Mancino, il disco d’esordio di Francesco Rainero

Dieci canzoni eleganti e poetiche che esprimono l’amore per la vita: ecco Mancino, il primo album del cantautore ventiduenne fiorentino Francesco Rainero.

Francesco Rainero, chi è il cantautore toscano
Francesco Rainero.

Nel panorama della musica italiana arriva una voce nuova. Stiamo parlando di Francesco Rainero, un giovane cantautore fiorentino di 22 anni che il 5 maggio ha pubblicato il suo primo album, dal titolo Mancino. Si tratta di un disco fresco, ma allo stesso tempo maturo, nel quale l’autore mostra tutto l’amore che prova per la musica e, in generale, per la vita. Le canzoni che formano l’album sono dieci e presentano uno stile elegante e poetico, che non si preoccupa di stare al passo con le esigenze e con le richieste musicali del momento, ma racchiudono tutte le esperienze artistiche che Rainero ha svolto negli ultimi anni, sia come autore che come interprete.

Francesco, infatti, dopo aver frequentato il Liceo Classico Galileo, ha deciso iscriversi alla facoltà di Lettere Antiche presso l’Università degli Studi di Firenze e di iniziare, parallelamente, un percorso musicale: infatti, ha già diverse esperienze alle spalle nel mondo della musica, che lo hanno formato e gli hanno permesso di arrivare fino alla pubblicazione del suo primo album. Ha studiato all’Accademia Musicale di Firenze, ha preso parte alla Compagnia delle Formiche, per la quale è stato attore di musical per famiglie nei teatri di tutta Italia, e da diverso tempo conosce Bungaro, che è suo insegnante sia per quanto riguarda la scrittura dei testi, sia per la vocalità.
Il giovane cantautore è conosciuto anche per aver partecipato e vinto l’iniziativa promossa da Tim Music, Live a Casa tua, con Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè. Rainero è riuscito ad aggiudicarsi il primo posto e a realizzare insieme ai tre artisti un live esclusivo a casa sua, grazie ad un messaggio nel quale cantava una canzone tutta in rima. Francesco è stato anche l’unico solista selezionato per il Liga Rock Park: infatti, ha aperto il concerto di Luciano Ligabue, tenutosi al parco di Monza il 24 settembre dello scorso anno. Oltre ad aver avuto la possibilità di esibirsi davanti al pubblico del cantautore emiliano, il giovane artista ha vinto un premio, assegnato dalla SIAE, di 5.000 euro, da usare per tutte le attività legate alla carriera musicale. Infine, Francesco si è esibito al Bluetrusco, la scorsa estate, aprendo il concerto di Grazia Di Michele.

Con l’album Mancino, Francesco Rainero vuole unire tutte queste esperienze e presentarsi al pubblico italiano. Il vero e proprio esordio è già avvenuto sabato 6 maggio, alle ore 21, al Teatro di Rifredi di Firenze, quando il cantautore fiorentino, cantando e suonando la chitarra acustica, ha presentato il suo album insieme ad altri colleghi. Ad accompagnarlo c’erano Michele Vitulli con il Chapman Stick, Jacopo Ciani con il violino, il mandolino elettrico e le tastiere, e Francesco Cherubini con le percussioni, mentre i Last hanno aperto l’evento musicale con un set acustico.

Durante la serata si è data molta importanza ai brani significativi del cantautore. In primis, Nani e giganti, la canzone che, per la Notte Nazionale del Liceo Classico, è stata trasmessa in circa 400 licei italiani.
Poi, le canzoni È volato via luglio e Come un albero. La prima è, in Mancino, un duetto dell’artista insieme all’ex insegnante di canto di Amici Grazia di Michele, della quale è andato online il backstage video in contemporanea all’uscita del disco. La seconda, invece, è piaciuta all’attrice Antonella Questa, tanto che ha deciso di inserirla nel suo spettacolo dal titolo “Un sacchetto d’amore”.

Mancino, il disco d'esordio di Francesco Rainero
Mancino, il disco d’esordio di Francesco Rainero
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Camilla Dalloco
Camilla Dalloco
Laureata in Lettere all'Università degli Studi di Milano, scrivo per passione e leggo per diletto, fin da piccola. Curiosa, eterna sognatrice ed amante dei viaggi: vorrei fare della mia più grande passione un vero e proprio lavoro perché "il mestiere del giornalista è difficile, carico di responsabilità, con orari lunghi, anche notturni e festivi, ma è sempre meglio che lavorare".
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