Musica Maestro: Bruno Canfora, il direttore silenzioso

"Musica Maestro": i grandi Direttori d'Orchestra si raccontano 1
La nuova puntata di Musica Maestro è dedicata a Bruno Canfora, storica figura della musica anni ’50 e ’60

Il Maestro Bruno Canfora, un’istituzione della nostra musica e della nostra tv. 

Bruno Canfora, un Direttore d’Orchestra silenzioso eppure incredibilmente spettacolare. Tutti, anche chi non ha vissuto la televisione degli anni ’60 che lo vide protagonista a Canzonissima e Studio Uno, conoscono il suo nome. Impossibile non associare Bruno Canfora alla storia musicale o, addirittura, all’istituzione della nostra cultura. Del resto la Rai ha sempre scelto professionisti di grande classe sin dai suoi primi anni di vita e il Maestro milanese appartiene proprio a quelle personalità in grado di legittimare la storia del servizio pubblico.

Vediamo quindi oggi, nel nostro percorso che va a conoscere i grandi Direttori d’Orchestra, chi era davvero il Maestro Bruno Canfora, morto nel 2017 a 92 anni.

Allievo del Maestro Leandro Serafin, primo oboe del Teatro alla Scala di Milano, Bruno Canfora si diplomò nello stesso strumento negli anni del secondo conflitto mondiale. Contemporaneamente studiò pianoforte e teoria musicale, avvicinandosi al jazz grazie a Serafin. Un’innovazione per l’epoca, se si pensa che il jazz arrivava dall’America ed era spesso censurato dal regime, in quanto considerato troppo “licenzioso”.

Fu nel 1943 che conobbe la cantante Elsa Pejrone, che sarebbe divenuta poi madre di due suoi figli. L’occasione fu regalata da una orchestra tedesca, che coinvolse Canfora proprio nell’esecuzione della musica jazz.

La chiamata dell’EIAR avvenne nel 1945, per suonare il pianoforte nell’orchestra di Venezia.

Successivamente si trasferì a Trieste, accompagnando formazioni inglesi e statutinensi. Già nel 1948 la sua banda vinse il premio Bacchetta d’Oro, sebbene il titolo del riconoscimento non rispecchiasse completamente il modo di dirigere l’orchestra del Maestro.

Bruno Canfora, infatti, era solito dirigere senza bacchetta. Lo ricordiamo con quel movimento della mano che vede pollice e indice unirsi sempre a ritmo di swing.

Abbiamo ben presente infatti quel suo irrefrenabile gesto, tipico di chi ha la musica nel sangue, anche quando veniva coinvolto dalle gemelle Kessler nei loro balli e siparietti.

Impettito, vero gentleman della musica, rigorosamente in smoking: il Maestro Canfora sapeva essere personaggio anche solo con il suo sorriso che non nascondeva sotto i folti baffi. Eppure non parlava praticamente mai al microfono: caratteristica che lo rese ancor più particolare.

Celebri anche alcune presentazioni dove i comici, da Paolo Panelli a Raimondo Vianello, provavano a coinvolgerlo. La sua risposta era sempre quella: “Non so cosa dire”.

Insomma, Bruno Canfora parlava solo con la musica. E che musica. 

Dopo aver lavorato in Germania, dunque, negli anni Sessanta divenne uno dei più noti direttori d’orchestra televisivi. Sue le sigle più famose di quegli anni, da La notte è piccola a Zum Zum Zum. Canzoni che ancora oggi ci fanno cantare e nelle quali riscontriamo quella leggerezza adorabile unita all’orchestrazione imponente che andava di moda quegli anni.

Maestro di musica anche per il teatro, Canfora collaborò a lungo con Garinei e Giovannini e Iaia Fiastri. Nel 1995 la sua ultima partecipazione televisiva, dirigendo di nuovo, eccezionalmente, l’orchestra nella trasmissione di Pippo Baudo, Papaveri e papere, che riprendeva i vecchi successi degli anni ’50 e ’60.

D’altronde Bruno Canfora fu autore di innumerevoli brani di grande popolarità. Proviamo a citarne solo alcuni.

Il geghegè, Il ballo del mattone, Brava, Da-da-um-pa, Stasera mi butto, Fortissimo, Mi sei scoppiato dentro il cuore. La lista sarebbe ancora troppo lunga. Da Mina a Rita Pavone, sono tantissimi gli artisti che devnono molto al Maestro Bruno Canfora.

Un Maestro silenzioso, che parlava con la musica. E quando l’esperienza è di un certo prestigio, non possono che nascere canzoni di grande spessore, che restano nella storia. Proprio come lui.

 

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Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi
Massimiliano Beneggi, laureato in filosofia con una tesi sulla comicitá contemporanea riletta attraverso Bergson e Freud, è appassionato di musica e teatro. Racconta con rigore aneddotico la storia del Festival di Sanremo e della musica italiana, suggerendo ogni volta spunti filosofici e inediti.
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