Rhumornero: «L’empatia tra le persone rende un progetto efficace»

I Rhumornero, dopo anni di esperienze come aperture di concerti e composizione di compilation per Virgin Radio, tornano sulla scena con Eredi.

Rhumornero: intervista e progetti della band
Rhumornero: intervista e progetti della band.

Dall’unione delle esperienze diverse dei componenti è nata la band Rhumornero. Il gruppo si ispira all’hard rock filo americano e vanta grandi esperienze, come l’apertura dei concerti di Marlene Kuntz, Baustelle, Verdena e Almamegretta e composizioni di album per Virgin radio.

Prima di diventare i Rhumornero ognuno di voi aveva intrapreso un percorso musicale differente. Come avete unito queste esperienze?
Come ogni band che nasce, ognuno porta un pezzo del suo trascorso cercando la sinergia migliore. Con il tempo abbiamo imparato che non è l’esperienza musicale a rendere un progetto efficace, ma l’empatia che si crea tra le persone che ci lavorano: è questo che crea “il sound giusto”. All’interno dei Rhumornero ognuno ha un ruolo definito, ognuno è responsabile di qualcosa. Carlo scrive i brani (testi e musica) che passano alle mani di Ettore per un primo arrangiamento per poi arrivare a Luca e incollare il tutto con Lorenzo.

Avete aperto i concerti di Marlene Kuntz, Baustelle, Verdena e Almamegretta. Com’è stato suonare per un pubblico così diverso?
Con i Marlene kuntz, Baustelle e Verdena è stato unico e speciale: il loro pubblico è affiatato e ha sempre dimostrato interesse verso le nuova musica. Con gli Almamegretta, invece, abbiamo sempre avuto l’impressione di essere stati di troppo, forse per il genere molto diverso. Infine con i Deep Purple, in quella mitica data, ci siamo resi conto che forse anche noi potevamo dire la nostra in modo autentico e professionale.

Molte volte si pensa che, cantando in italiano, non si faccia un hard rock sufficientemente buono, ma voi siete la dimostrazione del contrario. Secondo voi come mai esiste questo pregiudizio?
Sinceramente non ne abbiamo idea. In passato ci sono stati tanti gruppi che hanno fatto grandi lavori rock super italiani con risposte importanti; ci vengono in mente i Litfiba, i C.S.I. e Battiato. In Italia la gente non sopporta i cambi di stile, chi dal rock passa al pop o viceversa è visto malissimo e secondo noi è una grande cavolata. Uno della propria musica fa quello che gli pare, può piacere o no, sta di fatto che se un’artista non segue se stesso è un’artista morto. Noi ci ispiriamo all’hard rock filo americano che ha abbracciato gli anni novanta su melodie tipicamente italiane e sono sicuro che non abbiamo inventato nulla.

Avete mai pensato di fare musica in lingua straniera? Se sì, quale?
Adoriamo cantare l’italiano, è una lingua stupenda per il canto ma allo stesso tempo è molto difficile. Carlo si è sempre ispirato a Franco Battiato che ha saputo affrontare un sacco di stili facendogli amare profondamente il canto in lingua italiana. Il suo inglese è tremendo, per non parlare della sua pronuncia, che in un brano cantato farebbe soltanto tenerezza.

Il 20 gennaio è uscito il vostro album di inediti Eredi e dal 26 maggio passa in radio il singolo Metalli pesanti. Che cos’ha di più rispetto agli altri brani?
Non lo sappiamo se ha qualcosa in più rispetto agli altri brani: queste cose le decide il pubblico e le radio. Ti possiamo dire che è una canzone che adoriamo, per musica, messaggio e produzione artistica di Pietro Foresti.

Avete composto delle compilation su richiesta di Virgin Radio, anche riguardo al Natale. È stato difficile lavorare su questo nuovo tema?
Difficilissimo. Lavorare su questo tema così sfruttato e chiuso è stato complesso. Nel primo brano Last Christmas (non si sentirà) (Xmas in Rock vol.1) ci siamo ritrovati a tirar giù idee che sembravano pezzi di Mariah Carey, le classiche ballad natalizie insopportabili e terribili. Non ci veniva fuori nulla, quindi, alla fine quando qualcosa non ti riesce si usa tanto prendersela con qualcuno; nel nostro caso ce la siamo presa con gli Wham!, ironizzando sul monopolio radiofonico natalizio della suddetta Last Christmas. Nella seconda composizione Sotto le stelle (Xmas in Rock Vol. 2) abbiamo avuto fortuna che il brano è uscito quasi così come lo sentite in un colpo solo, le produzioni sono state egregiamente seguite dell’ideatore di queste compilation, ovvero Marco Biondi, che ha saputo seguire i pezzi con la sua profonda esperienza. Entrambi i brani sono sempre richiesti nei nostri live e ne siamo orgogliosi.

Avete già qualche progetto per il futuro?
Stiamo lavorando a una cover che non posso ancora rivelare. Intanto ci godiamo il mare delle coste toscane.

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Camilla Dalloco
Camilla Dalloco
Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché "il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare".
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