La musica rivoluzionaria di Noel Gallagher in “Who built the moon?”

“Who built the moon?” è la domanda che ci lanciano Noel Gallagher e gli High Flying Birds con il nuovo album in uscita il prossimo 24 novembre. Un disco intriso di gioia, e per questo rivoluzionario

Noel Gallagher e gli High Flying Birds, Who built the moon
Noel Gallagher (Foto © Lawrence Watson).

Sono trascorsi due anni dall’ultimo disco di Noel Gallagher’s High Flying Birds, e l’ex Oasis ha scelto di lanciarle il nuovo lavoro con il singolo “Holy mountain”. L’album segna l’inizio della collaborazione tra Noel Gallagher e il produttore David Holmes, a cui Gallagher attribuisce un ruolo importante nella realizzazione delle nuove canzoni.

La domanda nel titolo cosa significa e che risposta ha?
C’è un libro con questo titolo. Non credo alle teorie cospirative, sono noiose. Ma comunque, questo libro dice che la luna è un oggetto estraneo al sistema solare. Forse chi l’ha scritto ha visto troppe volte “Guerre stellari” … ma è un titolo fantastico per un disco.

“Who built the moon?” contiene canzoni diverse da quelle che hai fatto in passato.
La maggior influenza su questo disco viene da David Holmes. Non voleva che le cose che scrivevo suonassero troppo simili a quelle degli Oasis. Per un anno è stato frustrante, poi ho iniziato a divertirmi.

Una definizione giusta per questo album quale sarebbe?
Cosmic pop. Ma è anche il mio disco più rock’n’roll. La gente pensa che il rock’n’roll sia giacche di pelle e wisky, per me invece è sinonimo di libertà, di essere e fare ciò che si vuole. Ed è quello che ho fatto quando ero in studio. Poi, questo disco è anche rivoluzionario.

Noel Gallagher e gli High Flying Birds, Who built the moon
Noel Gallagher (Foto © Lawrence Watson).

In che senso?
È facile prendere le notizie del tg e metterle in musica. Le news sono noiose, la politica è noiosa, oggi invece è rivoluzionario scrivere canzoni di gioia e speranza. Avevo urgenza di trasmettere questi sentimenti. Come potevo metterli in musica? L’ho fatto con “Holy mountain”, ci sono riuscito perché sono bravo.

Come vivi i tuoi panni da cinquantenne?
Non diciamolo.

Non vuoi parlarne?
Certo che ne parlo (Noel non si tira indietro di fronte a nessuna domanda, nda). Arrivato a un certo punto della vita tendi a ripeterti. Del resto non è che prendi tutto quello che hai fatto in passato e lo butti via per ricominciare da capo, però David Holmes ha scoperto uno spirito avventuroso in me, musicalmente parlando. La vita è troppo breve per non fare tutto bene. Se questo fosse il mio ultimo disco (a dire la verità li affronto tutti come fossero l’ultimo) ne sarei molto orgoglioso.

Anche tuo fratello Liam ha pubblicato un disco in questo periodo.
Del suo disco non mi importa. L’altro tizio (lo chiama così, nda) sembra molto arrabbiato per qualcosa ma nessuno sa veramente per cosa. Se lo scoprite, ditemelo.

Per vedere Noel Gallagher’s High Flying Birds ci sarà un’unica data live in Italia, l’11 aprile 2018 al Fabrique di Milano.

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré

Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i “duri” Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.

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