Locali361: Bonaventura Music Club, “music first”

Locali361 lascia il Nidaba Theatre sui Navigli per presentarvi un particolare club in zona Barona: benvenuti al Bonaventura Music Club (ancora fino a dicembre).

Locali361: Bonaventura Music Club, “music first”
Giovanni Falzone dal vivo al Bonaventura Music Club

Bonaventura è il nome di una cooperativa sociale nata nel 2011 finalizzata all’inserimento di disabili, ex detenuti, ragazze madri, categorie protette e soggetti in situazioni di disagio “riabilitati” attraverso una nuova esperienza lavorativa: «Abbiamo reintegrato molti soggetti grazie a diverse attività organizzate dal Bonaventura», introduce Fabio Diana, uno dei fondatori. «Stefano Rocchi, Massimiliano Biffi e io dopo anni di carriera in azienda abbiamo deciso di dare vita a questa cooperativa dialogando con le istituzioni e le fondazioni del mondo no profit. Noi siamo a nostra volta affittuari de La Cordata, cooperativa sociale che si occupa di housing».

Una delle attività del Bonaventura è anche la gestione dell’omonimo Bonaventura Music Club, «ex refettorio dell’albergo soprastante che si affianca all’housing sociale gestito da La Cordata e, prima del nostro arrivo, ex Brasserie Le Portrait cui siamo subentrati». Il nome della cooperativa, ereditato anche dal locale nato nel 2012, viene dalla locazione in via Bonaventura Zumbini, critico letterario del secolo scorso: «Un nome beneaugurante, pur senza probabili richiami di memoria religiosa o fumettistica. Nel logo abbiamo aggiunto un cammello con un simpatico riferimento alla sete perché la nostra mission originaria era la birra artigianale: per il primo anno abbiamo proposto corsi, degustazioni e serate a tema con i mastri birrai. E tutt’ora il beverage principe è la birra, in bottiglia e alla spina: lavoriamo con importanti birrifici nazionali e in particolare col birrificio Barona qui in zona ma non mancano in lista anche classici cocktail da american bar e una piccola cantina di vini».

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Logo del Bonaventura Music Club

Dopo circa un anno e mezzo di attività la situazione si è sviluppata, la cucina si è arricchita con una più ampia selezione di primi, secondi e burger-gourmet insieme ad un menù stuzzicheria, anche se la mission è diventata la musica: «É stato naturale evolversi in un music club, dedicando da subito gran parte della programmazione al jazz e collaborando di conseguenza con Jazz Academy, la scuola Born 4 Music, Kristall Radio e il magazine Jazz it. Quello che è cambiato è il profilo della clientela del Bonaventura, oggi dai 30 anni in su, ovvero l’età media degli amanti del jazz, tipicamente a cena da noi due sere a settimana per ascoltare in rigoroso silenzio un concerto di qualità. Il martedì proponiamo soprattutto progetti inediti di affermati musicisti nazionali e internazionali, mentre da settembre 2017 ho ideato ogni giovedì una jam session all’americana: per un mese un trio resident apre la serata con una propria jam per poi “allargarla” ospitando sul palco altri musicisti in sala, sempre però coordinati da un leader, mai a palco aperto». Una jam dunque che diventa un laboratorio anche per gli stessi musicisti: «É capitato sempre più spesso di fissare il martedì concerti con formazioni che si sono create dalla jam del giovedì precedente. Per me, in termini di direttore artistico, è un’occasione per testare tanti nuovi musicisti dato che ho sempre meno tempo per rispondere alle varie proposte, soprattutto nel caso di talenti giovani e ancora poco noti».

In settimana spazio anche per altre proposte di qualità: «Il mercoledì sera è dedicato alla Champagne Academy of Burlesque Education di Milano, un appuntamento un po’ fuori dalle righe in cui le allieve della scuola portano in scena uno spettacolo, mentre il venerdì è dedicato ai progetti in duo o trio dal blues al soul, dall’elettronica al cantautorato. Le band al completo invece, siano funk, R&B, reggae, swing ma soprattutto blues hanno spazio il sabato dalle 22, in un clima più “da baldoria”». Spazio anche alle cover band «purché arrangino o riarrangino noti brani di genere secondo un proprio stile. D’altra parte c’è pubblico e pubblico, motivo per cui mi interessa accontentare anche chi possa apprezzare cantautori dal repertorio inedito come Folco Orselli, Laura Fedele, Tino Cappelletti, Raffaele Kohler o Vik & The Doctors of Jive».

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Sala interna del Bonaventura Music Club

Non mancano anche veri eventi musicali come il “Concerto in Barona”, l’unico concerto del 1° maggio a Milano nell’anfiteatro all’aperto dietro il Bonaventura per 10 ore di musica live con 15 band blues, funk, soul e swing selezionate o il “Beer Rock”, unica rassegna di tributi a grandi gruppi storici interpretati da 8 band ogni ultima domenica di maggio in un contesto di stand, birrifici artigianali, mercatini di hobbisti e vintage, giochi gonfiabili per bambini e laboratori creativi.  «Il nostro motto è “Music First”, cioè prima la musica e poi il resto – rimarca Fabio – la musica dal vivo sta vivendo una grande crisi, i club in città sono sempre meno mentre altri chiudono, basta vedere l’esempio de La Salumeria. Forse anche perché talvolta non si dà alla musica lo spazio che merita: con “Music First” intendiamo sottolineare che noi al Bonaventura ci occupiamo di musica dal vivo, non siamo “ristoratori con dei musicisti in un angolo”. E se il pubblico non viene educato al rispetto per i musicisti, che non sono un semplice prodotto a uso e consumo della clientela, la musica dal vivo è destinata a morire. Un conto è essere un ristoratore altro è essere il direttore artistico di un music club che sappia offrire una programmazione con un preciso genere di riferimento e un palco adeguatamente attrezzato con un impianto audio, una backline completa e un mixer professionale: forse sarò impopolare ma per me è così».

Il Bonaventura chiuderà per la pausa estiva dal 5 al 30 agosto e la nuova stagione live verrà inaugurata il prossimo 11 settembre con il trio jazz di Gianni Cazzola, anche se purtroppo il locale sembra a fine corsa dato che l’ultima data è prevista per il 18 dicembre: «Abbiamo un contratto in scadenza a fine anno che non ci verrà rinnovato perché La Cordata intende usare lo spazio del Bonaventura per altre finalità. In questo periodo siamo alla ricerca di un’altra location su Milano dove trasferirci. Requisito principale? Non c’è dubbio: sposare la filosofia del “Music First”».

Www.bonaventura.mi.it

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli
Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.
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