Fabri Fibra, un disco da Fenomeno

Fenomeno di Fabri Fibra, il nuovo disco che ha tutte le carte in regola per essere considerato una pietra miliare.

Fenomeno di Fabri Fibra, la recensione
Fenomeno, il nuovo disco di Fabri Fibra.

Nel mondo della discografia, uscire con un disco equivale metaforicamente a partorire un figlio. Ogni nuova creazione va a modificare il genere, sposta l’ago della bilancia verso le nuove tendenze. Fabri Fibra non solo è un nome importante dell’hip hop italiano, è colui che ha permesso a questo genere di essere così seguito nel nostro paese. Per questo, il successo di questo album, lo si può trovare nelle tracce e nella storia di Fibra.

Quando nel 2006 il singolo “Applausi per Fibra” iniziò a spopolare, il rap non aveva certamente l’eco che può avere oggi. L’hip hop era relegato all’underground e ciò che il pubblico mainstream poteva aver sentito maggiormente in Italia erano gli Articolo 31 o i Sangue Misto. Tutto il resto, anche se esistente, non era conosciuto da tutti, non passava in radio, non passava su Mtv. Le punte di diamante del genere erano gli idoli americani di quel periodo, per lo più Eminem, 50 Cent, Snoop Dogg, Dr. Dre e molti altri. Ma nel 2006, come accennato, arriva Fabri Fibra e sbanca tutto. Lo si poteva tranquillamente capire accendendo la televisione, sentendo i ragazzini pronunciare la frase: “Mangiavo lucertole aperte da ragazzino”. Testi crudi, diretti, metafore non comuni alla scena italiana, così “illusa” dall’amore e dagli argomenti affini. Questo ha aperto la strada a quello che poi è diventato il mainstream dell’hip hop, con i Club Dogo, Marracash, ma questa è un’altra storia.

Così nel 2006 inizia il percorso di Fibra, che nel corso degli album ha spesso inserito tematiche ricorrenti come un leitmotiv da seguire. Sicuramente si è potuto leggere un malessere di fondo nei confronti di diversi fattori: la famiglia, la società, la politica, la televisione, l’informazione e il rap game. È proprio questo percorso, che culmina con Fenomeno, ad essere sempre più definito grazie ad un nuovo tassello aggiunto al puzzle,  il quale continua a comporre il messaggio da inviare che sta costruendo il rapper nel corso degli anni.

I quaranta anni all’anagrafe si sentono nella maturità delle scelte stilistiche, nel rap da Fibra sulle basi trap dell’avanguardia, trattando argomenti paralleli alla propria età senza voler sembrare un ragazzino. L’intelligenza si trova anche nel featuring con i Thegiornalisti, Pamplona, molto probabilmente prossimo singolo estivo, un’unione tra il futuro delle classifiche italiane e chi ne ha sempre fatto parte.

Questo disco diventa fondamentale considerando il momento storico che sta vivendo l’hip hop italiano, dove la nuova scuola trap si sente pronta a fare le scarpe ai vecchi idoli senza guardarsi indietro. Avendo in mente questa immagine, mentre si ascolta il disco sembra che Fibra, tra le righe, stia spiegando che chi è un fenomeno trapassa le generazioni, annullando il concetto di vecchia scuola e nuova scuola.

Si è parlato di un percorso scritto negli album, di un malessere di fondo dell’artista, di un messaggio da mandare. Si capisce che Fenomeno sia un disco che merita lo stesso appellativo del suo nome arrivati all’ultima traccia, Ringrazio, dedicata ai problemi relazionali che Fibra ha con sua madre. È un pugno allo stomaco. In un attimo tutte le pedine sembrano al proprio posto, tutto diventa così improvvisamente chiaro. Allora si capisce da dove provenga tanta rabbia, l’apertura a capire perché ci sono determinati meccanismi sociali che dal micro della famiglia sfociano nel macro della società, nella disinformazione, nella mala-politica. Fibra è un quarantenne che ha avuto il coraggio di guardarsi allo specchio ed esternare il dolore di aver avuto delle problematiche familiari così difficili, l’ha inciso, l’ha detto a tutti, ha sfidato i suoi mostri. Fibra si conferma un rapper con i contenuti, che ha qualcosa da dire, che avrà sempre qualcosa da dire. Un fenomeno.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu

Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all’interno dei suoi articoli.

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