Musica a Teatro: Francesca Sartorato

Francesca Sartorato: un “Cherubino” tra Dalla e Monteverdi

Musica a Teatro: Francesca Sartorato
Musica a Teatro: Francesca Sartorato – Otello Rossini (Foyo © Mark Zammit Cordina) – Negli ultimi anni ho sviluppato un amore ancestrale per la musica barocca, e quella antica, senza nulla togliere a Puccini, Verdi o Rossini

 Francesca Sartorato è Mezzosoprano. Ho avuto il piacere di conoscerla durante l’allestimento al Piccolo di Amadigi di Handel pochi anni fa, dove operavo in qualità di aiuto regista.

Ha studiato, tra gli altri, con Mirella Freni e ha collaborato con numerose ensemble barocche e moderne. Per quanto riguarda il suo curriculum, in breve, è stata protagonista nell’Edipus Rex di Stravinskij e nel Prometheus di Orff.

Il suo repertorio spazia dalle canzoni di Villa Lobos, a Handel, Haydn, Mozart, Vivaldi, Pergolesi. Si è esibita a Roma, Firenze, Monaco, Danzika, Bolzano, Genova, Utrecht, sotto la bacchetta di grandi direttori.

Che musica ascolti non per lavoro?

Non ho un genere particolare di musica, la mattina mi sveglio e accendo la radio, quindi sono abbastanza ferrata sulla musica attuale, poi però dipende, se sono in viaggio mi piace selezionare della musica da ascoltare anche in base al momento che sto passando. Mi piace viaggiare molto!

Cantanti o cantautori che preferisci?

Un cantautore che preferisco ascoltare è Lucio Dalla, perché quando lo ascolto vedo lui, in tutta la sua persona così eccentrica ma allo stesso tempo così radicata alla terra. La sua musica mi mette di buon umore. Un altro che mi piace molto ed è più vicino alla mia generazione è Cesare Cremonini, insomma, mi piacciono i “colli bolognesi”.

La parte in teatro che hai affrontato più facilmente e quella che ti ha creato più difficoltà? 

La maggior parte dei ruoli che ho affrontato e che affronterò sono en travesti, cioè calco la scena spesso vestendo i panni di un ragazzo o un bambino. Cherubino nelle Nozze di Figaro, per intenderci.

Tutti i ruoli hanno le loro difficoltà, ma se svolti con disciplina e studio danno molta soddisfazione e tutto questo processo diventa poi Bellezza, la bellezza di recitare cantando!

A volte in alcune regie mi sono dovuta spingere nell’eseguire scene di violenza, e posso dire con tutta sicurezza che questo mi ha messo molto in difficoltà, difficoltà che poi si sono superate grazie al lavoro eseguito con i colleghi e con i registi.

Francesca Sartorato
Tutti i ruoli hanno le loro difficoltà, ma se svolti con disciplina e studio danno molta soddisfazione e tutto questo processo diventa poi Bellezza, la bellezza di recitare cantando (Foto © Pietro Baroni)

Che tipo di musica ami di più cantare?

Negli ultimi anni ho sviluppato un amore ancestrale per la musica barocca, e quella antica, che scopro quotidianamente essere la base della musica moderna, ebbene si, anche della famosa trap!!

Mi piacciono le sonorità, la scrittura, le emozioni che scaturiscono nell’ascoltarla e nell’eseguirla. É un mondo fantastico, senza nulla togliere a Puccini, Verdi o Rossini.

L’autore che preferisci?

Io adoro il divino Claudio Monteverdi che ha saputo al tempo, parliamo del 1600, rompere gli schemi che in quel periodo legavano i compositori. Con la scrittura dell’Orfeo credo che abbia lasciato, nella storia della musica, un segno indelebile.

Lì la parola e la musica viaggiano parallelamente per dare ampio spazio alle emozioni. Tutte le volte che ascolto ed eseguo quest’opera riscopro nuovi momenti, nuove sensazioni, è uno scrigno di gioielli preziosi che tutte le volte che viene aperto ti regala l’impagabile

Hai studiato recitazione? Pensi che ad un cantante lirico serva?

Si, ho studiato recitazione fin dall’inizio del percorso di studi fatto in conservatorio, poi ho voluto approfondire anche frequentando percorsi esterni, perché sentivo che volevo scoprire sempre qualcosa in più, anche dentro di me.

Questo mi ha aiutato molto sia nel lavoro, quando per esempio devo studiare un personaggio, ma anche nella vita personale, al di fuori del palcoscenico.

Un corso di teatro è come un percorso di psicanalisi, dove ti trovi nudo, spogliato dei panni che indossi nella quotidianità e sei nella condizione di tirare fuori le tue emozioni senza il timore di essere giudicato.

Credo che tutti debbano provare a studiare teatro almeno una volta nella vita, beh, soprattutto se il teatro è il suo mestiere.

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La maggior parte dei ruoli che ho affrontato e che affronterò sono en travesti, cioè calco la scena spesso vestendo i panni di un ragazzo o un bambino

 

Com’è la vita di un mezzosoprano oggi?

Ovviamente non sto a raccontare quello che ha significato per me e per tutti i miei colleghi vivere questo momento di emergenza sanitaria, che ci ha portato a stare lontani dal nostro mondo.

Fino a qualche mese fa è stato difficile poter vedere un futuro roseo, ma fortunatamente le porte dei teatri si stanno schiudendo e come timidi fiori preannunciano l’arrivo di una nuova “primavera”.

 

 

Vuoi dire qualcosa sui programmi futuri?

Non sto a svelare i programmi da qui a settembre, ma ci saranno bellissime occasioni per incontrare di nuovo il mio amato pubblico, con il quale senza non potrei stare.

Quindi dico a tutti di stare all’allerta per le prossime novità. Buona estate!

Articolo a cura di Sergio Scorzillo 

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