Tutte le anime di Fabrizio De Andrè in “Tu che m’ascolti insegnami”

Arriva dal 24 novembre la raccolta che comprende 78 successi rimasterizzati del cantautore genovese, un cofanetto che omaggia l’artista a quasi diciannove anni dalla sua scomparsa 

Fabrizio De Andrè rivive in Tu che m’ascolti insegnami
Fabrizio De Andrè rivive in “Tu che m’ascolti insegnami”.

Un’antologia che include le migliori canzoni del repertorio di Fabrizio De Andrè, punta di diamante del cantautorato italiano, è il pretesto per ricordare uno dei più celebri poeti musicali contemporanei. Tutti i brani più importanti del suo percorso artistico suddivisi per tematiche in quattro concept album, intitolati: “Femmine un giorno e poi madri per sempre (L’amore e l’universo femminile)”, Il polline di Dio, di Dio il sorriso (La spiritualità, il sogno)”, “Dev’esserci un modo di vivere senza dolore (Guerra e pace, potere giustizia e libertà)” e “Sotto il vento e le vele (L’infanzia, la vita e oltre)”.

“Tu che m’ascolti insegnami” non tradisce la natura delle versioni originali, ma valorizza il suono degli strumenti e la voce dell’artista, che ha fatto dell’interpretazione e della cura delle parole il suo marchio di fabbrica. Una playlist scelta dalla sua amata consorte, da anni impegnata nella tutela e nella divulgazione di questo importante patrimonio artistico, fonte inesauribile di emozioni e riflessioni. «Trovo doveroso conservare e restituire al futuro un repertorio come questo – racconta un’emozionata Dori Ghezzi senza tradire le opere originali, ma valorizzandole grazie all’ausilio della tecnologia. Un disco che insegna alle nuove generazioni il valore dell’ascolto, attraverso quasi un terzo della produzione di Fabrizio».

 Canzoni che attraversano quattro decenni, dagli anni ’60 agli anni ’90, e spaziano da “Bocca di Rosa” a “La canzone di Marinella”, passando per “Khorakhané”, “La guerra di Piero”, “Amore che vieni amore che vai”, “Ho visto Nina volare”, “Canzone dell’amore perduto”, “Amico fragile”, “Via del campo”, “Crêuza de mä”, “Hotel Supramonte”, “Fiume Sand Creek”, “Khorakhané”, “Dolcenera”, “Un giudice” e Don Raffaé.

«De Andrè è il padre della canzone italiana – racconta Morgan negli anni ha affrontato tanti temi, da buon cantautore impegnato e impegnativo, ascoltare le sue canzoni non è facile e non è per tutti, questo lo rende immortale. Fabrizio non interpretava le storie ma le raccontava viste da fuori, per questa ragione è ancora oggi inimitabile».

Fabrizio De Andrè rivive in Tu che m’ascolti insegnami
Fabrizio De Andrè rivive in “Tu che m’ascolti insegnami”.

 Questa raccolta è soltanto l’inizio di una lunga serie di iniziative oltre a ricordare l’estro di uno dei cantautori più amati, il prossimo febbraio verrà trasmessa sulle reti Rai la pellicola “Il principe libero”, prodotta da Bibi Film, che racconterà al pubblico la vita dell’artista, interpretato dal talentuoso Luca Marinelli che, nonostante la giovane età, può già vantare un David di Donatello nel suo palmares. Inoltre, per il popolo del web è stato realizzato un nuovo videoclip de “Il pescatore”, diretto dal regista Stefano Salvati, l’ennesimo omaggio alla memoria di Faber, un’artista che merita di essere frequentato, studiato e raccontato.

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Nico Donvito
Nico Donvito

Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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