Matteo Markus Bok, il giovane italo-tedesco con una carriera eccezionale

14 anni, esperienze eccezionali alle spalle e sogni nel cassetto: Matteo Markus Bok si è raccontato ai microfoni di Musica361.

Intervista a Matteo Markus Bok, 14 anni italo-tedesco
Matteo Markus Bok, 14 anni italo-tedesco.

Ha solo 14 anni, ma vanta una carriera eccezionale: stiamo parlando di Matteo Markus Bok, giovane talento italo-tedesco, che si è già fatto strada nel mondo della musica, e non solo, collezionando un successo dietro l’altro. Noi di Musica361 lo abbiamo intervistato: il cantante ci ha raccontato le sue esperienze passate e i suoi sogni futuri.

Il tuo nuovo brano “Just One Lie” ha avuto subito un grandissimo successo in Germania. Te lo aspettavi? Sinceramente no, ma lo  speravo tantissimo perché quando l’ho scelto, con il mio produttore tedesco Oliver De Ville, mi ha subito coinvolto.

Sei arrivato in semifinale ad Italia’s Got Talent 2017. Com’è stata quest’esperienza?
Sicuramente interessante, anche se molto diversa da The Voice Kids in Germania. In quest’ultima c’era più coinvolgimento con gli altri concorrenti, che erano ragazzi come me, ed era più impegnativa perché era una competizione di solo canto.

Hai partecipato al talent con “È diventata primavera”, canzone molto importante per te. Com’è nata?
Questa canzone l’ho scritta a 11 anni, quando mio papà si è allontanato da noi per andare a vivere in Piemonte! L’ho scritta con mia sorella Micol e poi Rossano Eleuteri, un nostro amico produttore, ne ha reso possibile la realizzazione. Mi piace cantarla ai ragazzi che, come me, vivono la separazione dei genitori. Magari li aiuta a superare la lontananza.

Intervista a Matteo Markus Bok, 14 anni italo-tedesco
Intervista a Matteo Markus Bok.

Sei stato anche finalista di “The Voice Kids Germany 2016”. Che cosa hai imparato da quell’esperienza? Quali sono stati i pro e i contro?
È stata un’esperienza meravigliosa ed indimenticabile, anche perché ho vissuto a contatto con ragazzi che hanno la mia stessa passione e con i quali sono rimasto amico. Non vedo nessun contro, anche perché ho capito cosa avrei voluto fare nel mio futuro.

Hai avuto esperienze nei talent sia in Italia che in Germania. Quali sono le differenze tra i due paesi? Dove hai preferito lavorare e perché?
Erano talent completamente diversi. In Italia mi sono sentito più “limitato” nell’esprimermi, mentre in Germania, pur essendo più severi nell’organizzazione, lasciano più libertà di espressione. Questa possibilità di mostrare veramente me stesso in Italia mi è mancata.

Hai interpretato anche personaggi a teatro. Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
Mi porto a casa tanta disciplina, ma anche grande divertimento. Ho imparato a rispettare tempi, orari e ruoli e ho conosciuto gente bellissima di tutte le età. Amo questo mondo.

Nel 2011, invece, hai partecipato a Sanremo Junior, arrivando secondo. Ti piacerebbe prendere parte al Festival?
Amo più la musica internazionale, ma mi piacerebbe: Sanremo è Sanremo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Diventare un cantautore e musicista e vivere a Los Angeles.

Hai altri progetti per il futuro?
Tanti. Per ora parliamo di altri due singoli e di un album entro marzo 2018, oltre a tantissimi live in Germania, in televisione, in teatri e piazze importanti. Spero presto anche in Italia, perché comunque sono metà italiano.

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Camilla Dalloco
Camilla Dalloco
Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché "il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare".
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