Abbiamo passato in rassegna le nostre playlist per scegliere alcune canzoni del 2017 che ascolteremo ancora, e ancora, nel 2018: selezionarne solo 15 non è stato facile. Ma divertente, sì.

Sono 15 le canzoni pubblicate nel 2017 che non potremo fare a meno di ascoltare anche l’anno prossimo. Ognuna ha una sua storia, una sua anima, una sua motivazione; ognuna merita di non avere una vita “a scadenza”. Tra tutte quelle imparate a memoria, che ci hanno fatto ballare, sorridere o che hanno smosso una malinconia, ne abbiamo scelte 10 italiane e 5 internazionali. Siete d’accordo con noi?

Occidentali’s karma – Francesco Gabbani

Oltre la scimmia c’è di più. Francesco Gabbani non è solo canzoni ironiche alla “Amen”, come ha dimostrato con brani come “La mia versione dei ricordi”. Ma “Occidentali’s karma” dall’alto dei suoi quasi 168 milioni di visualizzazioni resta “la” sua canzone.

La verità – Brunori Sas

La buttiamo lì? Ma sì, lo scriviamo: probabilmente è la canzone italiana più bella del 2017. Così delicata e sincera da non essere una hit: è un’evergreen. Noi ce la portiamo nella playlist 2018.

La musica non c’è – Coez

Oltre a “Faccio un casino”, “La musica non c’è” è sicuramente una delle canzoni manifesto del suo disco, un inno all’innamoramento quando si sente la famosa “scuola di danza nello stomaco”. E’ il classico brano da consigliare a qualcuno per andare sul sicuro, sempre che non abbia problemi di coppia. In tal caso meglio evitare.

Vietato morire – Ermal Meta

Il premio come Best Italian Act agli ultimi MTV EMA è la ciliegina sulla torta di un 2017 che gli ha portato grandi soddisfazioni: le danze sono iniziate con “Vietato morire”, terzo posto al Festival di Sanremo. Questa canzone riassume un anno di successi, ma anche il duetto con Elisa, “Piccola anima”, è una gemma che teniamo “nella tasca destra in alto”.

Solo un’estate fa – Leda Battisti

La scelta meno scontata fra tutte, probabilmente: “Solo un’estate fa”. Le “nuove sonorità vintage” di questo brano della rinata Leda Battisti ci fanno scoprire(o ricoprire) una delle voci più belle e interessanti del nostro cantautorato.

Lento/Veloce – Tiziano Ferro

Una sola considerazione: facciamo sì che non venga ricordato solo come il brano della pubblicità del Cornetto Algida.

Poetica – Cesare Cremonini

I tasti bianchi e neri di un pianoforte e una sofisticata sezione di archi possono bastare per rendere in musica la magia di un’intenzione, una ballad minimalista quanto introspettiva che cattura ascolto dopo ascolto.

Oh, Vita! – Jovanotti

Un brano da portare assolutamente nel 2018 per due motivi. Il primo è che Jovanotti ci riporta più di 20 anni indietro, a quando nel 1994 cantava “Serenata rap”; il secondo è che ci farà girare Italia con un tour che – leggiamo nel futuro – sarà indimenticabile.

Fino all’imbrunire – Negramaro

Pura magia 100% Negramaro. La forza di un gruppo che si ritrova, l’amicizia, l’amore, una passione comune. Comunque si legga questa canzone, è una perla che il finire di questo anno ci ha regalato. Fissa nella nostra playlist.

La meccanica del cuore – L’Aura

L’artista bresciana era assente dalle scene musicali da qualche anno. Il valore assoluto della leggerezza espresso attraverso la profondità di una delle penne femminili più belle del nostro Paese.

Shape Of You – Ed Sheeran

E bravo Ed, che hai superato abbondantemente i 2 miliardi e mezzo di visualizzazioni su YouTube. “Divide” è un grande disco, Ed un talento cristallino a cui non serve l’imbottitura di gommapiuma per resistere ai “lottatori di sumo” del panorama musicale: gli basta la chitarra.

