Che cos’è l’amore? Ce lo spiega Simona Molinari

L’incontro con la cantante che ha fatto della fusione di generi il suo personalissimo marchio di fabbrica, scopriamo insieme i prossimi progetti in cantiere

Simona Molinari
A partire da venerdì 23 marzo, Simona Molinari torna in radio con il nuovo singolo “Maldamore”

In passato ci aveva già pensato Marco Ferradini con il suo celebre “teorema” a spiegarci il significato della parola amore, a distanza di trentasette anni ci riprova Simona Molinari, utilizzando un pizzico della sua innata e ironica leggerezza. Il brano, intitolatoMaldamore, descrive più propriamente tutto ciò che non appartiene al fascino e al romanticismo che l’amore sprigiona, ma a quella serie di spin-off che fanno da contorno.

Ciao Simona, benvenuta su Musica361. Partiamo dal tuo nuovo singolo?
Certo! E’ un brano che rappresenta un po’ una provocazione, uno spunto di riflessione sulle volte in cui definiamo amore delle reazioni che possono essere: la gelosia, la rabbia, la possessione, la malinconia, sentimenti che definisco in questa canzone “Maldamore”, proprio come emerge nel videoclip ufficiale ambientato in un manicomio. Nelle immagini riesco e liberarmi della mia camicia di forza, che in qualche modo rappresenta gli aspetti superflui e negativi dell’amore.

Il sentimento nobile per antonomasia letto in chiave ironica, all’inizio del brano, nel parlato ti chiedi: “che cos’è l’amore?”. Ecco, ti sei data una risposta?
Cosa rappresenta di preciso non saprei davvero dirtelo, anche perché ognuno di noi ha il suo modo di viverlo che è estremamente personale. Oggi, comunque, ho capito cosa non è l’amore… che è già tanto! (sorride, ndr).

Parlare d’amore e delle sue varie declinazioni, citando nel testo anche alcuni degli innamorati più celebri della storia della musica italiana. Una bella responsabilità?
Beh si, mi sono divertita a riprendere questo sentimento sotto tutti i punti di vista, non solo di coppia. Da quello platonico di “Gianna” a quello patriottico e idealista de “La guerra di Piero”, passando per “Anna e Marco” “La solitudine”, “A casa di Luca”, fino a “Luca era gay”. Un viaggio trasversale in quarant’anni di storia musicale, con canzoni che in realtà parlano del mal d’amore, di un qualcosa di non vissuto e non del sentimento reale e tangibile che tutti conosciamo.

Un pezzo frutto di una nuova collaborazione con Amara, com’è stato ritrovarsi?
E’ sempre un onore per me collaborare con artisti veri e autentici come lei, che considero una cara amica. Avevamo inciso insieme un brano di Ivano Fossati, intitolato “C’è tempo”, inserito nel suo ultimo album pubblicato lo scorso anno. Amara è straordinaria, mi ha aiutato a tirare fuori la parte più spontanea e verace di me.

“Maldamore” anticipa il tuo nuovo progetto discografico, cosa bolle in pentola?
Tante cose belle, sono tornata a scrivere dopo un album di cover, dove ho tirato fuori il mio lato da interprete. Anche nel prossimo disco cercherò di proseguire sulla strada che mi sono prefissata sin dall’inizio, unendo il bel canto all’italiana con sonorità di matrice più internazionale come il jazz e lo swing. Trovo sia un mix di suoni molto personale che, a lungo termine, rende chiara l’idea della mia cifra stilistica e dell’impronta che vorrei dare alla mia musica.

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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