Sanremo 2018, la seconda serata minuto per minuto

Riascoltate dieci delle canzoni dei Big, entrano in gara le Nuove Proposte, la macchina organizzativa del Festival è ormai rodata

Sanremo 2018, il programma completo delle serate del Festival
Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino al timone di questa nuova edizione della kermesse

Dopo il successo di ascolti ottenuto con la puntata d’esordio, il Festival di Sanremo prosegue la sua cavalcata verso la finalissima di sabato, giorno in cui scopriremo il nome del vincitore che avrà facoltà di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2018 di Lisbona. Il trio di conduttori Baglioni-Hunziker-Favino sono chiamati alla seconda prova, per consacrare quella che possiamo considerare un’edizione iniziata nel migliore dei modi.

Si parte con il girone delle Nuove Proposte, con i primi quattro artisti in concorso quest’anno: Lorenzo Baglioni con “Il congiuntivo”, Giulia Casieri con “Come stai”, Mirkoeilcane con “Stiamo tutti bene” e Alice Caioli con “Specchi rotti”. Al termine delle esibizioni viene divulgata la classifica provvisoria del gradimento della giuria demoscopica:

  1. Alice Caioli – “Specchi rotti”
  2. Lorenzo Baglioni – “Il congiuntivo”
  3. Giulia Casieri – “Come stai”
  4. Mirkoeilcane – “Stiamo tutti bene”

Riprende la gara dei Campioni, con dieci big che si esibiscono nuovamente dopo il debutto della prima serata. Si comincia con Le Vibrazioni, al loro secondo Festival con la rock ballad “Così sbagliato”, e con Nina Zilli che canta l’universo femminile in “Senza appartenere”. Primi ospiti di questa puntata i tre ragazzi de Il Volo, protagonisti della celebre romanza “Nessun dorma” e dell’omaggio a Sergio Endrigo con “Canzone per te”, brano che vinse la kermesse esattamente cinquant’anni fa.

La competizione canora riprende con Diodato e Roy Paci, sulle note di “Adesso”, per poi lasciare spazio all’arrivo di Pippo Baudo, presentatore che può vantare ben tredici conduzioni sanremesi alle sue spalle. Molti gli amarcord raccontati dal monumento della televisione italiana, che per l’occasione si toglie lo sfizio di annunciare la prossima canzone in gara: “Arrivedorci” degli Elio e le storie tese. E’ il turno dell’ospitata di Biagio Antonacci, che interpreta il suo ultimo singolo e duetta con il patron artistico sulle note di “Mille giorni di te e di me”, con tanto di ovazione dal parte del pubblico.

Si prosegue con le esibizioni del trio Vanoni-Bungaro-Pacifico, con la suggestiva “Imparare ad amarsi”, e con l’energia senza tempo di “Ognuno ha il suo racconto” di Red Canzian. Arriva il momento di Sting, che omaggia il nostro Paese cantando in italiano “Muoio per te”, brano del ’91 scritto da Zucchero, e duetta con Shaggy nella loro ultima hit. La gara riprende con l’intensa “Almeno pensami” di Ron e la delicata “Custodire” di Renzo Rubino, per poi proseguire dopo la mezzanotte con “Il mondo prima di te” di Annalisa e “Lettera dal Duca” dei Decibel. Complessivamente, tutte le canzoni in gara, appaiono più convincenti dopo questo secondo ascolto. L’ora è tarda, ma c’è ancora tempo per la saggezza popolare di Roberto Vecchioni, che intona “Samarcanda” e “Chiamami ancora amore”, brano che si è aggiudicato il titolo sette anni fa.

Alla fine della serata vengono divulgati i risultati parziali del gradimento della Giuria della Sala Stampa, che incide sul 30% della votazione complessiva. Di seguito le canzoni e gli artisti divisi per fasce, in rigoroso ordine casuale.

Classifica alta

Diodato e Roy Paci – “Adesso”
Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – “Imparare ad amarsi”
Ron – “Almeno pensami”

Classifica centrale

Le Vibrazioni – “Così sbagliato”
Annalisa – “Il mondo prima di te”
Decibel – “Lettera al Duca”

Classifica bassa

Elio e le Storie Tese – “Arrivedorci”
Red Canzian – “Ognuno ha il suo racconto”
Nina Zilli – “Senza appartenere”
Renzo Rubino – “Custodire”

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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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