Sign of the times – Harry Styles

Ciao One Direction, Harry Styles continua il suo percorso come cantante e attore, sfoderando la sicurezza di un sex symbol. Armi vincenti: immagine più matura e un singolo da brividi, la dedica di una madre a un figlio appena nato prima di lasciarlo per sempre. Portiamoci i fazzoletti anche nel 2018.

For what it’s worth – Liam Gallagher

“Per quello che vale”, portiamoci nel nuovo anno Liam Gallagher che con il suo nuovo album “As you were” sembra averci fatto riscoprire l’icona del brit pop che è stata, che è e che sarà. Per vederlo, appuntamento a febbraio al Fabrique di Milano.

Feels – Calvin Harris ft Pharrell e Katy Perry

Il celebre dj ha fatto una scelta di stile: riportare in classifica il funky. C’è riuscito con ampio margine, sfornando una delle canzoni dell’estate 2017. L’accoppiata con Pharrell e Katy Perry gli ha fatto fare bingo.

Believer – Imagine Dragons

L’abbiamo scelta perché al video ha partecipato l’attore Dolph Lundgren! Ok: la verità è che ha il potere di entrarti in testa e non mollarti più. Super Imagine Dragons, come sempre. Con le sue note, tra l’altro, “Believer” accompagna uno spot pubblicitario.

Facciamo un po’ di conti in tasca alle popstar che hanno guadagnato di più nel 2017 secondo la rivista Forbes.

Le popstar più pagate nel 2017? Forbes pubblica la classifica
Taylor Swift scende al terzo posto nel 2017 dopo essere stata prima nel 2016.

La maternità può far male al portafogli? Evidentemente no. Nonostante infatti il periodo di riposo, per aver dato alla luce due gemellini, è Beyoncé l’artista più pagata nel 2017 secondo la rivista americana Forbes. Nel periodo compreso tra il giugno 2016 e il giugno del 2017 la cantate ha incassato la modica cifra di 105 milioni di dollari, frutto di un fortunato tour mondiale, del suo ultimo album Lemonade e grazie al fatturato della sua linea di moda.

Al secondo posto si piazza Adele con 69 milioni di dollari il cui album 25 si vende ancora come il pane nonostante sia uscito più di anno e mezzo fa. La dominatrice di questa classifica annata 2016, Taylor Swift, precipita al terzo posto con “appena” 44  milioni di dollari.

Quarto posto per Céline Dion: l’usignolo del Quebec, nonostante un anno particolarmente difficile in seguito alla scomparsa del marito René Angelil e due giorni dopo del fratello Daniel, ormai divenuta indiscussa icona di moda e regina da sempre delle classifiche mondiali di vendita, ha guadagnato ben 42 milioni di dollari grazie ai suoi concerti a Las Vegas, a un mini tour europeo e al disco francese Encore un soir.

Con 38 milioni di dollari troviamo al quinto posto Jennifer Lopez, giudice e produttrice dello show World of Dance e anche lei residente fissa a Las Vegas con uno spettacolo ad altissimo tasso di danza e sensualità. Nella seconda parte della classifica troviamo Dolly Parton (37 milioni), Rihanna (36 milioni), Britney Spears (34 milioni), Katy Perry (33 milioni) e Barbra Streisand (30 milioni). Non pervenuti in top ten grandi nomi come Lady Gaga, Ariana Grande e Madonna. Cosa dire? Ritenta, magari sarai più fortunato nel 2018!

© Articolo di Roberto Zampaglione

Il 12 novembre a Londra verranno assegnati i premi degli MTV EMA 2017. Si eleggerà anche il miglior artista italiano dell’anno. Sai già per chi votare?

MTV EMA 2017, chi sarà l'artista italiano premiato?
Rita Ora presenterà gli MTV EMA 2017.

