“Cercami adesso”: nell’universo di Francesco Guasti

Dopo il terzo posto nella categoria Nuove Proposte all’ultimo Festival di Sanremo e la pubblicazione del disco Universo, il cantautore toscano ha pubblicato per l’estate una ballad dalle sonorità morbide in cui spiccano i tipici colori della sua voce emozionante e avvolgente.  La stessa con la quale si è raccontato a Musica361.

Francesco Guasti, Cercami adesso
Francesco Guasti © Mario Silvestrone

Universo è il brano con cui si è aggiudicato quest’anno il terzo posto a Sanremo e il titolo dell’omonimo album dal quale è stato recentemente estratto anche il singolo Cercami adesso. Musica361 ha preso in parola il titolo di questo brano, lo ha cercato e trovato proprio “adesso”: Francesco Guasti ci ha parlato dei suoi impegni e dei suoi progetti, del contributo di Piero Pelù e del suo modo di intendere la musica, dell’esperienza sanremese, animato dalla sana voglia di continuare a inseguire il suo sogno e, fedele al testo della sua canzone, di prendersi il futuro.

Quando e come la folgorazione per la musica?
Mia sorella Chiara, più grande di me, aveva una band e i miei genitori mi portavano spesso a vederla cantare: è stato naturale innamorarsi del mondo del palcoscenico. Lo strumento che per primo mi ha affascinato a 6 anni è stata la batteria, poi, grazie anche all’incoraggiamento della mia maestra elementare che mi faceva sempre cantare la parte solista nelle esibizioni di fine anno perché adorava il mio timbro graffiante, mi sono appassionato al canto. Da adolescente entrai a far parte di una band di tre elementi con la quale facevo cover rock, suonando la batteria e canticchiando: col tempo ho abbandonato lo strumento batteria e mi sono dedicato unicamente allo strumento voce.

2013, anno importante per te con la partecipazione a The voice of Italy nel team di Piero Pelù e la pubblicazione di Un solo giorno in più. Quando hai partecipato a questo talent, dopo la gavetta, hai sentito che qualcosa stesse cambiando?
Suonavo già da tempo nei locali e nei club quando è arrivata l’occasione del talent. E per caso: una sera mentre mi esibivo con la mia band mi ha avvicinato una persona dicendomi che stavano cercando nuovi talenti per questo talent della Rai. Quel responsabile mi disse che avevo un timbro molto interessante e mi incoraggiò a tentare il provino che poi andò bene. Il talent ha rappresentato un’esperienza importante, anche se mi ha fatto conoscere un tipo di approccio francamente un po’ distante dall’idea che ho della musica. In ogni caso The voice ha avuto il pregio di farmi conoscere un artista che sulla musica la pensa un po’ come me, Piero Pelù: anche lui ha fatto tanta gavetta dal vivo con i Litfiba costruendo una carriera sulla musica live, non solo cantata su base.

Francesco Guasti, Cercami adesso
Piero Pelù e Francesco Guasti

Infatti nel 2015 vede la luce, oltre al singolo Piovono rose, anche l’EP Parallele, proprio con la produzione di Pelù. Quanto ha inciso o contribuito la collaborazione con questo artista nella formazione del tuo stile?
Lavorare con Piero è stato importante, da un artista che ha “vissuto” così tanto c’è solo da imparare. Sicuramente nel disco Parallele ci sono molte sonorità vicine al mondo di Pelù: è chiaro che quando si ha a disposizione un’esperienza come la sua bisogna anche un po’ affidarsi al suo intuito e alla sua visione. Parallele è un prodotto a metà tra Francesco e Piero: un disco di cui rimango soddisfatto anche se in Universo, quello uscito dopo Sanremo, si sente più la mia impronta, avendo avuto in questo caso più spazio per poter esprimere la mia personalità musicale.

Come definiresti oggi la tua musica?
Non ho mai pensato a definire la mia musica, soprattutto perché sono del parere che la musica non abbia etichette: scopo universale della musica, sia rock, pop, jazz, blues o heavy metal, è far star bene chi la ascolta. Non mi piacciono troppe definizioni: quando una cosa è bella, è bella. Personalmente mi sono formato con ascolti di cantautori come De Gregori, Guccini o Finardi che mio padre, estimatore, fin da piccolo mi faceva ascoltare: ho cercato di accompagnare ad una musicalità che inevitabilmente strizzi l’occhio al mercato, dei testi che possano andare oltre una certa superficialità. D’altra parte devo ammettere pur con un pizzico di dispiacere che oggi come oggi, soprattutto per un giovane emergente, sia inevitabile dover considerare anche il mercato per non essere escluso dal cosiddetto circuito mainstream.

Prima nel 2014 sei tra i finalisti con Scintilla dopo scintilla e quest’anno, con Universo, terzo classificato a Sanremo Giovani. L’esperienza sanremese prima e dopo: cosa resta indelebile della prima volta e come hai vissuto l’ultima edizione?

Sono quattro anni che arrivo in finale, l’anno scorso in particolare ero tra i 12 finalisti…Arrivare a un passo dal traguardo e non superarlo è sempre dura: ogni anno, dalla mia prima edizione in poi, ha rappresentato la tappa di una maturazione che ogni volta mi ha dato lo stimolo a rimettermi in gioco, inseguendo ossessivamente un obiettivo con tutte le mie energie. Per questo ti confesso che quest’anno mi dispiace non potermi iscrivere: mi mancherà questo appuntamento. Però sono contento di essere arrivato su quel palco che sognavo fin da piccolo: considero ogni momento vissuto a Sanremo come una preziosa fiche da inserire nel mio bagaglio di vita.

