“La bella musica” come la intende Vegas Jones

“La bella musica” è il nuovo disco di Vegas Jones, che segue i successi di “Bellaria” e la versione repack “Bellaria: Gran Turismo”

"La bella musica" come la intende Vegas Jones

Nel nuovo disco tornano i temi che gli sono cari, il riscatto, la voglia di emergere, il rapporto con i fan. La musica come mezzo per crescere e sognare, quindi, che ti permette di viaggiare con la mente e che ti trasporta in luoghi vicini e lontani. “Sono un ragazzo di periferia che non aveva niente e oggi sono qua, cosa di cui ringrazio il cielo. Sono unico, mi riconosco nella mia unicità e la difendo”.

Traspare anche un certo orgoglio (giustificato) di Vegas Jones per questo album: “Dal nostro punto di vita (di noi che abbiamo lavorato al disco) – che è molto critico – “La bella musica” è qualcosa di fresco; abbiamo risolto molti problemi nel corso del lavoro e siamo soddisfatti del risultato. Il sogno e l’obiettivo è vendere tanto e avere un pubblico numeroso che mi segue nei live perché si riconosce in quello che canto”.

Vegas Jones torna con 13 brani e con un unico featuring – normalmente nel rap le collaborazioni sono numerose – con Fabri Fibra in “Presidenziale”. Il disco segna anche il passaggio in Sony, dopo Honiro: “In me non è cambiato niente, la mia musica è come un diario e racconta la mia vita. In “Bellaria” c’era solo un Vegas meno maturo, in questo lavoro devi crescere in fretta perché sei messo ogni giorno a confronto con te stesso. In questo disco mi sento cresciuto, questo capitolo della mia vita parla abbastanza chiaro”.

Su Fibra, “C’è solo lui perché questo album è molto personale. Quando è arrivata “Presidenziale” spontaneamente ho pensato a lui, quando sento questa canzone penso sia molto mia nonostante ci sia il suo featuring”.

C’è poi una riflessione su “DM” e sul messaggio di realizzazione personale che porta: “Io non rispondo mai sui social, sono concentrato sul mio percorso. Io so che sono la voce del mio quartiere perché ci vivo. Io sono sempre a Cinisello, cerco di fare la vita più normale possibile. Con questo disco mi sento molto vicino alla gente e voglio che la gente sappia che mi è di ispirazione, non ci sono veli tra me e i miei fan. Io voglio che le persone siano motivate ascoltandomi, che pensino che le cose sono fattibili se le ho fatte io. Ho sempre detto di inseguire i sogni”.

Chiudiamo con il senso del titolo: “Come tutto il disco il titolo non è stato molto ragionato. L’accostamento di parole suona bene. Non ho detto il bel rap perché il rap è musica. Il rap fatto bene è la base che un rapper dovrebbe avere: se io devo fare bella musica principalmente devo fare bene il rap, darlo per scontato. Poi il rap fa parte della musica. La bella musica si può fare; la cosa di certo è soggettiva, può non essere il tuo genere e può non piacerti: è sacrosanto”.

Infine, un pensiero importante: “Io sono musicista e voglio che la gente ascolti la mia musica prima che mi guardi in faccia e mi riconosca come personaggio”.

[Se ve lo state chiedendo, il tatuaggio che Vegas Jones mostra nella foto riproduce il cap di Cinisello Balsamo].

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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