Monsieur Blumenberg: «Il senso dell’umorismo è fondamentale nel mondo musicale»

Un nome particolare, un grande senso dell’umorismo e tanta voglia di fare punk rock.

Monsieur Blumenberg, esce Divertissement Avec Du Punk
Monsieur Blumenberg, esce Divertissement Avec Du Punk.

La passione di Monsieur Blumenberg è il punk rock, anche se tra il primo album – uscito nel 2001- e il secondo sono passati diversi anni e si è dedicato al genere lounge insieme al fratello. La cosa più importante nella musica, però, per l’artista è il senso dell’umorismo che definisce “fondamentale“. 

Monsieur Blumenberg. Come mai hai scelto questo nome d’arte?
Monsieur Blumenberg sarebbe un mio ipotetico cugino franco-tedesco che vive a Strasburgo (Blumenberg è Montefiori in tedesco) appassionato di Wunderkammer, da cui Wunderkammer Music.

Il tuo primo disco, Musique et Couleurs, del 2001 ha avuto grande riscontro in Italia e non solo. Ti aspettavi tutto quel successo?
No, me ne aspettavo di più. Scherzo, è stata una gratificante e piacevole sorpresa.

Torni sulla scena musical dopo sedici anni. Come hai trascorso tutto questo tempo? Ti sei dedicato solo alla musica o hai coltivato altre passioni?
In questi anni mi sono dedicato maggiormente al progetto Montefiori Cocktail con mio fratello.

Il tuo nuovo disco, Divertissement Avec Du Punk, ossia Divertimento con il Punk Rock, rende omaggio alla vecchia scuola Punk Rock. Che cos’ha in più, secondo te, rispetto ad altri generi musicali?
Il punk rock ha un’immediatezza che pochi generi musicali hanno: si basa su forme musicali semplici, ma che, in realtà, trasmettono una spontaneità da musica folk, popolare.

Monsieur Blumenberg, esce Divertissement Avec Du PunkCiò che ti caratterizza è il senso dell’umorismo. Quanto è importante saper scherzare anche nel mondo musicale?
Per me è seriamente fondamentale.

Nell’album ci sono anche due brani originali, la traccia del titolo di apertura e Sex, Bugs, Rock and Roll. A cosa e perché la scelta di inserire queste due canzoni? Raccontaci un aneddoto, una curiosità di questo disco, qualcosa che non hai mai raccontato a nessuno.
La traccia di apertura è come un’introduzione all’album, mentre la seconda è un chiaro tributo a Ian Dury. Un aneddoto? L’idea della versione di Should I Stay mi venne mentre ascoltavo Cha Cha Cha D’Amour di Dean Martin: gli cantai sopra i Clash e mi accorsi che ci stavano perfettamente.

Ci terrai informati delle tue prossime progettualità, continuerai a fare musica per i tuoi fan?
Mais oui, bien sur.

Print Friendly, PDF & Email

Ti potrebbero interessare:

Camilla Dalloco
Camilla Dalloco

Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché “il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare”.

Top