Francesco Guasti, Cercami adesso
Francesco Guasti © Mario Silvestrone

Hai qualche scaramanzia solitamente prima di salire sul palco?
Non sono molto scaramantico, penso che si aiuti molto la buona sorte facendo bene il proprio mestiere. Proprio adesso sto lavorando in studio con la mia band, riprovando la scaletta per le date previste tra agosto e settembre: è sempre fondamentale preparare tutto come si deve. Sono abbastanza tranquillo perché quando salgo sul palco so che posso sempre contare sul mio staff e i miei musicisti.

Dunque sei fedele al testo della tua canzone: “Il futuro è di chi se lo prende”.
Il futuro è di chi è capace di reinventarsi ogni volta. Spero di non sentire mai il mio pubblico dire “immaginavo che Guasti facesse una cosa del genere”: è sempre importante non fermarsi mai solo a quello che piace ma avere sempre voglia di sperimentare, fondamentale per crescere umanamente oltreché professionalmente.

Allora stai preparando qualcosa di nuovo?
Sto già lavorando a canzoni nuove e in particolare ad un nuovo progetto che vedrà la luce a settembre. Sarà un brano in cui sarò accompagnato da…(pensa) No, non posso dire ancora nulla! Presto saprete qualcosa di questa nuova collaborazione, anzi di questo featuring: non vedo l’ora anche di annunciarlo sui social! Sicuramente si tratta di qualcosa che esula da Universo, diverso da quello che è stato finora Francesco Guasti. Tutto è nato per caso, insieme a Marco il mio chitarrista: ne è uscita una cosa ganza, come si dice in Toscana! (sorride)

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Francesco Guasti, Sanremo 2017

In realtà la tua voglia di sperimentare l’hai già dimostrata quest’anno a Sanremo, scegliendo di presentare un brano come Universo, non solo per il testo ma anche per la sua struttura atipica per il festival.
È un pezzo nato dalla sconfitta dell’anno scorso, a un passo dalla vittoria. Quando, subito dopo, avevo dichiarato di volermi riscrivere a Sanremo in tanti mi dissero che ero un folle. E io scrissi: “Siamo fatti per essere folli ma anche per restare folli”: e la mia folle testardaggine poi mi ha premiato. Universo è stata la canzone perfetta per me e per quel palco: mentre la scrivevo però ho pensato più che altro di dare il giusto spazio alle parole, per questo poi ne ha risentito la struttura, non proprio classica. Onestamente è stata proprio quella che lì per lì non mi ha fatto dormire sonni tranquilli…Non ero convinto di quel ritornello che arriva tardi e di quel crescendo molto particolare: non ero convinto che un pezzo del genere avesse un impatto immediato in Italia. Invece poi è stata premiata dal pubblico, toccando evidentemente anche le persone che mi hanno visto da casa.

Restando alle emozioni parliamo di Cercami adesso, ultimo brano estratto da Universo e ispirato alla legge di Dirac, come hai dichiarato. Come è nata l’ispirazione di questa ballad?
Tutti in estate propongo pezzi “up”: io, pur esprimendo quello che avevo da dire riguardo l’estate, sono andato un po’ in controtendenza pubblicando una ballad moderna dal sound internazionale, nata dal desiderio intimo di capire chi siamo. Anche io, come tanti, mi sono ispirato ad un amore estivo, che, come ogni storia, lascia sempre qualcosa, testimoniando la veridicità della teoria di Dirac: quando due persone si incontrano, interagiscono e si crea un forte legame tra di loro, anche se poi costrette ad allontanarsi, verranno sempre influenzate a vicenda. La formula di Dirac è la legge dell’amore universale: quello che ti dà una persona ti rimane dentro, ti fa crescere e maturare contribuendo a formare la tua identità. Cercami adesso è il racconto di un lui ed una lei che dopo una intensa storia si lasciano ma l’Universo li terrà uniti per sempre.

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Copertina del singolo “Cercami adesso”, estratto dall’album “Universo” (2017)

Cercami adesso è candidato, insieme ad altri, a diventare uno dei pezzi di questa estate, che magari segnerà la storia di molte coppie?
Me l’auguro! (sorride) Il mainstream propone brani molto diversi dal mio, in particolare molto spagnoleggianti. Però l’Italia, come dice Alessio Bernabei, Non è il Sud America! E io appunto sono rimasto più fedele ad una certa musicalità italiana, che spero possano apprezzare tanti altri.

Una canzone dell’estate invece rimasta nella memoria di Francesco Guasti?
Non ricordo se fosse una canzone uscita proprio in estate ma Come mai degli 883, che da ragazzino ascoltavo in una cassetta nel walkman, è una di quelle canzoni che mi rievoca i periodi estivi davanti al mare di Castiglioncello, in compagnia di una ragazza…Anche questa una canzone che mi fa ricordare l’estate ma in una luce malinconica. D’altra parte l’estate è anche questo: un periodo che aspettiamo tanto per le vacanze e la spensieratezza, verso il quale abbiamo grandi aspettative ma che poi dura poco. E nei mesi successivi, quasi paradossalmente, ti lascia una dolceamara malinconia nel cuore.

Francesco Guasti e il suo Universo Tour

Partito da Firenze lo scorso 12 Maggio L’ Universo tour di Francesco Guasti, accompagnato da Marco Carnesecchi (chitarra), Mauro Lallo (basso), Claudio Chiacchio (tastiere) e Richard Cocciarelli (batteria), proseguirà stasera in Piazza Vittorio Emanuele a Nicolosi (CT). Prossime date: il 5 agosto a Piraino (ME), il 6 agosto a Sesto Campano (IS); il 9 agosto ospite al premio “Meraviglioso Modugno” di Polignano a Mare (BA) e il 20 Agosto Piazza Gavignano (RM).

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

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