Skan-zo-na-ta: storia della musica satirica italiana

Intervista a Roberto Manfredi che ci racconta del suo libro, il quale attraversa quasi un secolo di musica e cultura del nostro Paese.

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Roberto Mandredi con Dario Fo.

Ma cos’è questa crisi?
Metta in scena un buon autore, faccia agire un grande attore e vedrà che la crisi passerà. Questo cantava Rodolfo De Angelis nel 1934 durante il periodo “surrealista” del futurismo. Da qui parte il viaggio di “Skan-zo-na-ta. La canzone umoristica e satirica italiana” di Roberto Manfredi che racconta la canzone umoristica e satirica italiana da Petrolini a Caparezza. “Fortunello di Petrolini può essere considerata la prima canzone rap della storia della musica, Caparezza adora quel mondo”, mi racconta l’autore, “oltre ad essere un libro Skanzonata è anche – e soprattutto – un viaggio nelle storia della musica italiana e della sua cultura”. Un viaggio multimediale che nasce come programma radiofonico a Radio Popolare dove, per 12 puntate, Roberto Manfredi ha proposto i testi delle canzoni manifesto, “quelle che rimangono sempre attuali”, come ad esempio “Tu vuoi fa l’americano” di Renato Carosone, “Io non mi sento italiano” di Gaber, e “La terra dei cachi” degli Elio e Le Storie Tese, dando vita a puntate tematiche sui vizi e costumi degli italiani cantati in queste immortali canzoni. Il progetto approda poi al Teatro Parenti di Milano dove il libro è stato presentato nella cornice di uno spettacolo al quale hanno preso parte Gerry Bruno dei Brutos, David Riondino, Rocco Tanica di Elio e le Storie Tese e altri ospiti.

Nelle idee dell’autore – che nella sua carriera ha prodotto innumerevoli dischi di cantautori e comici italiani, che è stato regista, autore televisivo e produttore esecutivo di famosi format televisivi (Markette di Piero Chiambretti e Crozza Alive di Maurizio Crozza per citarne due) – c’è anche l’approdo televisivo con la creazione di un format, un festival tematico a Spoleto e la realizzazione di una mostra con oltre 250 vinili e copertine originali degli anni d’oro della canzone satirica italiana, nata a Napoli nel 1901 con “Arisa” (in napoletano siginifca la risata ndr) di Berardo Cantalamessa.

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Il libro di Roberto Manfredi.

L’arte di far ridere è sicuramente una peculiarità della nostra cultura, spesso combattuta da una censura più burocratica che legata ai contenuti. E’ stato il Festival di Sanremo ha spostare l’attenzione in maniera prevalente sulla tradizione che ha il melodramma come back ground culturale sebbene i punti di contatto non manchino, si pensi agli interventi di Benigni – di cui va ricordata anche la canzone satirica “L’inno del corpo sciolto” – o di Paolo Rossi che canta Rino Gaetano o i più recenti Biggi e Mandelli. Roberto mi fa notare come la censura nasca anche da un diverso approccio al ruolo della donna. Nel melodramma infatti i personaggi femminili sono sempre caratterizzati da storie tragiche mentre nelle canzone satirica sono sempre donne forti, vincenti e, diremmo oggi, emancipate.

La censura può spingere ad essere creativi. Arbore ad esempio era solito distrarre la commissione di ascolto Rai quando presentava dei testi a rischio censura, Natalino Otto rischiò di essere ucciso da una squadraccia fascista durante un concerto a Torino per essere salvato da un ufficiale tedesco appassionato di jazz. “Quello che davvero non sopporto”, conclude Roberto Manfredi, “è l’autocensura. Dobbiamo difendere il nostro mestiere che è quello di dare delle idee. E’ molto più facile combattere la censura che l’autocensura”. Parafrasando Rodolfo: io non vedo nessuna crisi, mettiamo in campo belle idee, voglia di rischiare, qualche buon interprete e la crisi passerà.


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Nicola Camurri
Nicola Camurri
Nicola Camurri cialtrone professionista. Attore e regista confonde il mondo facendo consulenze di marketing e new media. Cresciuto nella periferia Genovese, si specializza in spettacolo a Roma e dedica molta attenzione all'impegno sociale e politico.
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