Fabrizio Moro ritorna alle origini

Il cantante romano ha rilanciato il 10 Giugno, in versione rimasterizzata, il disco omonimo Fabrizio Moro.

Fabrizio-Moro
Fabrizio Moro

Come la prima volta. In questo modo Fabrizio Moro ha deciso di ripercorrere il suo percorso dall’inizio. Una scelta apprezzabile quella di rimasterizzare il suo primo album, segno che, a volte, è proprio agli inizi che si compone qualcosa di raro, quando ancora la mancanza di popolarità non permette ad un disco l’attenzione che merita, relegandolo successivamente in cantina.

Che Fabrizio fosse un artista a tutto tondo lo si è sempre capito ascoltando i testi delle sue canzoni, ma analizzando la sua storia appare limpido quanto abbia avuto da subito una visione descrittiva e poetica della vita.

Fabrizio Moro ritorna alle origini Studia in adolescenza all’Istituto per la cinematografia e la televisione “Roberto Rossellini” di Roma, sintomo che il sangue della creatività scorreva già nelle sue vene. In parallelo si avvicina alla musica, impara a suonare la chitarra, poi approda al pianoforte e al basso da autodidatta, e inizia a scrivere i suoi primi pezzi, le prime parole su un foglio di carta che lo porterà, più tardi, a calcare palchi importanti della musica italiana. Il clima della borgata non lo frena, la visione del cantautore, un dono di Dio, gli permette di cogliere le sfumature della realtà che ha attorno per poterle raccontare a modo suo, descrivendo le sfaccettature e i punti di vista della sua realtà personale. Sono queste le esperienze che gli hanno fatto scrivere Fabrizio Moro, il suo primo lavoro. Il primo disco è un tassello che può essere ritenuto fondamentale per qualsiasi artista, ma per lui, in particolare, è un passo in più verso il 2007, anno in cui si presenta al Festival di Sanremo con un nuovo brano, Pensa, dedicato alle vittime della mafia, che gli farà vincere la categoria Giovani e il Premio della critica “Mia Martini”.

È Pensa che dona un tono a questo ragazzo romano, facendolo diventare il poeta che racconta la disgrazia, un’icona della lotta, ma anche del sentimento e della passione, uno scrittore che descrive un panorama d’immagini mentali, come quando, da più piccolo, osservava con una penna le particolarità del suo quartiere.

Gli anni lo hanno fatto diventare un cantautore riconosciuto da tutta la musica italiana ed ora che finalmente i suoi testi hanno un valore, anche quelle canzoni, lasciate in cantina, possono riprendere vita, facendo sì che si possa tornare nuovamente ad assaporarne il gusto, come la prima volta.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu
Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all'interno dei suoi articoli.
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