Roberto Amadè: il “coraggio” di essere un artista vero

A cinque anni di distanza dal primo album, il cantautore vercellese Roberto Amadè pubblica la sua seconda opera intitolata Bravery, contenente undici canzoni ispirate, piene di sentimenti, emozioni, verità e coraggio.

Roberto Amadè: BraveryPer alcuni essere “artista” è un modo di essere, di respirare, di guardare il mondo, di relazionarsi agli altri. Insomma, un modo di vivere, con le sue salite e discese, cadute e rialzate, con la consapevolezza che, in alcuni casi, per crescere e andare avanti è necessario morire a se stessi per poi rinascere in un continuo gioco. Roberto Amadè è un artista poliedrico, di quelli che hanno scelto di essere autentici nella vita e nella musica, senza paura, preservando intatta la propria dignità. Passato attraverso varie esperienze, tra cui un Festival di Sanremo nel 2011 e un album con la Universal, dopo cinque anni di silenzio apparente, Amadè ha da poco pubblicato un nuovo lavoro intitolato Bravery (coraggio), già nel titolo un vero e proprio manifesto del suo modo di essere uomo e artista.

Inutile soffermarsi ancora sul talento di cui Amadè è dotato. Il suo vivere la musica si percepisce e arriva anche attraverso l’ascolto di un distaccato supporto digitale dentro cui, però, sono impressi sentimenti, emozioni, pensieri, riflessioni, paure, speranze, dentro cui c’è la sua vita e la sua arte, indissolubilmente legate. Bravery è un disco corposo e ispirato a cui bisogna dedicare cura e attenzione, ascoltandolo e riascoltandolo più volte; un disco che nella sua ideazione e realizzazione ha qualcosa che va oltre, che sa di universale grazie al linguaggio dell’anima di cui Amadè fa uso per esprimere il suo universo.

Essendo il progetto svincolato da qualsiasi logica commerciale, ogni traccia profuma di vero nelle parole, nella musica, nella voce, negli arrangiamenti e nelle belle foto del booklet di Isabel Salinas. Ciascuna canzone trasporta in una dimensione particolare, in un luogo dell’anima diverso: dall’intimità di Bravery agli spazi aperti di Let’s feel better; dalla poesia di Così il silenzio alla sensibilità de La stagione della lealtà, fino all’energia di Crescere. The dancer è l’unico brano non firmato dal nostro cantautore bensì da Giacomo Manfredi, in perfetta sintonia con l’intero lavoro. Ritorno intenso come quel legno raffigurato in copertina di cui Amadè possiede le qualità migliori: resistenza, densità e il fatto di essere vivo.

Pagina Facebook: amade.roberto

 

Articolo di Andrea Direnzo

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Andrea Direnzo
Andrea Direnzo
Giornalista, critico ed esperto musicale, opera a 360° nell’ambito della cultura e dello spettacolo. Ha frequentato il master in Critica Giornalistica per Teatro, Cinema, Musica e TV presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma e ha collaborato con le più importanti e accreditate testate musicali nazionali. Dal 2007 al 2013 è stato membro della commissione artistica del Premio Mia Martini e attualmente fa parte delle giuria del Premio Tenco e della commissione artistica del Premio Valentina Giovagnini.
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