Enrico Nigiotti ritorna con la semplicità de Il ritmo dell’amore

Il cantautore livornese, con il suo nuovo singolo, si candida tra i tormentoni italiani della prossima estate.

Enrico-Nigiotti-Il-ritmo-dell-amoreÈ passato un anno e qualche mese da quando Enrico Nigiotti è arrivato terzo al Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte, una posizione che storicamente porta bene agli artisti in gara. Infatti, appena sceso dal palco dell’Ariston, ha aperto sia i concerti dello scorso tour di Gianna Nannini, sia i Simply Red in Italia.

Ci sentiamo per telefono. Enrico, il Niggio, è carico di energia come suo solito, mi racconta di essere felice per l’uscita del suo nuovo pezzo e di averlo già sentito su Radio Italia.

Il ritmo dell’amore è una canzone fresca, semplice e molto trasparente, ci stai invitando a vivere le relazioni con semplicità?
Secondo me le relazioni sono incontri che lasciano un affetto, una crescita, una stima, al di là del sentimento che si prova e della voglia di stare insieme. Il ritmo dell’amore parla di un ragazzo che decide di chiudersi in una stanza insieme ad una persona a cui vuol bene, che può essere una fidanzata o una ragazza conosciuta una sera. L’intento è quello di scoprirsi a vicenda, godendosi il momento. In un periodo storico in cui la gente preferisce uscire a farsi i selfie al mare oppure lascia freddare una zuppa al ristorante per fotografarla, è molto meglio stare chiusi in una stanza e viversi reciprocamente.

Il tuo nuovo singolo anticipa l’uscita del nuovo album, che anticipazioni puoi darci?
Per adesso abbiamo registrato alcuni pezzi che saranno dei singoli all’interno dell’album, Il ritmo dell’amore e altre due canzoni. Vediamo cosa viene fuori da altre registrazioni, ho molto materiale e dobbiamo ancora scegliere cosa incidere. Ovviamente il disco sarà composto da brani che parlano totalmente di me, come è stato Qualcosa da decidere (il suo disco precedente, nda). L’album che uscirà lo trovo più maturo, perché giorno dopo giorno ognuno di noi migliora e cambia la propria prospettiva.

Quanto sei cambiato come artista dal Festival di Sanremo ad oggi, soprattutto dopo le tue esperienze nazionali e “internazionali” da support act?
Sono più cosciente di ciò che faccio e soprattutto di cosa mi sta intorno. Quando entri nello show business capisci che la musica non è più soltanto uno sfogo in cameretta, ma diventa un lavoro, allora inizi ad ascoltare altri artisti dai quali pensi di poter imparare qualcosa, anche solo per affinare la tecnica o per ricercare nuove sonorità.

Ad esempio chi hai ascoltato?
A me piace molto Zibba, sia come cantante che come autore, avevo già iniziato ad ascoltarlo e nell’ultimo periodo ho avuto occasione di approfondire il suo repertorio. Poi un altro che ha fatto un bel boom è stato Calcutta e anche lui l’ho ascoltato molto. Un cantante che seguo da sempre è Vasco Rossi, sono cresciuto con lui. Infine, cerco sempre di ricondurre il tutto al vecchio blues, ai chitarristi, essendo un musicista mi diletto spesso in quello.

Una piccola curiosità, nel video de Il ritmo dell’amore hai un adesivo tratto dal nuovo album di Jake La Furia sulla tua chitarra, sei un suo fan o ce l’hanno appiccicato per sbaglio?
(ride) Ora ti spiego, è andata così. Premetto che i Club Dogo li conoscevo prima che avessero successo, quando iniziavano ad emergere nell’hinterland milanese. Ovviamente è un genere diverso dal mio, anche se quando ero piccolo ascoltavo i dischi di Fabri Fibra, quelli del primo-Fibra, tipo Turbe Giovanili. Per me è il numero uno. Anche Jake La Furia è un grandissimo rapper, lo stimo e penso sia molto simpatico. Il giorno prima di registrare il video de Il ritmo dell’amore sono andato in Universal e c’erano i suoi adesivi, avevano dei colori perfetti per la mia chitarra e così ne ho appiccicato uno.

Allora ci aspettiamo che Jake La Furia metta un adesivo di Enrico Nigiotti in un suo video, così siete pari.
(ride) Perchè no, non sarebbe male. Spero che gli piaccia il video e che nel caso lo condivida.

Ti capiterà di suonare in giro quest’estate? Quando ti troviamo in concerto?
Non lo so ancora, per ora c’è la promozione del singolo che è uscito da pochissimo. Non ti nascondo niente, è che sono proprio all’oscuro di tutto. Inoltre, uscirà il film di Paolo Virzì il 17 Maggio, La Pazza Gioia, in cui lui mi ha fatto recitare una piccola parte ed ha inserito due pezzi del mio vecchio album, Gli ultimi sopravvissuti e Nel mio silenzio. Lo ringrazio molto. Appena avrò nuove notizie sulle date dei concerti ve le farò sapere.

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Andrea De Sotgiu
Andrea De Sotgiu

Laureato in Comunicazione, appassionato di musica e di tecnologia. Se qualcosa nasconde una dietrologia non si darà pace finché non avrà colmato la sua sete di curiosità, che sfogherà puntualmente all’interno dei suoi articoli.

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