Vhelade: «Chiambretti è stato un maestro ma con la TV ho chiuso»

Vhelade ci parla della sua musica e dei suoi progetti futuri. Non le piace la società attuale e soprattutto non le piace il sistema dei talent show.

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Vhelade (Foto © www.vhelade.it).

Ciao Vhelade, so che stai correndo da una parte all’altra tra radio ed interviste quindi grazie per aver ritagliato del tempo per noi. Parlaci un po’ del tuo ultimo lavoro Oro Nero e del concerto del 10 giugno.
Intanto grazie a voi. Il 10 giugno sarò al locale 4cento di Milano e presenterò il mio nuovo brano “Oro Nero“. In quell’occasione ripresenterò “Insieme” e i brani che ho arrangiato nelle ultime due trasmissioni di Chiambretti. “Oro Nero” è una canzone che ha tantissimi significati ma non mi piace mai spiegarli, non mi piace costruire nulla all’interno delle menti delle persone, voglio stimolare la fantasia. Fondamentalmente è una canzone che parla d’amore, dell’Io, della difficoltà di non cambiare solo perché si piace agli altri.

Ti piacerebbe partecipare ancora alle trasmissioni di Chiambretti?
No. Con la televisione ormai ho chiuso, non mi sento libera. Ho capito che non posso più stare in tv, mi sta stretta e toglie tempo alla mia musica e a me stessa. Non c’è amarezza nelle mie parole, Chiambretti mi ha cresciuto, mi ha insegnato tante cose ma non ci tornerei.

Hai interpretato il brano di Loredana Bertè – Sei Bellissima– per uno spot pubblicitario. Parlaci di questa esperienza.
È stata un’esperienza bella ma pericolosa, con una canzone così famosa ho avuto un po’ di timore. Alla fine ne è venuta fuori una versione molto bella; mia nonna ha insistito affinchè la mettessi anche sulle piattaforme digitali più importanti e così è stato. Rifarei volentieri un’esperienza simile, mi piace prestare la mia voce.

Non solo la tua voce ma anche la tua immagine, sei attiva anche nel mondo del cinema.(Ride, ndr) ho fatto due film, uno di un regista indipendente africano intitolato “Devil Comes To Koko”. È stata una bella esperienza, il tema dei rifiuti tossici è molto toccante ed importante. In Italia invece ho girato il film di Maccio Capatonda “Italiano medio” molto più leggero, demenziale ma comunque importante e che racconta della nostra società attuale. Il regista è stato bravo nell’intuire il ruolo che potevo interpretare cioè qualcosa di molto lontano da me: il giudice di un talent show.

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Oro Nero è l’ultimo lavoro di Vhelade.

A proposito, cosa pensi dei talent show?
No comment. Sono una fabbrica di burattini, mi dispiace pensare che i miei figli possano credere che per fare gli artisti si debba passare davanti a delle giurie così fatte di.. di pochezza. Me lo hanno proposto tante volte ma non ci parteciperei mai.

Invece quali sono i tuoi modelli?
Sicuramente Michael Jackson, non sono una fan, sono una discepola. Mi ha salvato dalla vita, mi ha arricchito l’anima, poi credo che sia stato un artista completo a 360 gradi anzi a 361, per citare la vostra testata. Di italiani mi piace molto Lucio Battisti.

Ci sono collaborazioni che ti piacerebbe fare?
Sì, con Paolo Conte. Oppure scrivere una canzone con Mogol.. e credo basta, attualmente non c’è nessun cantante italiano che mi piace, non ce la faccio proprio. Forse Carmen Consoli o qualche rap ma nessun altro.

Esperienze mai fatte che ti piacerebbe fare?
Probabilmente un tour mondiale molto lungo stile anni ‘70 e dormire in caravan. Di recente ho fatto un viaggio in Etiopia per la settimana della moda africana e quando ero lì ho avuto l’idea di girare il video di “Oro Nero”, un video molto spontaneo e naturale così come tutte le cose che realizzo io, dalle foto alle canzoni.

Articolo di Paolo Aruffo.

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