Intervista a Trankida: «Chi vuole fare musica deve essere vero e passionale»

Intervista a Gabriele Tranchida, in arte Trankida: dalla passione per la musica fin dall’infanzia al suo ultimo album Com’è

Intervista a Trankida: chi vuole fare musica deve essere vero e passionale
Gabriele Tranchida in arte Trankida

Si chiama Gabriele Tranchida, ma tutti lo conoscono con il nome d’arte Trankida. Appassionato di musica fin dalla tenera età, ha portato avanti questo suo sogno, ispirandosi alla musica pop americana e collezionando esperienze varie, tra cui quella in un coro gospel. Da poco è uscito il suo nuovo album, Com’è, in cui l’amore non corrisposto è al centro dell’attenzione.

La tua passione per la musica è nata da bambino. Ricordi quando hai deciso che volevi fare il cantautore?
Intorno agli 11 anni, con un amico chitarrista: ogni volta che si voleva cantare e suonare qualcosa, io ero felice. Non ho più smesso di ascoltare e apprezzare la musica. A 16 anni scrivevo delle canzoni che accompagnavo con la chitarra e ho capito sin da subito che scrivere mi rendeva in qualche modo libero.

Qual è la caratteristica in più che deve avere chi vuole fare il tuo lavoro?
L’unica cosa che può tenere in vita tutto questo è l’amore per quello che si fa. Essere veri e passionali, senza vergogna.

In quello che scrivi e suoni ti senti più poeta, pittore o cos’altro?
Mi sento libero e in pace quando scrivo o compongo qualcosa.

Segui soprattutto lo stile pop americano. Come mai questa scelta?
Credo che lo stile americano sia molto più libero nell’espressività rispetto a quello italiano. Mi piacerebbe avere la stessa libertà nella musica italiana.

Hai anche esperienza in un coro gospel. Che cosa ti ha colpito di questo genere musicale?
Adoro l’energia del gospel. È bello quello che si canta ed è splendido sentire un coro di voci enfatizzare una musica.

Intervista a Trankida: chi vuole fare musica deve essere vero e passionale
La copertina dell’album “Com’è” il nuovo lavoro di Trankida

Hai portato in scena diversi musical con diverse compagnie amatoriali. Preferisci lavorare in gruppo o occuparti della tua musica da solo?
Preferirei occuparmi della mia musica da solo, ma devo dire che l’esperienza dei musical, in particolare delle opere popolari come il Notre Dame de Paris e Romeo e Giulietta, è stata molto bella ed appagante.

Nel tuo nuovo album Com’è parli prevalentemente d’amore, ma a senso unico, a seguito di una delusione o pensi sia meglio amare che essere amati?
Io sono stato molto deluso e sicuramente ho deluso. Penso, però, sia stupendo amare come essere amati.

La figura femminile viene da te scritta in modo estremamente positivo. Qual è il tuo rapporto con il femminile e chi è la donna più importante della tua vita?
Il mio rapporto con il femminile è un disastro. Quando scrivo, però, ho bisogno di sognare, di credere in qualcosa di bello altrimenti non mi resta altro che scrivere delle mie delusioni.

Cosa farai quest’estate e cosa ti piacerebbe fare?
Mi piacerebbe cantare, ovunque.

Per essere aggiornati è possibile visitare il sito internet ufficiale di Trankida o la pagina Facebook TranKida.

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Camilla Dalloco
Camilla Dalloco

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché “il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare”.

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