Il ritorno di Vinicio Capossela con il patrimonio popolare delle “Canzoni della Cupa”

Il cantautore pubblica un nuovo album composto da due lati, “Polvere” e “Ombra”, che uniscono le storie della tradizione italiana alle forme canzoni del folk statunitense.

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Vinicio Capossela (Foto © Luca Zizioli).

«Non è un disco di folk revival, né un lavoro filologico, è un disco che attinge a patrimonio che ci appartiene». Se lo dice Vinicio Capossela, il cantautore più folk del panorama italiano, c’è da fidarsi: a 5 anni dall’ultimo lavoro di inediti, l’artista torna con un nuovo, doppio album, intitolato “Canzoni della Cupa”, disponibile dal 6 maggio per la Warner Music, con un artwork tutto da scoprire, letteralmente.

Ventinove canzoni divise in due parti, anzi, lati, come specifica Capossela, chiamati “Polvere” e “Ombra”: un disco di cui «sono contento di liberarmi – confida alla stampa nella suggestiva location dell’Albergo Diurno Venezia (patrimonio FAI a Milano) – Se lasciassi ancora lì questa creatura, rischierebbe di riprodursi ancora, già così è un disco complesso da fruire ma che può andare avanti tutto l’anno, ce n’è per diverse stagioni. Questa musica – ballate, folk – ha bisogno di pratica, perché non nasce e non muore con noi, ma si inserisce in discorso più ampio: deve dare spazio alle voci che non hanno risonanza normale, ma che ne hanno nel cuore, perché ci appartengono profondamente».

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Vinicio Capossela (Foto © Valerio Spada).

“Canzoni della Cupa” è cominciato tredici anni fa, con una prima tranche di registrazioni nel settembre del 2003, nella «natura polverosa da paesaggio western» di Cabras, nel golfo di Oristano. Lì, con due violini, un cimbalo, un contrabbasso e la voce di Vinicio, accompagnato per la prima volta dalla sola chitarra senza piano, sono state gettate le “basi” per “Polvere”, il primo lato dell’album, in cui ha giocato molto l’ispirazione delle canzoni di Matteo Salvatore.

Dalla tradizione della “cumversazione” (il canto corale) di Calitri, il paese d’origine del padre di Vinicio Capossela, il cantautore ha preso «un giacimento di storie», poi trasformate in italiano nelle forme di ballate e canzoni mutuate dal folk statunitense, di Bob Dylan e dei maestri del genere.

Dalla storia della comunità, che spesso ammicca al mito e alle credenze più arcaiche, derivano per lo più i brani confluiti in “Ombre”, il secondo lato del disco, in cui prendono vita personaggi del folklore popolare, le vere “Creature della Cupa”, come “Il pumminale” (il lupo mannaro, ndr).

Nel disco trovano spazio anche il concetto di “frontiera”, declinato attraverso artisti di varia provenienza, tra cui Flao Jimenez, Calexico, Howe Gelb e Los Lobos, Victor Herrero, Los Mariachi Mezcal e la volontà di dare voce alla cultura mediterranea, con gli italiani Giovanna Marini, Enza Pagliaa, Antonio Infantino, La Banda della Posta, e tanti altri (stranieri e nostrani).

“Le Canzoni della Cupa”: Vinicio Capossela tra Polvere e Ombra

La dualità di “Canzoni della Cupa” si riflette anche nel tour, che seguirà una suddivisione nominale (come i due lati del disco) e stagionale, con un primo round a partire da fine giugno e una seconda tranche in autunno: «Le canzoni che affondano nei solchi di questo doppio disco sono canzoni forti e contorte come le radici. Il concerto che ne ricaveremo sarà un concerto radicale. Radicale nei timbri, nel repertorio e nella formazione. Doppio è il disco e doppio il concerto. All’aria aperta, nella stagione calda, il concerto denominato “Polvere”. Nel chiuso dei teatri, nell’autunno, il concerto denominato “Ombra”. La sostanza della Polvere sarà di timbri forti, marcati e netti che uniscano in forma di quadri, anzi di stasimi, come nella tragedia greca, i blocchi di cui è costituita la materia emotiva del concerto: e cioè l’ancestrale, l’arcaico, il folk, la serenata, la ballata, la frontiera, la fiesta y feria, e la mitologia».

Tracklist di “Canzoni della Cupa”

Tracklist “Polvere”:

01.Femmine
02. Il lamento dei mendicanti
03. La padrona mia
04. Dagarola del Carpato
05. L’acqua chiara alla fontana
06. Zompa la rondinella
07. Franceschina la calitrana
08. Sonetti
09. Faccia di corno
10. Pettarossa
11. Faccia di corno – l’aggiunta
12. Nachecici
13. Lu furastiero
14. Rapatatumpa
15. La lontananza
16. La notte è bella da soli

Tracklist “Ombre”

01. La bestia nel grano
02. Scorza di mulo
03. Il Pumminale
04. Le creature della Cupa
05. La notte di San Giovanni
06. L’angelo della luce
07. Componidori
08.Il bene mio
09. Maddalena la castellana
10. Lo sposalizio di Maloservizio
11. Il lutto della sposa
12. Il treno

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Cecilia Uzzo
Cecilia Uzzo

Da quando ho imparato, non ho più smesso di parlare, nemmeno quando dormo. Catapultata da un altro mondo, vivo attraverso una dimensione fatta di viola, di musica, cinema, romanzi e viaggi, (troppo) spesso mentali. Mina vagante di professione, curiosa di natura, sognatrice per passione, scrivo di tutto quello che amo e pure di più.

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