Il ricordo di Pino Daniele a tre anni dalla scomparsa

L’omaggio all’artista partenopeo che ha profondamente segnato la storia recente della musica leggera italiana.

Pino Daniele, omaggio a 3 anni dalla sua scomparsaCantautore e chitarrista di fama internazionale, anima delicata e voce senza tempo, questo e molto altro ancora è Pino Daniele, scomparso prematuramente il 4 gennaio del 2015. A tre anni di distanza da questa grave perdita, l’Italia intera continua a ricordarlo, onorando la sua memoria con manifestazioni canore, mostre, rassegne fotografiche e qualsiasi altra tipologia di tributo ma, in fondo, il modo migliore per ricordarlo è ascoltare e far rivivere il ricco repertorio lasciatoci in eredità.

Autentici capolavori realizzati nel corso di ben quarant’anni di carriera e che hanno accompagnato intere generazioni, attraversando i decenni e segnando le carriere di numerosi artisti: da Napule è” a Je so pazzo”, passando per “I Say i’ sto ccà”, Quanno chiove”, Terra mia”, “Yes I know my way”, “Resta cu’mme, O scarrafone”, “Anna verrà”, Quando”,Che Dio ti benedica”, A me me piace ‘o blues”, Io per lei”,Se mi vuoi”, Anima”, Dubbi non ho”, Che male c’è”, Stare bene a metà”, Amore senza fine”, Neve al sole”, Cosa penserai di me”, Sara”, Pigro e Back home”. 

L’intero firmamento discografico di Pino Daniele è costellato da canzoni intramontabili, impreziosite dal trasporto di una delle voci più intense del nostro panorama musicale. Numerose le sue fasi artistiche, dagli esordi con i Napoli Centrale alla scoperta di sonorità internazionali, dalla canzone napoletana al blues, dalle atmosfere acustiche a quelle elettroniche. Un tocco passionale e sempre all’avanguardia, precursore di suoni che non si erano ancora sentiti, almeno in Italia.

Per cercare di ricordare al meglio questo grande artista, vi proponiamo di seguito alcune delle frasi più belle tratte dalle sue canzoni:

  • “Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è a voce d’ ‘e criature che saglie chiano chianu e tu saje ca nun si sulo” (da “Napule è” del 1977);
  • “Simmo lazzari felici, gente ca nun trova cchiù pace, quanno canta se dispiace è sempe pronta a se vutta’, pe’ nun perdere l’addore” (da “Lazzari felici” del 1984);
  • “Noi che abbiamo un mondo da cambiare, noi che ci emozioniamo ancora davanti al mare” (da “Anna verrà” del 1989);
  • E vivrò, si vivrò, tutto il giorno per vederti andar via, fra i ricordi e questa strana pazzia e il paradiso, forse esiste chi vuole un figlio non insiste” (da “Quando” del 1991);
  • “Prova a chiedermi una carezza, per scoprire che la paura è una certezza” (da “Se mi vuoi” del 1995);
  • “Mai nessuna mi ha mai detto sono pazza di te, mai mai nessuna è grande come te, che metti i tuoi sogni dentro ai miei e riesci ad essere sempre come sei” (da “Dubbi non ho” del 1997);
  • “Se mi guardi con gli occhi dell’amore non ci lasceremo più” (da “Amore senza fine” del 1998);
  • “Quante cose inutili abbiamo nella testa, ma il tuo sorriso resta in the middle of the night (da “Sara” del 2001);
  • “Ho bisogno di te, ho un maledetto bisogno di te, per riempire il mio cuore, per mettermi in discussione” (da “Pigro” del 2005);
  • “Se avessi avuto almeno un’occasione adesso che so capire le parole, ma il ricordo di un amore continua a viaggiare nella testa” (da “Vento di passione” del 2007).
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Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.
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