“Bluescore Studio”: nel mondo della produzione musicale

La musica si è evoluta nel corso degli ultimi decenni e con essa le sue potenzialità nell’ambito della produzione musicale. Musica361 vi porta all’interno di uno degli studi di produzione musicale più importanti di Milano, oggi scelto come sede delle prove di un notissimo talent

Bluescore Studio Milano, studio di produzione musicale
Sala di regia dello studio “Bluescore” (Foto © Rita Cigolini).

«A fine anni ‘90 eravamo in tre soci ad occuparci di composizione e produzione musicale, avevamo una piccola regia dove lavoravamo nei dintorni di via Mecenate a Milano. Sebbene la nostra attività fosse fondamentalmente legata alla parte produttiva e compositiva spesso però capitava che ci dovessimo appoggiare a studi esterni, soluzione costosa: per questo eravamo alla ricerca di un nostro studio che potesse essere da supporto alla nostra attività». Inizia così il racconto Marco Leo, uno degli storici soci di Blue Score Entertainment, studio di produzione musicale fondato insieme a Sergio Rigamonti e Lorenzo Colombo. «Abbiamo trovato questo spazio abbandonato nel 2005 in via Sannio e qui ha avuto sede lo studio. Nel 2009 poi, quando il nostro socio Lorenzo si è trasferito in Australia ed è subentrato Guglielmo, abbiamo sviluppato la parte di speakeraggio, il vocal boot e la regia B».

La Blue Score Entertainment oggi si dedica strettamente alla produzione musicale per filmati e applicazioni ma «abbiamo cominciato occupandoci di musica dal vivo nell’ambito della musica pop-rock, interessandoci originariamente anche a dischi e colonne sonore. Tutto quello in cui siamo stati coinvolti successivamente è derivato dalla nostra attività di musicisti. Sergio ha sempre fatto lavoro di studio, io sono stato un po’ turnista e un po’ compositore e arrangiatore» spiega Marco.

Tra le varie commissioni a poco a poco arriva anche l’esperienza televisiva, realizzando le musiche per uno sceneggiato Rai con Kabir Bedi e per una sit-com con Enrico Beruschi ma «abbiamo collaborato anche con McDonald alla realizzazione di una app, The Icon Club». Negli anni 2000 la Blue Score è arrivata a toccare il settore pubblicitario istituzionale: «Le potenzialità di applicazione della musica si stavano sviluppando tantissimo dal punto di vista della fruibilità e dell’operatività con l’avvento di internet, della mobile generation e di quella sfera di comunicazione legata a nuove piccole realtà. In qualità di compositore ho cominciato a lavorare anche su commissione per realizzare video pubblicitari per ditte alimentari o commerciali».

Entriamo nel merito facendoci spiegare da Marco la peculiarità della sua professione: «Un ruolo creativo legato alla composizione e all’arrangiamento: fondamentalmente creo un’idea musicale su indicazioni specifiche relativamente al genere musicale e ai sentimenti da suscitare con un testo. É un concetto di sound design in senso lato – anche se propriamente il sound design riguarda la parte rumoristica. Basandomi su precise indicazioni e clichè armonici scrivo un brano nel quale devono rientrare precise aree semantiche musicali. Ogni volta che si lavora su un preciso sound design è necessaria un’analisi accurata di quegli elementi che connotano un vero “modo di vivere” legato alla musica, al fine di trasmettere precise emozioni, o almeno in ambito pubblicitario spesso c’è una ricerca in questo senso».

La Blue Score ha visto negli anni non solo produzioni musicali di area commerciale o pubblicitaria ma anche grandi nomi della musica italiana: «Ho lavorato con i Dik Dik ma sono passati di qui anche i Negrita, Levante, Francesca Michielin, i Subsonica, Max Gazzè, Tre allegri ragazzi morti e di recente anche i Kolors». Spontanea una riflessione in merito dal punto di vista dell’arrangiatore musicale: «Non tutti amano veramente la musica in ambito pop. Amare la musica significa studiarla in modo approfondito e più studi, più ti rendi conto che la genialità di comporre brani semplici ma belli non ce l’hanno tutti. É molto difficile sentire oggi composizioni musicalmente belle e profonde. Però ci sono dei geni che lo sanno fare, in Italia ne abbiamo avuti tanti».

Bluescore Studio Milano, studio di produzione musicale
Ingresso Bluescore

Recentemente la Blue Score, tramite la collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Piano B, è diventata sala prove di un noto talent, sfruttando il nuovo ampliamento e la tecnologia dello studio: «Mettiamo a disposizione una nuova sala per le prove del talent che permette anche l’acquisizione di immagini. In questa nuova sala gemella, accanto al nostro studio, è possibile realizzare un concerto live in streaming con la diretta acquisizione di immagini, oppure da poter montare in seguito. L’aspetto televisivo della musica è solo una parte del mondo musicale ma la dimensione video oggi è fondamentale per qualsiasi gruppo e noi daremo questo supporto».

Un’ultima curiosità sul nome: «“Blue score” significa partitura blu, perché il colore della musica è il blu» afferma Leo. «Il blues è un genere spesso collegato alla parola “blue”, cioè tristezza, che identifica uno stato emotivo. Da questo modo di “sentire” si identifica il blu come colore della musica: tutta la produzione musicale degli ultimi 100 anni è ispirata a moti interiori. E il blu è il colore tipico in ambito musicale».

Print Friendly, PDF & Email
Luca Cecchelli
Luca Cecchelli

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

Top