Methodica: una bella storia in salsa Prog

Methodica: determinazione, passione e tanto, tanto impegno lastricano la strada verso il successo della band veronese.

Methodica

Capita a volte che le belle storie possano accadere anche in un panorama non proprio pieno di vitalità come quello italiano, in particolar modo quando si tratta di musica Progressive Metal.

Capita anche che i protagonisti di queste belle storie non siano i soliti raccomandati, magari piegati alle regole di uno show-biz che a volte poco ha a che fare con la musica, ma che siano 5 ragazzi che hanno ereditato la passione per la musica da piccoli, in famiglia o per un semplice caso fortuito.

Questa storia si chiama Methodica, e comincia nel 2009 con l’album Searching for Reflections.

Così, subito con un album?” è la domanda che faccio ai ragazzi dei Methodica, seduti davanti a una birra in un locale vicino alla loro sala prove, a Verona. “No” risponde Massimo Piubelli, voce del gruppo, “prima c’è tanta, tanta gavetta. Senza l’esperienza sudata sul palco non si arriva da nessuna parte“.

Questo la dice lunga sulla loro filosofia, e alla domanda “Riuscite a vivere della vostra musica?” scoppiano a ridere. “Al massimo andiamo in pari” risponde il tastierista Marco Baschera. “Diciamo che siamo musicisti con un secondo lavoro di giorno“.

Il loro percorso ha dell’incredibile: da gruppo locale partecipano al concorso Sonorità Emergenti. Lo vincono e qualche mese dopo si trovano proiettati sul palco del Pistoia Blues – dove torneranno anche nel 2015 – ad aprire il concerto degli Skunk Anansie. Da quel momento è una spirale di impegno e grandi occasioni di crescita. Si ritrovano a suonare con mostri sacri come gli Uriah Heep, i Dream Theater e i Queensryche, solo per citarne alcuni.

Ma in questo percorso la fortuna c’entra relativamente. Preferiscono parlare di impegno, di ragione di vita.

Mio papà suonava la batteria” mi racconta Marco Ciscato, chitarrista, “un giorno vidi un suo amico suonare la chitarra elettrica a un concerto. Capii in quel momento che nella vita volevo fare quello“.

Methodica-The-Silence-of-Wisdom
The Silence of Wisdom è il secondo album dei Methodica.

Le storie degli altri componenti del gruppo non si discostano dalla sua: ci hanno creduto, fino in fondo, e ci stanno riuscendo. Nel 2015 esce il loro secondo album, The Silence of Wisdom. Un lavoro complesso, raffinato e ricco di personalità – fattore non indifferente in un genere che sempre di più si fonda su cliché – insomma, un lavoro originale, frutto delle tante influenze che si intrecciano nei brani.

Ognuno di noi ha i suoi idoli” dice Paolo Iemmi, bassista “e tutti portiamo la nostra voce nella costruzione delle canzoni. E poi perfezioniamo, in maniera maniacale, fino a quando il risultato non ci soddisfa“.

E il risultato è così soddisfacente che – me lo rivelano in anteprima, qualche ora prima dell’annuncio ufficiale – i Methodica accompagneranno i Queensryche durante il loro tour europeo. Dodici giorni a spasso per il vecchio continente, a fianco di un gruppo che ha contribuito alla storia del Prog-metal.

La domanda non riesco a tenermela tra i denti. “E con i vostri lavori, come farete?” La risposta arriva corale. “Il lavoro si fotte. La nostra è una comunione d’intenti, una storia della Disney in salsa prog“. Dopo questa immagine, non ho più nulla da aggiungere. Finisco la birra chiacchierando del più e del meno con dei ragazzi che hanno davvero capito il significato e il coraggio di vivere un sogno, senza dimenticare per un solo istante di tenere i piedi per terra.

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Alberto Della Rossa
Alberto Della Rossa
Sono un lettore onnivoro e schizzinoso, un musicista imbarazzante e copywriter per professione, uno di quegli oscuri figuri che scrivono descrizioni insensate sulle etichette dei vini, ad esempio. Nel tempo libero poi continuo a scrivere racconti e narrativa.
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