Il “Puma di Lambrate”: incontro con Fabio Treves

Musica361 intervista Fabio Treves che ha aperto i concerti italiani dei Deep Purple e di Bruce Springsteen. Ma “Il Puma di Lambrate“, oltre che un eccellente esponente del blues, è soprattutto una persona disponibile e piena di entusiasmo.

Il “Puma di Lambrate”: incontro con Fabio TrevesL’italiano che ha stregato tantissimi artisti internazionali è stato indubbiamente lui: Fabio Treves. Il “Puma di Lambrate”, a suon di blues, si è tolto la soddisfazione di aprire i concerti di musicisti come Deep Purple e Bruce Springsteen. Due occasioni che hanno fatto scoprire al pubblico del rock l’immensa classe di un musicista senza tempo che continua a conquistare il mondo con un cuore grande e una passione immensa per la musica.

Ciao Fabio, comincio chiedendoti del nuovo album dei Rolling Stones: cosa ne pensi di questo lavoro blues?
Sarò sincero… sono emozionato come un bambino il giorno di Natale! Avevo saputo qualcosa in anteprima da Chuck Leavell, c’eravamo sentiti per parlare di Cuba e del concerto degli Stones, ma anche del Boss qui in Italia. È bellissimo che una band dopo oltre 50 anni di carriera faccia un album con la musica delle sue origini…È un esempio per tutti quelli che fanno musica!

Magari dopo aver aperto il concerto del Boss e dei Deep Purple… potrebbe essere il momento degli Stones
Mi sono posto questo quesito… per me sarebbe come fare il Passo dello Stelvio in bicicletta e ne ho anche parlato con Chuck…Sai lui durante le prove del concerto degli Stones a San Siro aveva la maglia della Treves Blues Band ed è sempre stato un amico. L’unico problema è che non ho un rapporto con l’agenzia che porta i Rolling Stones, però mai dire mai…

Fabio Treves: il grande artista che ha diffuso il Blues in Italia
Fabio Treves

E il Boss? Che persona è?
È stato come trovare un amico con cui sei stato in pizzeria la sera prima. È veramente una persona incredibile e si è saputo circondare di persone che hanno i suoi stessi valori. Lo staff ci ha messo a disposizione tecnici e ci ha trattato da superstar internazionali… è stato tutto meraviglioso!

Ma dopo tutte queste esperienze live non viene voglia di fare un nuovo disco?
Sì viene, ma è qualcosa che dura molto poco. Sai, per me qualcosa di nuovo è stato portare il blues nei teatri e suonare coinvolgendo sempre più persone. In tutta onestà non sento la necessità di un disco nuovo, ma mai mettere un limite alla provvidenza.

Parliamo un po’ dei talent, se offrissero un posto in giuria a Fabio Treves….lui cosa risponderebbe?
Direi di no subito. Il talent è uno strumento che ti permette di guadagnare parecchi soldi e una indubbia visibilità, tuttavia il principio di base che si nasconde dietro queste competizioni è sbagliato. Non deve passare il pensiero che vali solo se vinci o se fai una cover meglio di un altro…tu vali se riesci a fare la tua musica e a dimostrare chi sei. Poi più in generale mi sembra che questi Talent siano una rovina anche per quelli che li vincono, le case discografiche ti sfruttano perché sei un personaggio, ma quando questo finisce c’è il rischio che nessuno si ricordi più di te. Potrei accettare se ci fosse una competizione dove le band suonano dal vivo pezzi propri, ma così proprio no.

Un saluto ai tuoi fan?
Certamente….un saluto a voi sperando che si trasformi presto in un arrivederci.

Articolo di  Alessandro Gazzera

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