Brunori Sas, voliamo sulle ali di “Cip!”

“Cip!”, arriva il nuovo album di Brunori Sas. Cip, un suono secco ma anche luminoso che introduce a canzoni fanciullesche, secondo la descrizione dello stesso Dario Brunori

Brunori Sas, voliamo sulle ali di "Cip!"
Brunori Sas. Foto: © Leandro Emede

“Il disco precedente, di tre anni fa, “A casa tutto bene”, aveva a che fare con un clima di paura. In “Cip!” ho voluto raccontare l’amore”, spiega Dario Brunori, per la musica Brunori Sas. “A volte mi sono imbarazzato a rileggere alcune cose, mi sono sentito un personaggio da libro new age da autogrill vedendomi parlare di amore universale”. Eppure, le canzoni adesso ci sono e le possiamo ascoltare tutti, proprio in “Cip!”.

“C’è una certa tensione spirituale in questo disco. Vivo in una terra, la Calabria, in cui ci piace perdere un dato tempo per contemplare, ma la mia è anche una terra pragmatica che ti dice sempre in qualche modo ‘chi te lo fa fare’. Questo album ha che fare con il mio tentativo di recuperare il fanciullino, un certo sguardo, una certa spiritualità e religiosità. Sì, ho pensato a Pascoli. Il problema di oggi, secondo me, è anche poetico; io sentivo di andare in una direzione poetica scrivendo le canzoni, anche a rischio di diventare naif. Volevo che in questi brani ci fossero rimandi a una religiosità non legata a una confessione particolare, e sono andato a ripescare anche Einstein: ho ripreso alcuni suoi concetti scrivendoli senza le sue formule noiose”.

Il mondo di Brunori Sas

La parola mondo ricorre in diverse canzoni: “Volevo cambiarla ma poi mi sono detto che era giusto ci fosse una parola chiave. Ho cercato di vedere il mondo da lontano, con una visione legata all’idea di essere buoni e non sentirsi fessi nell’esserlo: dobbiamo far sentire gli opposti in armonia”, spiega Brunori.

Sempre parlando di contenuti, “Ho buttato lì una forma di accettazione delle cose che vedo fuori e dentro di me, che non è rassegnazione: se le cose sono così vedi se puoi cambiarle, se no attendi, oppure c’è una terza opzione che è soffrire. Io nel disco suggerisco di riconciliarsi con quel che è, fosse anche brutto”.

Il tour, in partenza a marzo, toccherà i palazzetti italiani compreso il Forum di Assago, vale a dire che ci sarà il pubblico dei grandi numeri: “In questo momento sono felice che ci sia stato nella mia carriera un certo percorso e che tutto stia arrivando nel momento giusto. Le mie scelte mi hanno portato nei miei tempi e nei miei modi ad allargare il pubblico, non ho mai inseguito in maniera precisa un obiettivo di notorietà. Sicuramente c’era il desiderio di cantare per un pubblico, senza però pensare se fosse piccolo o grande. Tra Dario e Brunori Sas non c’è una grandissima differenza, il rapporto con il pubblico è tranquillo. Adesso sono solo un po’ più osservato”.

Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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