusto?

Ho voluto giocare proprio su questo. Distanti è la parola che oggi ci fa pensare al distanziamento sociale mentre d’istanti cambia la dimensione, entri in quella del tempo che è fatto appunto d’istanti, quel microscopico spazio temporale in cui può prendere fuoco e distruggersi una foresta oppure si può spegnere una vita.

Questo lungo tempo d’isolamento mi ha fatto riflettere parecchio e ho iniziato a scrivere diverse lettere, dalla Terra, dal Mare e dal Cielo. È tempo di svegliarsi e di riprenderci la vita e l’unica casa che abbiamo è il pianeta terra, che abbiamo massacrato.

Hai deciso di usare due date simbolo per la presentazione di questo tuo ultimo lavoro.

Sì, il 22 aprile, “Giornata Internazionale della Terra”, è stato il giorno dell’uscita di “Senza voce” il nuovo brano con il relativo videoclip. Questo singolo anticipa il DVD d’Istanti”, che sarà presentato il prossimo 20 maggio, in occasione della “Giornata mondiale delle Api”.  A questo proposito ne avevo già parlato in uno dei brani di “Aida Banda Flores”, il mio album live del 2006.

Si tratta de “Il ballo della vita” in cui scrivevo, già allora, del pericolo della scomparsa delle api. Le api sono fondamentali per il ciclo della vita del nostro pianeta, contribuiscono all’equilibrio della nostra flora e quindi, nel suo insieme, del ciclo vitale che riguarda ognuno di noi.

Come ti senti in questo periodo?

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, diceva il poeta. Abbiamo vissuto un tempo sospeso in cui, però, la madre terra si è ripresa i suoi spazi, un tempo in cui abbiamo visto colombe nidificare e deporre uova sui nostri balconi, un tempo in cui gli animali e la natura hanno cominciato di nuovo a respirare e le cime dell’Himalaya erano finalmente visibili. Forse l’uomo ha voluto fare troppo il sovrano in un regno che non è suo.

Tornando a “d’Istanti”, hai deciso di coinvolgere un target ben preciso di pubblico, i detenuti.

“d’istanti” è un DVD della durata di 83’. È diviso in tre Capitoli dedicati a nostra signora Terra, a capitan Mare e al santo Cielo, una sorta di “atto di dolore e di penitenza” nei confronti dell’unica casa comune che abbiamo, il pianeta Terra. Sarà distribuito ai detenuti ma in senso lato del termine.

Grazie a un piccolo contributo dei Fondi Sociali Europei sarà donato ai detenuti veri, quelli che sono negli istituti penitenziari ma non solo. Ci sono altri “detenuti” che riceveranno questo DVD e sto parlando di tutti gli studenti. A causa di questa didattica a distanza hanno perso il senso dell’abbraccio, della gioia di stare insieme, costretti in casa davanti allo schermo di un “dispositivo”, com’è chiamato adesso.

Una nuova cella. Un nuovo modello di reclusione sociale. I nostri ragazzi sono depressi, vivono nel malessere e questo lavoro vuole essere il tentativo di far accendere la speranza di miglioramento.

Inoltre trecento copie del DVD saranno confezionate in una maniera particolare. Grazie alla collaborazione con “Un nuovo giorno ONLUS”, associazione che lavora con i detenuti in semilibertà, per queste trecento copie verranno realizzate altrettante buste, utilizzando materiali tessili di recupero e alcune “gemme” di puro artigianato.

A questo proposito faremo partire una campagna di finanziamento ad hoc per permettere all’associazione di poter continuare a svolgere il suo importante compito di rieducazione e riabilitazione sociale.

Vedo collaborazioni eccellenti, in questo tuo lavoro: Marco Betta, Leonardo Bruno, Radiodervish, Giovanni Sollima e hai coinvolto due attrici siciliane, Rori Quattrocchi e Stefania Blandeburgo.

Sono riuscita a catalizzare molte energie positive. Ne sono molto soddisfatta. Betta e Sollima mi hanno dato le loro musiche su cui ho scritto un mio testo e questo, per me, è stata una dimostrazione di stima e di apprezzamento del progetto. Il videoclip di “Senza voce” è stato realizzato sui tetti della Cattedrale di Palermo.

 

Aida Satta Flores d'istanti
la musica fa parte del testo stesso e mi ritrovo a scrivere la melodia durante la scrittura del testo perché, nel tempo, ho scoperto che la parola è musica

Parlami di questo singolo.

Ho scritto questa canzone pensando all’Anima, divisa dalle divisioni che l’uomo compie anche dei cieli. Patapan è la parola che dà l’inizio al brano e mi è sgorgata dall’anima senza sapere, ad esempio e l’ho scoperto solo dopo, che “Patapan” è il titolo di un lavoro di Bernard de La Monnoye, un musicologo e filosofo francese del ‘700.

Mise in un’unica parola la durezza del suono di un tamburo, Pata, e la delicatezza del suono di un flauto, quello di Pan. de La Monnoye  volle lanciare il messaggio del “braccio delle differenze” e io, con il mio “Patapan”, voglio lanciare il messaggio che dobbiamo tornare ai nostri giardini fertili perché ci stanno facendo vivere e godere di giardini senza odore.

Ricordo che nel 1992, nel tuo primo album, uscisti con brano che s’intitola “Un bersaglio al centro” in cui cantasti con Augusto Daolio. Augusto non è stato l’unico dei grandi artisti con cui hai collaborato. Chi è stato per te Augusto?

Augusto è una delle persone che in assoluto mi mancano di più assieme a mia madre. Augusto mi ha insegnato a gustare il vino rosso, mi ha insegnato a non vergognarmi delle canzoni semplici.

Era una persona che mi dava delle iniezioni di vita vera. Augusto è stato il più importante dei miei produttori e mi manca ogni giorno, mi manca la sua sensazione di libertà, il suo punto di vista rispetto alle cose della vita e non solo.

È cambiato il tuo modo di fare musica da allora.

Sì, nel tempo ho cominciato a scrivere canzoni diverse da quelle dei miei esordi. Oggi non compongo più con la chitarra. La musica fa parte del testo stesso e mi ritrovo a scrivere la melodia durante la scrittura del testo stesso perché, nel tempo, ho scoperto che la parola è musica.

Aida Satta Flores: senza voce
Aida Satta Flores: lettere dalla Terra, dal Mare e dal Cielo

Chi ha collaborato con te?

Oltre agli autori che con me hanno contribuito alla realizzazione di questo lavoro, che hai già nominato, gli arrangiamenti e la direzione musicale sono di Valter Sivilotti e Leonardo Bruno ha supervisionato tutto il lavoro.

Alessandro Valenza ha suonato il pianoforte mentre Davide Rizzuto, oltre a suonare il primo violino, ha diretto l’ensemble di otto archi poi Fabrizio Francoforte alla batteria e Lorenzo Profita alla fisarmonica.

 

Articolo a cura di Roberto Greco

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