Gli MTV EMA 2017 stanno per essere assegnati. Si tratta degli Europe Music Awards di MTV, premi prestigiosi suddivisi in diverse categorie. Tra queste, lo sappiamo, c’è anche quella dedicata al Best Italian Act che incoronerà il miglior artista italiano dell’anno. Il 12 novembre (la serata sarà presentata da Rita Ora, che si è ritagliata uno spazio anche come performer) scopriremo chi sarà stato il più votato tra Tiziano Ferro, TheGiornalisti, Fabri Fibra, Francesco Gabbani ed Ermal Meta.

Se ancora non hai deciso per chi votare, ti diamo qualche spunto con il ritratto “à la Musica361” di ognuno di loro, nell’ordine in cui sono presentati nella pagina di voto di MTV. Il nostro è una sorta di “bigino” con le curiosità e i numeri degli artisti selezionati, tu chi sceglierai?

Ermal Meta

Collezionista di premi in questo 2017, che per lui si è aperto con il terzo posto al Festival di Sanremo. In quella occasione, Ermal Meta cantava “Vietato morire” (singolo certificato disco di platino, l’album omonimo disco d’oro): il video della canzone, a oggi, è stato visto quasi 41 milioni di volte.

Proprio per questo risultato Ermal si è aggiudicato il Video Indie Music Like del MEI 2017, al quale si è aggiunto il Premio per il Miglior Tour 2017.

Ermal Meta è un autore molto apprezzato: se cantate brani di Emma, Marco Mengoni, Chiara Galiazzo, Francesco Renga e via scorrendo i più bei nomi da classifica, è molto probabile che stiate intonando parole di Ermal. Che, in carriera, ha anche avuto esperienze nelle band Ameba 4 (con cui ha partecipato a un Festival di Sanremo) e La fame di Camilla (secondo Sanremo, con “Buio e luce”, che oggi spesso ripropone nei suoi concerti). Il terzo Festival è stato quello del 2016, con “Odio le favole”.

Il suo primo album solista è “Umano”. Il suo ultimo singolo – da “Vietato morire” – è “Voodoo Love”, con la partecipazione di Jarabe De Palo.

Dal 1° al 19 novembre, Ermal Meta sarà l’headliner di “Hit Week”, il più importante festival di musica italiana nel mondo, con date tra Europa e America.

Una delle sue frasi più significative: “I sogni sudano, le fantasie no. Non smettiamo mai di sognare”.

Il suo prossimo sogno: scrivere un libro, “Un romanzo che non riguarda la musica”.

www.facebook.com/ermalmetainfoMTV EMA 2017, chi sarà l'artista italiano premiato?

Fabri Fibra

Il pioniere del rap mainstream in Italia è tornato a quarant’anni per dimostrare quanto sia un Fenomeno. Continua il viaggio di un artista in evoluzione, che ha fatto della propria introversione un’arma per descrivere il mondo attraverso le rime. Fibra è un sociologo che ti dice la verità scomoda con le parole che non vuoi sentire, persino nel tormentone in cui ti scatenerai nel ritornello (Pamplona). Fabrizio Tarducci (in arte Fabri Fibra) ne ha viste tante da quando è partito da Senigallia e oggi è arrivato a produrre il disco che chiude (per ora) un cerchio tra tutte le sue produzioni, riuscendo a stare sia nelle vesti che ha sempre indossato, sia in nuovi ruoli, come quello nostalgico di “Stavo pensando a te”.

Una canzone che racchiude la nostalgia per una storia passata, fusa al dramma degli errori fatti e all’autoconvicimento del “quanto è bello stare soli”. Le sfumature sono tante, ascoltarla è un viaggio, perché ti tocca in automatico delle corde che sfiorano a prescindere qualsiasi vissuto personale, anche se non parallelo completamente alla storia del pezzo.

Gli EMA sarebbero un traguardo fondamentale per Fabri Fibra, un ulteriore tassello di una carriera che ha fatto esplodere il rap nelle case “in Italia” (cit.). Se ad oggi l’hip hop italiano passa in radio lo si deve ad “Applausi per Fibra”, non dimentichiamolo.

