Pierpaolo Lauriola e il coraggio dell’indipendenza artistica

Una chiacchierata con il cantautore pugliese Pierpaolo Lauriola che ha appena pubblicato “L’avventura” il nuovo singolo tratto dall’album “L’Ego“.

Pierpaolo-Lauriola
Pierpaolo Lauriola (© Foto Ufficio stampa).

Un artista che ha voglia di raccontare, attraverso le note, il mondo che lo circonda. Si presenta così il cantautore pugliese Pierpaolo Lauriola che torna sulla scena musicale, con il nuovo singolo “L’avventura”. Il brano, estratto dall’ultimo album ‘L’EGO’, è stato registrato presso il “Massive Arts” di Milano.

Autore e compositore dai primi anni ‘90, Lauriola ha anche suonato negli Eco, Five v. One e Catarsi, con i quali ha inciso tre EP. Dopo una parentesi bolognese al Dams, si trasferisce a Milano dove scelse la strada dell’autoproduzione e una forma di indipendenza artistica dalle case discografiche molto coraggiosa. Il suo è un modo di fare musica genuino e senza tempo dove l’unico vero filone artistico a cui può essere associato è quello dei grandi classici.

Per gli amanti di Jhon Butler, Rino Gaetano, Radiohead, U2 e Pink Floyd la musica e la poeticità di Pierpaolo Lauriola, conquisteranno tutti.

Come nasce L’Avventura?
Il titolo del brano riprende un film di Michelangelo Antonioni e racconta un aspetto molto importante delle nostre vite: l’assenza e l’amore. In questa vita l’anima evolvere rapidamente così come succede con le nostre avventure.

Quanto è importante per un musicista l’indipendenza artistica?
L’indipendenza impone dei sacrifici e dei rischi. Ma come artista ti dà anche la possibilità di essere libero e di poter curare tutti gli aspetti produttivi curando in prima persona molti degli elementi dell’opera e dell’intero progetto’.

Poesia e canzoni, quanto hanno in comune?
Rispondo riprendendo un concetto già espresso da De Andrè in una nota intervista. “Benedetto Croce diceva che, fino all’età di diciotto anni, tutti scrivono poesie; dai diciotto anni in poi rimangono a scriverle solo due categorie di persone: i poeti e i cretini. Quindi io, precauzionalmente, preferirei considerarmi un cantautore. Per quanto riguarda l’ipotesi di differenza fra canzone e poesia, io non ho mai pensato che esistessero arti maggiori o arti minori ma, casomai, artisti maggiori e artisti minori”.

Cosa rappresenta per te la creatività?
Non so perchè molti considerano la creatività una sorta di misterioso territorio abitato da una ristretto gruppo di specialisti. Ogni volta che insegno musica, soprattutto ai ragazzi più timidi per esprimere subito le proprie potenzialità, io dico che è molto facile. Inizia con l’inventarti qualcosa. Qualsiasi cosa purchè ti venga naturale con lo strumento.

Articolo di Marco Masciopinto.

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