Syria è “IO+IO”, il nuovo album per festeggiare 20 anni di carriera

Syria torna con IO+IO, l’album che festeggia i 20 anni di carriera con duetti, inediti e una cover di un brano di Ambra: una conferma della sua ecletticità.

Syria torna con IO+IO, il nuovo album
Syria.

Ricordate Syria  quando vinse tra i giovani al Festival di Sanremo con il brano “Non ci sto”? Era il 1996. In questi giorni per festeggiare la sua ventennale carriera ha pubblicato l’album “IO+IO”, che contiene i brani da lei interpretati con una serie di amici (Paola Turci, Emma, Noemi, Emiliano Pepe tra gli altri) durante il concerto tenutosi tempo fa al Teatro Grande di Brescia, più canzoni inedite.

Il titolo che hai scelto per l’album è sia 10 + 10 sia io + io. È così?
Ha una valenza doppia, mi sono detta “creiamo un po’ di confusione”! Spero di crearla sempre per cause positive e per sperimentare. Questo titolo, e questo disco, sono un concentrato di me. Ho voluto dividerlo in 10 anni, che sono stati in un modo, e altri 10, che sono stati in un altro. Credo di non essermi mai fermata, penso di aver inciso 105, 110 canzoni, senza contare i duetti: che bella soddisfazione! Mi resta sempre la voglia di tentare strade diverse, fare esperienze teatrali, tributi ad altri artisti… sono un’interprete al servizio della musica.

Qual è stato il confine tra questi 10 + 10 anni?
Il confine è stata l’esperienza teatrale con Paolo Rossi (nel 2005, con lo spettacolo “Chiamatemi Kowalski. Il ritorno”, nda), che ha ribaltato i miei ritmi e la mia visione su tante cose. È stata una scuola, con lui come professore. Da lì sono scattate altre cose, utili ad aprirmi ad ambiti per me nuovi, a cercare autori e collaborazioni con artisti che hanno un pubblico diverso dal mio. Poi c’è stata Airys, il mio alter ego con cui mi diverto alla consolle anche se non sono una dj: voglio solo stare dentro la musica.

E poi, il punto fermo (per ora), con questo disco.
È una raccolta di quello che è stato fatto al Teatro Grande di Brescia, una serata speciale in cui ho messo in fila tutti i miei successi. Ero accompagnata da un’orchestra di 50 elementi diretta dal maestro Bruno Santori (un’occasione unica, come se fosse Sanremo, mi sono fatta un regalo) e dalle mie amiche. Per i 20 anni di carriera ho pensato che un best si potesse anche fare, inserendo gli inediti che avevo nel cassetto.

Ti vedi come autrice?
No, per carità. Ci ho provato ma ho voglia di essere aiutata da un autore, ne nasce sempre un bel confronto, e poi mi piace essere interprete.

Attrice?
“Bellissime” è uno spettacolo teatrale dedicato alle donne della musica italiana, facendolo mi sono accorta che non potrei volere di più. Però no, non faccio l’attrice nemmeno nei monologhi. Ho la possibilità di dedicarmi a questo spettacolo e continuo a farlo.

Porterai le canzoni di “IO+IO” dal vivo?
Ho pensato a un tour in chiave elettroacustica; sul palco vorrei fossimo al massimo in trio.

Syria torna con IO+IO, il nuovo albumAvrai ospiti con te sul palco?
Sono aperta a tutto. Ambra mi ha detto che se voglio lei passa volentieri a cantare con me. Io comunque per queste cose non programmo niente, di solito mando un messaggio dicendo ‘suono in città, vuoi venire?’.

Dici di Ambra perché nel disco hai inserito la cover di un suo brano, “Io te Francesca e Davide”.
Era per Airys ma non ho resistito. Tanto il mio pubblico non si stupisce più (ride, nda). Quando ero ragazzina questa canzone mi piaceva. Sarebbe bello fare un video con Ambra e Cosimo Alemà, che nel video originale era attore (oggi è regista).

Che sogno ti resta da realizzare?
Sogno di portare in scena Gabriella Ferri. Non sarà facile, ma è un mio desiderio fare un concerto teatrale, forse raccontare storie come in “Bellissime” e leggere le sue poesie, con il rispetto che le si deve.

E Sanremo?
Mi piacerebbe rifarlo. L’ultima volta ci stata nel 2003. Ci ho provato quest’anno, la canzone non l’ho inserita in questo cd. Al Festival mi metto in fila, come al solito, anche per il prossimo anno.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré

Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i “duri” Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.

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