Francesco Gabbani

Questo è decisamente il momento d’oro di Francesco Gabbani: vincitore nel 2016 del Festival di Sanremo tra i giovani e, nel 2017, tra i “big”. La canzone è diventata una hit: “Occidentali’s karma” con i suoi cinque dischi di platino ha trascinato al successo anche il brano “Tra le granite e le granate” (disco di platino) e l’album “Magellano” (disco d’oro).

Chi non ricorda la partecipazione di Gabbani all’Eurovision Song Contest? Era dato per vincitore, ma le cose non sono andate così: Francesco è stato comunque premiato dal pubblico europeo che l’ha apprezzato moltissimo.

Il suo nuovo singolo è “Pachidermi e pappagalli”.

Il video è stato girato in Sardegna, e si chiude con il cameo di un artista sardo: lo avete riconosciuto? È Salmo, protagonista di un finale a sorpresa nei panni di un addetto alle pulizie. “Pachidermi e pappagalli” è stato pubblicato in vinile colorato a tiratura limitata in esclusiva per Amazon.

Magellano Special Edition” (in uscita il 17 novembre) è un doppio cd che contiene il disco originale“Magellano” e il cd live “Sudore, fiato, cuore”, registrato durante l’ultimo tour.

Francesco Gabbani ha fatto parte di una band, i Trikobalto. Il suo primo album solista si intitola “Greitist iz”, seguìto poi da “Eternamente ora”. Ha scritto la colonna sonora del film “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi, di cui fa parte il brano “Foglie al gelo”.

Gli piacerebbe: fare trekking sul Machu Picchu, in Perù. Segno distintivo di Francesco Gabbani: il sorriso.

TheGiornalisti

Gruppo di origine romana che è partito dai piccoli locali fino a riempire i palazzetti, in un anno, grazie al loro album Completamente Sold Out, uno dei dischi più venduti e apprezzati del 2017. La loro Riccione è stata una delle colonne sonore di questa estate. Tommaso Paradiso, Marco Rissa e Marco Primavera stanno vivendo il loro periodo d’oro e chissà che gli EMA non siano un nuovo traguardo da raggiungere.

Hanno inventato un nuovo linguaggio rivolto ai più giovani, impostando le loro canzoni sulle sensazioni di quelle notti in cui si è leggermente brilli, ma ci si gode la vita senza pensieri. Hanno riportato in Italia quella passione per la musica che non si vedeva dagli anni ’80, epoca alla quale strizzano l’occhio con i loro suoni synth pop.

I fan aspettano la prossima mossa sulla scacchiera discografica, magari un singolo natalizio o qualche sorpresa cinematografica considerando tutte le amicizie che girano attorno al gruppo (De Sica, Calà, Mandelli e molti altri). È facile innamorarsi dei Thegiornalisti e non è necessario chiedersi il perché, succede e basta. Dopo una canzone siamo insieme a Paradiso a berci quel cocktail di troppo che ci farà fare quella telefonata che vogliamo tanto, ma non abbiamo il coraggio di fare. Urleremo l’amore svegliando il vicinato, in un’altra notte che ricorderemo a vita.

Tiziano Ferro

A cinque anni la musica entra nella sua vita e la cambia per sempre, grazie al regalo di Natale: una tastiera Bontempi.

Cittadino del mondo, ha vissuto oltre che in Italia, in Messico, Inghilterra, Los Angeles; canta in italiano, spagnolo, portoghese, inglese e francese, nella sua carriera ha venduto nel mondo oltre 15 milioni di copie di dischi, prevalentemente in Europa e in America Latina.

Amante della Nutella che scovava dai ripiani alti della dispensa, dove la mamma la nascondeva, stiamo parlando di lui, sì, Tiziano Ferro.

Reduce dal tour di promozione del suo sesto album in studio “Il mestiere della vita”, http://www.musica361.it/tiziano-ferro-il-mestiere-della-vita/ ha fatto collezione di visualizzazioni: i video dei suoi singoli sono stati visti più di  92 milioni di volte.

