Gio Evan, il poeta dei millennials

Intervista al poliedrico artista, in uscita con il suo secondo album intitolato “Natura molta”

Gio Evan
Gio Evan si racconta ai lettori di Musica361 in occasione dell’uscita dell’album “Natura molta”

Poesia fino al midollo per Giovanni Giancaspro, alias Gio Evan, artista versatile dotato di estrema sensibilità e di immenso talento. Attraverso la musica e la scrittura esprime se stesso e la propria visione del mondo, Natura molta è il titolo del suo secondo progetto discografico, anticipato dal singoloKlimt.

Da ascoltatore, come definiresti il tuo rapporto con la musica?
Mi reputo un grande ascoltatore, utilizzo questa forma d’arte per farmi compagnia perché vivo da solo in montagna, mi arricchisce e mi stimola. Da sempre ho un bel rapporto con la musica, non sono mai stato veramente in silenzio.

Dove abiti esattamente e perché hai scelto di vivere lontano dalla città?
Attualmente nelle Marche, lo trovo un posto strategico, il centro Italia è comodo per spostarmi comodamente quando sono in tour. Ho preso questa scelta perché mi piace vivere nei boschi, svegliarmi e avere l’alba a portata dei miei occhi, senza smog o clacson.

Hai altre passioni oltre la musica?
Tante, sono un amante dei giochi, collaboro con diverse associazioni e gioco molto con i bambini. Oltre a fare bene agli altri fà molto bene a me, mi dona un senso di serenità totale. Mi piace lo sport, pratico alpinismo e faccio arrampicata.

Sei più volte stato definito “il poeta dei millennials”, cosa pensi delle nuove generazioni?
La nuove generazioni stanno un pochino inguaiate, penso che i miei spettacoli siano nati proprio per questo. Per quanto io sia isolato dalla società, mi piace la relazione umana, cercare di dire la mia soprattutto ai giovani. Oggi c’è un sacco di disordine mentale, una sorta di disagio emotivo, bisogna spiegare bene ai ragazzi quello che sta succedendo e stargli accanto, perché sono stati abbandonati a loro stessi.

Come te lo immagini il mondo tra vent’anni?
Me lo immagino come il film “Il pianeta verde”, penso che dovremmo tornare un po’ a quel tipo di dimensione, fare tutto un po’ meno. Mangiare meno, giudicare meno, correre meno, tutto meno.

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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