Simone Aliprandi: parlando di diritto d’autore con un creativo diventato avvocato

Un giovane avvocato esperto in diritto d’autore con un passato da artista che lo rende sensibile agli aspetti della tutela della creatività: è Simone Aliprandi che conosciamo in questa intervista.

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Simone Aliprandi.

Simone Aliprandi è un avvocato trentasettenne da sempre attivo nell’ambito del diritto d’autore e più in generale in tutti gli aspetti giuridici legati al mondo della creatività e della tecnologia. Ha inoltre all’attivo varie pubblicazioni su questi temi ed è spesso in giro per l’Italia per tenere corsi di formazione e seminari. Ha un sito profesionale (www.aliprandi.org) e un blog sempre aggiornato e denso di contenuti interessanti (www.aliprandi.blogspot.it).

Come mai hai scelto di occuparti proprio di diritto d’autore e di diritto delle nuove tecnologie?
Come spesso accade, prima di diventare un avvocato sono stato un creativo a mia volta. Ho un passato da musicista, da giornalista per testate locali e negli anni dell’università ho avuto anche un mio programma nella radio della mia città. Questo mi ha portato, al momento della scelta del piano di studi della facoltà di giurisprudenza, ad orientarmi verso il settore del diritto d’autore e del diritto della comunicazione. Ed ora che ho avviato la mia attività professionale, questo mio passato mi permette di avere una discreta sensibilità rispetto alle esigenze e ai problemi che mi sottopongono i miei clienti.

Però in un certo senso questo tuo “passato” da creativo è anche un po’ “presente”. Infatti oltre all’attività più strettamente di consulenza sei molto attivo anche nell’ambito della divulgazione, con pubblicazioni, articoli, conferenze, videotutorial…
Sì credo che diffondere informazioni corrette e ben strutturate su questi temi sia il modo migliore per aumentare la consapevolezza degli artisti e quindi avvicinarli il più possibile al lavoro che svolgo, trasmettendo loro fin da subito la passione e l’attenzione che vi dedico. Pubblicare libri, articoli e filmati (come ad esempio le mie videopillole sul diritto d’autore) è poi il miglior modo per dimostrare massima padronanza dei temi trattati e anche per crearsi una buona rete di contatti sui social media.

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Il libro di Simone Aliprandi: “SIAE: Funzionamento e Malfunzionamenti”.

Normalmente come operi? Ricevi i clienti in studio o sei disponibile anche da remoto?
La professione forense sta cambiando molto in questi anni e nel mio settore sono davvero pochi i casi in cui il cliente chiede il classico colloquio in studio. Buona parte dei contatti provengono dal web e anche buona parte del lavoro può essere svolta da remoto attraverso scambi di email, documenti condivisi, call su Skype. Anche lo studio legale con cui collaboro è uno studio legale atipico e basato su un modello più smart e fluido. Siamo quattro professionisti indipendenti, ognuno con la propria partita IVA e con una propria sede professionale, ma ci presentiamo dietro un unico “brand” (Array.eu) e lavoriamo in team (anche condividendo uno spazio comune sul modello coworking) tutte le volte che l’incarico professionale lo richiede.

Quali sono i tipi di incarichi su cui si concentra di più la tua attività professionale?
Negli ultimi anni sono aumentate le richieste di redazione e verifica di termini d’uso e privacy policy per siti e per piattaforme web, complice la “new wave” di aziende e progetti legati al mondo della diffusione di contenuti e servizi su Internet. C’è poi tutta l’attività più classica di redazione e verifica di contratti di ingaggio e di cessione diritti per autori (intesi in senso ampio, quindi anche di sviluppatori di software e webdesigner) e di artisti interpreti ed esecutori.

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Simone Aliprandi.

E quali invece i temi più caldi per la tua attività di docenza e divulgazione?
Beh, senza dubbio negli ultimi mesi la parola chiave è stata “SIAE”. Siamo infatti in un delicato periodo di transizione che potrebbe finalmente portare al superamento di un modello di intermediazione dei diritti ormai obsoleto e troppo burocratizzato. Non a caso il mio ultimo libro (Siae: funzionamento e malfunzionamenti. La gestione collettiva del diritto d’autore in Italia) è proprio dedicato al mettere in luce i malfunzionamenti del sistema SIAE. Inoltre, in queste settimane sono stato coinvolto in varie iniziative di divulgazione e sensibilizzazione legate all’entrata in vigore della Direttiva Barnier sulle società di gestione collettiva.


Questo articolo è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons by-sa 4.0 International Hiperlink “http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/”.

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Giornalista, creativo, scrittore, autore e conduttore televisivo. Nasce come pedagogista e insegnante. Oggi scrive di televisione, musica e spettacolo, svolge attività di ufficio stampa, progetta format per emittenti radio-televisive e contenuti autorali per case editrici.
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