Tra i collaboratori che hanno arricchito il suo ultimo disco figurano Baby K, Raige, Emanuele Dabbono, Tormento e Carmen Consoli – la cantantessa ha duettato con Tiziano nel singolo “Il conforto”.

L’edizione speciale del disco, prevista per il 10 novembre, si intitolerà “Il mestiere della vita Urban vs Acoustic”. Il cofanetto oltre all’album originale presenta un secondo cd con una selezione di brani in versione urban e acustica, e quattro bonus track: una versione speciale di “Valore assoluto” in duetto con Levante (giudice a X Factor, la state seguendo?) e un remix della stessa canzone, poi “No vacancy” che vede Tiziano cantare con i OneRepublic, e la struggente cover di “Mi sono innamorato di te“.

Il suo prossimo progetto: un figlio. Tiziano è molto legato alla famiglia; a testimonianza del suo affetto ha tatuato sul polso destro la scritta Mamma-Papà e su quello sinistro Flavio, il nome di suo fratello più giovane. Quella di quest’anno è la sua sesta candidatura agli MTV EMA nella categoria Best Italian Act: era riuscito a vincere nel 2004.

Stefano Signoroni al Blue Note di Milano. Il cantante e musicista sarà accompagnato dalla band “The MC”.

Stefano Signoroni al Blue Note di Milano
Stefano Signorini, reduce dal suo ultimo album ” Good Times”

Domenica 8 ottobre il cantante e musicista Stefano Signoroni torna a esibirsi allo storico jazz club Blue Note di Milano, riportando sul palco l’elegante mix che spazia dallo swing, al pop internazionale fino ad alcuni dei migliori brani italiani, dagli anni ’60 a oggi.

Lo accompagnerà la band “The MC” (Flavio Scopaz al basso, Tommaso Ruggeri alla batteria, Giacomo Ruggeri alla chitarra, Giuliano Lecis alle tastiere, Daniele Moretto alla tromba, Walter Calafiore al sax, Andrea Andreoli al trombone, special guest Nicolò Fragile).
«Sono molto contento di tornare a suonare al Blue Note, è un onore poter calcare di nuovo quel palco così prestigioso – racconta Stefano Signoroni – Stiamo preparando per l’occasione uno show speciale, in cui troveranno spazio i grandi classici, brani più nuovi e alcuni estratti dal mio ultimo disco “Good Times”».

Stefano Signoroni torna a Milano dopo un lungo tour di presentazione del suo ultimo disco “Good Times” (prodotto da Giordano Colombo e Nicolò Fragile), con cui ha portato le sonorità pop sapientemente fuse alle atmosfere vintage che lo caratterizzano nelle più importanti città italiane, arrivando anche negli Emirati Arabi, in Messico e negli Stati Uniti, passando per le più importanti città europee.

Stefano Signoroni è cantante, compositore, musicista e intrattenitore. Numerose sono le sue partecipazioni a programmi televisivi in qualità di cantante e pianista (“La Canzone del Secolo”, di Pippo Baudo, “Comedy Club”, di Federica Panicucci, “Kalispera”, di Alfonso Signorini), e radiofonici (Alfonso Signorini Show – RMC). Durante la sua carriera ha anche collaborato in qualità di corista e tastierista con Eros Ramazzotti e scritto, insieme a Jacopo Sarno e Andrea Torresani, il brano “This is Christmas” scelto come colonna sonora del film di Massimo Boldi “A Natale mi sposo”.

Stefano Signoroni al Blue Note di Milano 1
Stefano Signoroni durante lo spettacolo al Blue Note di Milano

Nel 2011 ha dato vita al progetto “Stefano Signoroni and the MC”, con la collaborazione del musicista Flavio Scopaz pubblicando il primo singolo, “Music to watch girls by”. Dopo l’uscita nel 2013 del singolo “Help yourself”, scelto come sigla del programma di Radio Monte Carlo “Alfonso Signorini Show”, Stefano ha recentemente pubblicato il brano “When I tell you that I love you”, versione inglese del celebre brano di Tony RenisQuando dico che ti amo”, e il brano natalizio “Calypso Navidad” con Jacopo Sarno e l’attore Sergio Muniz.

