Etta: “Britney” il nuovo singolo, per riflettere

Etta: il nuovo singolo “Britney” che tratta il tema della salute mentale: viviamo in un mondo dove la salute mentale non è considerata una priorità

Etta: “Britney” il nuovo singolo, per riflettere

Nel panorama alternativo degli artisti emergenti spicca Etta, inquieta e irriverente utilizza il rock per veicolare messaggi che il più delle volte denunciano criticità, soprusi e violenze subite da donne; sul palco del Primo Maggio romano (edizione 2023), durante l’esibizione lancia degli assorbenti per stimolare una riflessione sulla condizione della donna nel lavoro.

I suoi testi parlano di emancipazione, malessere psicologico, discriminazione ma soprattutto di quanto ancora sia difficile essere donne emancipate e indipendenti.

Il 2 febbraio (settimana precedente il Festival di Sanremo) Etta è usciata con il singolo “Amadeus”, un brano che parte dal Festival di Sanremo e dal suo direttore artistico per raccontare che il più delle volte alle donne sono riservati ruoli marginali il cui fine ultimo è quello di agevolare e sostenere l’uomo di turno.

Il 23 febbraio 2024   viene pubblicato “Nervous” il primo singolo di Etta legato all’album  si ispira al personaggio “Jason Voorhees”, protagonista della saga horror venerdì 13.

Il Jason 2.0 di Etta è un personaggio sociopatico, aggressivo e totalmente privo di empatia, ma allo stesso tempo colorato e autoironico. È un paziente insofferente che trasforma i piccoli inconvenienti quotidiani in tragedie senza precedenti

Venerdì 8 marzo esce “Pornostar”, singolo sull’emancipazione femminile e ennesima provocazione lanciata da Etta. L’intento è, ancora una volta, riflettere su tutti quegli aspetti che, ancora oggi, fanno sì che una donna non possa disporre liberamente del proprio corpo senza subire discriminazioni, violenze, soprusi e molestie.

Venerdì 22 marzo esce “Game Over”, Il brano descrive la volontà di ribellarsi ad un sistema che ci vuole persone non pensanti.  “Game Over” è rappresentato da un personaggio che, come per i precedenti due singoli, conosceremo meglio sui profili social di Etta.

Etta - Britney - Cover
Etta – Britney – Cover

Venerdì 5 aprile esce “Britney” il nuovo singolo di Etta che tratta il tema della salute mentale: viviamo in un mondo dove la salute mentale non è considerata una priorità, dove parlare di servizi psichiatrici è più un obbligo dettato dal “politically correct” che da una reale volontà di portare avanti progetti di prevenzione e di tutela dei soggetti più deboli. Etta denuncia, come già avvenuto con il brano “Mille Pare”, l’indifferenza della società e la solitudine di chi è affetto da disturbi della personalità.

Mi racconti la tua evoluzione musicale?

La mia evoluzione musicale è stata più a livello di esigenze piuttosto che a livello di ascolto. Quando mi sono approcciata alla musica, venivo da un mondo pop e cantautorale nel quale adoravo artisti come Battisti e Dalla. Quando ho iniziato a scrivere, mi sono concentrata su questo tipo di scrittura.

Successivamente, mi ha affascinato il mondo dell’urban, e ho iniziato a dirigermi verso il mondo del rap perché ho sentito che le donne non avevano il loro giusto spazio e volevo entrare in un mondo dove venivano discriminate.

Agli inizi, con l’urban, le mie esigenze si spingevano un po’ all’estremo e sentivo che musicalmente non ero appagata.  All’improvviso ho voluto mettere nei miei pezzi qualcosa di più forte, fino a quando non ho fatto “WOman”, il pezzo con il quale ho vinto Area Sanremo, dove ho usato il rap e delle distorsioni, creando un genere che ho definito l’extreme pop.

Era un qualcosa non etichettabile e non collocabile in una determinata categoria musicale, che da un lato mi piaceva tanto perché avevo creato un connubio di generi, dall’altro lato è stato un problema perché il mercato musicale mi richiedeva di collocarmi in un determinato genere.

Ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto suonare in una band, così ho scritto un pezzo che ho passato al mio produttore V_Rus: dopo 2 ore me l’ha prodotto e in quel momento ho pensato che avevamo scoperto un nuovo mondo.

Sentivo la voglia di aiutare gli altri che, non riuscivo ad esprimere con il pop e l’urban, e ho voluto avvicinarmi al rock e i miei ascolti si sono evoluti per queste esigenze.  Questo percorso è avvenuto in maniera inconsapevole.

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Come nascono le tue canzoni? Testi e musica e arrangiamenti?

Io compongo spesso quando sono in macchina, dove nascono le mie melodie. L’auto mi dà un senso di libertà. A volte, invece, mi metto in studio davanti al microfono, anche se non so di cosa voglio parlare e mi cresce un’idea.

A volte è il mio producer che fa qualcosa e me la gira.  In altre circostanze gli mando la linea con cui lui costruisce qualcosa. Siamo molto aperti e non abbiamo una modalità standard.

Generalmente creo la linea melodica, aggiungo le parole e spesso ho in mente cosa voglio raccontare.  Come accade nell’arte contemporanea   è molto più importante il gesto   e non l’opera in sé.

