Vito Lo Re: “Il mio lavoro preferito è sempre il prossimo che devo fare”

Compositore e direttore d’orchestra, Vito Lo Re racconta il suo nuovo album e le sue esperienze a Musica361.

Vito Lo Re,compositore e direttore d'orchestra
Vito Lo Re,compositore e direttore d’orchestra.

Compositore e direttore d’orchestra, con un talento innato e una grande voglia di raccontarsi attraverso la musica. Vito Lo Re è uscito con il suo primo album, dal titolo “35mm”, in cui, attraverso un lavoro del tutto innovativo, unisce le sue passioni e spiega qualcosa di sé al pubblico. Noi di Musica361 lo abbiamo intervistato.

Domani esce il tuo disco d’esordio, “35mm”. Ci dici qualcosa in più su questo album?
È un album molto particolare perché ho voluto fare una cosa abbastanza innovativa: parlo di me utilizzando un mezzo, quello della grande orchestra, e un linguaggio, quello della musica strumentale, con un’orchestra di 55 elementi. Si tratta di qualcosa di innovativo, colossale ed impegnativo dal punto di vista produttivo.

A quale dei 23 brani sei più affezionato?
Probabilmente quello di apertura perché mi ricorda un momento molto particolare della mia vita. Tutti, però, sono parte di me perché rappresentano una fase o un momento della mia vita, che può essere triste, gioioso, malinconico o grottesco. Preferiamo ricordare le cose belle, ma anche le cose brutte fanno parte del nostro vissuto e di quello che poi diventiamo.

Hai dei modelli a cui ti ispiri per fare la tua musica?
Qualunque artista che ti dica che non ha dei modelli a cui si ispira si sta mentendo. I miei punti di riferimento sono estremamente vari perché ascolto di tutto: rock, pop, cantautori, musica etnica, musica folk, colonne sonore, musica lirica e sinfonica. Sono carente solo nel jazz perché è un genere che non mi emoziona.

Vito Lo Re,compositore e direttore d'orchestra
Vito Lo Re in abiti di scena.

Sei compositore e direttore d’orchestra, ma a cosa ti senti più vicino?
Io nasco come compositore perché la composizione in me è innata: ho iniziato suonando la chitarra classica e dopo due settimane ho avuto l’istinto di fare dei pezzi miei. Adoro fare il direttore d’orchestra – ho fatto esclusivamente quello quasi per 12 anni – ma preferisco fare il compositore.

Hai scritto anche commedie musicali, musical, colonne sonore per corti, documentati, film e trasmissioni tv. C’è un lavoro tra i tanti che ti è piaciuto particolarmente?
Non ne ho uno in particolare, il mio preferito è sempre il prossima che devo fare, che fa parte del mio percorso e nel quale metto tutto quello che sono riuscito a fare fino a quel momento.

Hai lavorato anche all’estero. Hai imparato qualcosa che qui in Italia nessuno ti aveva insegnato?
Oggi a livello artistico l’Italia è mediamente molto bassa e di questa cosa ti rendi conto quando vai a lavorare all’estero. Anche per questo ho voluto fare un progetto così ambizioso, contro il mercato e che nessuno in Italia ha mai fatto.

Che progetti hai per il futuro?
Un grosso progetto di cui, per ragioni contrattuali, non posso ancora parlare. Appena potrò lo annuncerò.

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Camilla Dalloco
Camilla Dalloco
Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché "il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare".
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