Baustelle, “L’amore e la violenza Vol 2”: le relazioni in “12 pezzi facili”

I Baustelle per la prima volta nella loro carriera presentano un secondo volume: il loro nuovo disco, infatti, si intitola “L’amore e la violenza Vol 2”, e viene pubblicato a distanza di poco più di un anno dal precedente, che aveva lo stesso titolo.

Baustelle, "L'amore e la violenza Vol 2" in 12 pezzi facili
Baustelle. Foto: © Gianluca Moro

Perché “L’amore e la violenza Vol 2”? “Perché quelle nuove sono canzoni scritte durante la tournée di “L’amore e la violenza”: questo fatto di scrivere durante un tour non è mai accaduto ai Baustelle. Le cose che volevamo dire non si erano esaurite con il disco precedente, non potevano essere contenute in un solo album”.

Dunque il tema affrontato, ancora una volta, è l’amore. “Volutamente in “L’amore e la violenza Vol 2” si tratta d’amore e di relazioni interpersonali”, in questi che i Baustelle definiscono “12 pezzi facili, citazione del film con Jack Nicholson “5 pezzi facili” nonché definizione data con una certa ironia, ma soprattutto” – spiegano – “che fa riferimento al fatto che questo è un disco d’amore. Canzoni facili, quindi, perché parlano di un tema molto cantato, logorato se vuoi, codificato nelle canzoni. C’è però la guerra anche qua, non solo nel volume 1: là c’era quella un po’ più vera, quella del contesto storico e sociale che stiamo vivendo, nel nuovo disco è un po’ diversa… ma c’è”.

Baustelle, "L'amore e la violenza Vol 2": le relazioni in 12 pezzi faciliIn un album pieno di suggestioni, “L’amore negativo” è una canzone che salta all’occhio fin dal titolo. “Questo testo”, spiega Francesco Bianconi, “rappresenta l’amore come io lo intendo. Non avrei mai pensato di rispondere a una domanda con la frase “per me l’amore è” (ride, nda). Ma comunque, per me nella migliore delle ipotesi nell’amore ci scappa il morto perché è l’annullamento del sé per adesione all’oggetto altro, fidanzato o fidanzata, Dio, tuo figlio. Filosoficamente l’amore nasce negativo, poi si sublima nel piacere forse più alto che c’è, se riesci a dare all’altro senza chiedere nulla. Ma la società non promuove questa concezione, anzi abbiamo massaggi, palestra, vestiti, vogliamo essere belli. L’amore per me è il contrario di questo, e non c’entra il pessimismo: questa formuletta “amorosa” che ho espresso, infatti, la puoi applicare anche ai monaci zen, ai mistici”.

Per capire questo disco bisogna andare a indagare su un po’ di riferimenti, il Minotauro, Borges, Jesse James e Billy The Kid, rimandi all’attualità. “È giusto, secondo noi, fare un po’ di fatica, un po’ di lavoro interpretativo per entrare nelle canzoni. Così i brani sopravvivono nel tempo: le canzoni che fanno parte dei nostri ascolti più duraturi sono proprio quelle che hanno questa caratteristica”.

I Baustelle torneranno presto anche sul palco: il 7 aprile prenderà il via il tour, da Senigallia (Ancona).

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Francesca Binfaré
Francesca Binfaré
Giornalista, si occupa di musica, spettacolo e viaggi; parallelamente svolge attività di ufficio stampa. Autrice e conduttrice radiofonica dal 1989. Ha vissuto qualche tempo a Dublino, ma non ha mai suonato al campanello di Bono. Ha visto i "duri" Metallica bere un the e Slash senza l’immancabile cilindro. Affezionata frequentatrice del Festival di Sanremo e dei meandri del Teatro Ariston.
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