Mettermi davanti a un microfono e cantare, mi permette di imprimere dentro di me delle emozioni e di trasmetterle a chi ascolta le canzoni. Il testo è il coronamento delle emozioni che sono state messe nella musica.  È il mio percorso di scrittura, anche se sono aperta a tutto e non mi pongo dei limiti.

Io suono un po’ di tutto, sono affascinata dagli strumenti ma sono molto incostante nello studio. Nel canto ho una costanza maggiore, perché il mio approccio verso gli strumenti è molto da autodidatta e  non si saprei accompagnare in un live.

Su YouTube c’è un bellissimo video “Studio live session” dove mi ha colpito il pezzo “Fuck your mama”, un brano con contaminazioni dei Red Hot Chili Pepper.

 https://www.youtube.com/watch?v=Q12Dakto1Z8

“Fuck your mama” è il primo pezzo che ho scritto – come ti accennavo – e il mio produttore ha curato la produzione.  È il mio primo brano rock, nato in una fase in cui stavo cercando la mia direzione musicale.  Per me era importante conoscere e studiare tutto quello che girava attorno alla musica per la mia crescita professionale.  In questa fase mi sono affezionata al new metal legato ai gruppi degli anni ’90.

Hai una voce molto melodica, ma canti pezzi molto rock dove emerge il tuo lato arrabbiato. Così non rischi di mettere un po’ da parte la parte calda della tua voce?

Io cerco di mettere assieme le due cose, ma spesso quando faccio musica sono “incazzata con il mondo” e quindi per me MUSICA non vuole dire solo essere melodica.  In questo mondo, noi donne, siamo sempre la parte melodica, anche per la figura femminea e romantica. Io, invece, mi sento di appartenere a un altro mondo. Nel disco sul quale sto lavorando, ci saranno tante parti di me, però, quando voglio esprimermi cerco il modo più irriverente e fastidioso, e devo puntare i piedi per terra.

Nei tuoi testi sollevi problematiche sociali importanti   che sono raccontate nei video molto forti. Esempio nel video dalla cover “Mi piace perchè”, c’è donna con il sangue sul viso, ma ce ne sono diversi con altri personaggi. Questo aspetto teatrale dove nasce?

Sono stata sempre molto appassionata di arte e cinema e ho frequentato l’Accademia delle belle arti. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente, in cui si parlava di arte a tutto tondo e non solo di musica. Ci vuole un po’ pazzia in quello che faccio, ma ho un team che ha mia stessa indole, mi supporta con un grande lavoro sulla parte visiva. Solitamente mi nasce l’idea e loro curano lo sviluppo.

Hai raccontato che le esperienze a X-Factor e Area Sanremo sono state formative. Cosa ti ha lasciato cantare sul palco del Concerto del 1° Maggio nel 2023?

Mi ha trasmesso la conferma di quello che sto facendo. Quando sono salita sul palco mi sono sentita a casa. È stata una sensazione di pancia potente, perché ho sentito quello che volevo fare da sempre.

Mi sono sentita me stessa e l’ho vissuto su quel palco dal primo all’ultimo momento.

Io credo che si debba essere in pace con la propria musica, e quando si è se stessi, non ci saranno più le ansie che ci frenano.

Quando sono stata a X-Factor e Area Sanremo mi ricordo di questa ansia perché fatico a ripercorre ricordare la performance: era molto tesa davanti a 4 persone, mentre di fronte a 300.000 persone durante il concerto del Primo Maggio è stato diverso.

Per me fare musica era un sogno di riscatto. Ora mi sento appagata per quello che faccio assieme alla mia band ed è modo per aiutare gli altri. Tutto questo prima non mi era chiaro e per me è stato importante il percorso che ho fatto.

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A breve ci sarà un disco e alcuni live. Come saranno?  

Il disco uscirà il 3 maggio e conterrà tutti i singoli che sono collegati tramite una psichiatra che mi psicoanalizza nei vari personaggi. L’album sarà il finale di questa storia. Non mancherà anche una cover con un arrangiamento particolare

I live saranno un’esplosione di tutto questo mondo.  Abbiamo diverse date, tra le quali il 10 maggio a Torino, l’11 maggio a Milano e il 18 maggio a Roma.

Nella data milanese ci sarà un’artista giovanissima che aprirà il mio concerto: si chiama Greta Grida, fa rock e mi rende felice scoprire delle ragazze che prendono spunto da me.

Nel mondo dei social dove c’è una tendenza allo scatto dove scoprirsi per attirare, tu sei spesso molto vestita, quasi in controtendenza con gli outfit moderni.   Cosa ne pensi di questo “sistema”?

Nella mia indole non mi piegherò mai al sistema o all’algoritmo. Io mi sento sexy come sono e sono più sensuale di un’artista come Elodie, non a livello fisico, ma perché faccio dei movimenti molto più provocatori con una maglietta e un pantalone largo, ma se lo facessi con minigonna risulterei volgare.

Se Elodie o Annalisa sono a loro agio mostrando la loro bellezza è giusto che lo facciano. Mi spiace se hanno questi atteggiamenti solo perché vengono richiesti dal mercato.

Nell’ultimo Sanremo Big Mama si è mostrata nella sua piena sensualità e come si sentiva. È

stata molto criticata ma è stata coerente con sé stessa. Occorre combattere lo stereotipo in base al quale ci deve essere un modello di donna o di abbigliamento.

Articolo a cura di Raffaele Specchia

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