Etichette361: Aereostella, la PFM e i nuovi orizzonti

Da studio di registrazione a etichetta discografica, Aereostella è un capitolo della storia della musica italiana che continua a essere scritto tutti i giorni.

Etichette361: Aereostella, la PFM e i nuovi orizzonti

Esperienza, ex-per-ire, “uscire passando attraverso”. Solo dopo aver vissuto qualcosa se ne può parlare. Per questo Iaia De Capitani, titolare, insieme a Franz Di Cioccio (PFM), di Aereostella, può raccontare, ad ampio spettro, il panorama discografico attuale e paragonarlo a quello passato. Insieme a lei abbiamo parlato della label, di industria musicale e della rivoluzione possibile.

Come nasce Aereostella? 

All’origine Aereostella era uno studio di registrazione con edizioni musicali. La proprietà è stata rilevata al 50% percento da me e Franz nel 1989. In quel periodo lavoravamo per Mediaset. Dopodiché, quando PFM ha ricominciato il proprio percorso artistico, lo studio è stato chiuso, è rimasta solo la gestione delle edizioni musicali. Abbiamo successivamente rilevato tutta la proprietà e aperto l’etichetta discografica nel 1992. Da lì è iniziato il viaggio di Immaginifica, un marchio di Aereostella che si occupa di progressive, e FermentiVivi, destinata ai giovani e al rock. Nel frattempo è nata anche una parte dedicata ai libri, con distribuzione Messaggerie Italiane. Stiamo abbandonando la carta stampata a favore del digitale, per questo siamo fermi con la sezione dell’editoria del libro, ripartiremo totalmente digitali. Questa è storia della nascita di Aereostella.

Abbiamo citato PFM e il progressive, com’è il mercato per questo genere?

Inizio con una premessa, PFM non è progressive. Tu mi dirai: “Ma come non è progressive?!”, lo è stata, ma non lo è più da tempo. Dal terzo/quarto disco PFM ha allargato gli orizzonti con sperimentazioni jazz, rock, senza dimenticare l’esperienza con Fabrizio De Andrè, dove la poesia si è unita al rock, uno dei punti più alti del mercato italiano. A tal proposito nel 2019 corre il quarantesimo anniversario dall’esperienza con Fabrizio, che PFM celebrerà con un tour che inizierà il 12 marzo a Bologna, 32 date in due mesi. Sul palco ci saranno anche Flavio Premoli alle tastiere e Michele Ascolese alla chitarra classica.

Come PFM non è progressive, non consiglio agli artisti che si presentano di farsi comprendere in un solo genere. Anche perché il mercato prog in Italia è pochissimo, all’estero c’è un giro più ampio, specialmente nella lingua anglofona. Come nel metal, all’estero trovi delle “famiglie”, delle comunità, che seguono un genere coralmente.

FermentiVivi, invece, si occupa di rock. Nell’undergroud italiano sta tornando il rock emergente, possiamo sperare nel ritorno delle chitarre come è accaduto per i sintetizzatori?

Il rock non morirà mai, il ritorno delle chitarre ci sarà. Dal vivo la chitarra è fondamentale, i riff di chitarra sono quelli che hanno fatto la storia. Ho notato che molti giovani stanno guardando indietro per copiare e secondo me questo è sbagliato. Ascoltano i grandi ed emulano. È giusto farsi contaminare, però poi bisogna mettere del proprio, ciò che sei tu. Devi suonare te stesso. Siamo aperti all’ascolto di chiunque volesse inviarci demo e materiale, contattateci all’indirizzo mail info@aereostella.it.

Stavo sfogliando il vostro catalogo e avete prodotto così tanti dischi che sarebbe difficile citarli tutti. In FermentiVivi ho trovato un disco di Luca Leoni, oggi guru della comunicazione digitale e delle videoproduzioni con l’azienda Showreel. È lui?

Si, è proprio lui. Luca è una persona estremamente intelligente e molto attiva. Aveva prodotto il disco, noi l’abbiamo preso in licenza. Sono passati tanti anni, sono molto felice della sua carriera.

Colgo l’occasione per spostarci sul mercato digitale. Aereostella ha vissuto tanti modelli di business musicale e altrettanti supporti sui quali ascoltare le canzoni. L’orizzonte che abbiamo di fronte, lo streaming, dove può portare? C’è qualcosa che rimpiangi del mercato dell’epoca?

Ogni era ha il proprio modo di esprimersi, i suoi pro e i suoi contro. Oggi il digitale domina il mercato. Il CD è destinato a scomparire come la musicassetta. La musica liquida, però, è talmente veloce che brucia subito, il prodotto diventa usa e getta. Per questo c’è bisogno di avere qualcosa di fisico, da toccare, da tenere in libreria, non a caso il mercato del vinile è rinato. C’è un rito di ascolto: prendi il disco, lo metti sul giradischi, poggi sopra la puntina. Lo devi volere, sei preparato psicologicamente ad ascoltare quel disco. L’ascolto è più caldo e il packaging è un mondo parallelo che aumenta l’esperienza sonora (la copertina, il libro all’interno, le immagini, i testi). Vivi davvero ciò che stai ascoltando.

È una possibilità per avere classifiche più vere in prospettiva?

Il MIA – Musica Indipendente Associata sta lavorando proprio in questo senso. Rendere le classifiche reali, comprendendo anche tutti i servizi digitali. Io lavoro in questo settore e a volte mi capita di vedere artisti che fanno numeri importanti in termini di visualizzazioni senza averli mai sentiti. Sono già delle star e non so chi siano (riferendosi ad exploit più grandi del dovuto, nda).

Quindi, oltre a una rendicontazione analitica dei proventi del diritto d’autore, come quella proposta dal MIA, servirebbe anche una regolamentazione sulla fruizione dei numeri di views e di stream a favore del consumatore e di chi lavora nel settore. 

MIA è attiva anche in questo. Si stanno instaurando rapporti anche con Google e YouTube, ad esempio, per creare un panorama migliore e facilitare il dialogo tra distributori di servizi, discografici, addetti ai lavori e utenti. Il nostro è un lavoro. Non è un gioco fare l’artista, l’editore, il discografico. Se il mercato non è regolarizzato, ci sono dei furti. Anche la SIAE e altri enti stanno lavorando in questo senso. Tutta l’Europa è in moto per cambiare gli orizzonti del mercato musicale.

Un grande lavoro di squadra, che ha la possibilità di fare una vera rivoluzione. In conclusione, quali sono le prossime uscite di Aereostella?

Su Immaginifica è uscito il disco “Aerostation” del gruppo omonimo formato dal tastierista Alex Carpani e dal batterista Gigi Cavalli Cocchi. Dal vivo viene aggiunto un terzo elemento, il bassista Jacopo Rossi. Altri artisti appena usciti sono gli OAK (Oscillazioni Alchemico Kreative), hanno fatto un concept album solo in vinile (con il supporto digitale annesso e regalato) sulla vita di Giordano Bruno. All’estero sta spopolando nel prog. Su FermentiVivi non si può non citare “L’attesa” di Vittorio De Scalzi e recentemente è uscito “Due di noi”, disco in duo con Nico Di Palo. Stiamo anche lavorando ai nuovi dischi del cantautore Gregor Ferretti e di Tiziano Tamisari.

Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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