Il 22 aprile 2016 è uscito il disco “Good Times” (prodotto da Giordano Colombo e Nicolò Fragile): 8 cover in inglese, 3 brani in italiano e 2 inediti che rievocano, seppur in chiave moderna, le atmosfere delle grandi orchestre e degli show del passato. Il singolo “Love Is The Way”, in collaborazione con Claudio Guidetti, ha anticipato l’uscita del disco. Stefano ha inoltre due Lauree in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e presta consulenza presso l’Unità Tumori Ereditari della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche su importanti riviste di settore.

Domenica 8 ottobre lo spettacolo sarà unico, alle ore 21.00
Per info e acquisto biglietti: www.bluenotemilano.com

© Articolo di Juditta D’Arienzo

Il 4 settembre la kermesse itinerante dell’estate arriva alla fase finale con una serata spettacolo nel teatro all’aperto “per eccellenza”. Con la conduzione di Giorgia Surina, si esibiranno grandi nomi come Nek, Benji & Fede, Paola Turci, Thomas, Shade e Sonohra.

Festival Show 2017: gran finale all'Arena di Verona
Festival Show 2017: gran finale all’Arena di Verona.

Un imponente palco di 300 mq con 60 mq di ledwall e un suggestivo apparato illuminotecnico, più di 150 mila spettatori in 7 tappe nel nord Italia: questi i numeri di Festival Show 2017, il festival itinerante dell’estate italiana, che durante l’estate ha portato sul palco i big della musica e i giovani emergenti, selezionati attraverso un attento casting e che ora si prepara al gran finale!

Lunedì 4 settembre, infatti, l’Arena di Verona ospiterà per il quarto anno l’epilogo di un’estate di successi del festival di Radio Birikina e Radio Bella & Monella, per una serata imperdibile condotta da Giorgia Surina con Paolo Baruzzo.
Un appuntamento doppiamente importante, perché Festival Show festeggerà anche i 18 anni di questa kermesse che unisce musica, ballo e vari ingredienti di spettacolo e divertimento.

Ai primi artisti già annunciati si aggiungono nuovi nomi tra i più nomi importanti della scena musicale italiana di oggi: Nek, Benji & Fede, Paola Turci, Thomas, Shade e Sonohra.

Si completa così un cast d’eccezione formato dagli artisti che hanno fatto da colonna sonora all’estate italiana, vincitori di Premi e Certificazioni, affermati da anni o che rappresentano i gusti delle nuove generazioni, scelti con cura per assicurare una serata unica, impreziosita dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e dal corpo di ballo guidato da Etienne Jean Marie (reduce dal grande successo dell’ultima edizione di “Amici”).

La serata finale di Festival Show è realizzata in collaborazione con il Comune di Verona.

«Sarà una vera e propria festa, una parata di star tutte in una serata, per incontrare i gusti di un vasto pubblico – afferma Paolo Baruzzo, da sempre capofila di Festival Show – e Verona si conferma il punto d’arrivo del nostro tour che, grazie al sostegno delle rispettive Amministrazioni comunali, tocca quest’anno otto città radunando decine di migliaia di persone. Abbiamo fatto l’en plein in tutte le piazze. Festival show si è confermata come l’imperdibile manifestazione musicale dell’estate. E l’Arena di Verona è la straordinaria ed inevitabile cornice per la conclusione dell’evento. Un cast d’eccezione e una tripla finale: per il nostro evento, per i giovani artisti emergenti, a cui dedichiamo ampio spazio ogni anno, e per le bellissime Miss che cateterizzano la nostra kermesse».

«L’Arena per storia, posizione geografica, ruolo a livello regionale e nazionale è una location divenuta imprescindibile nel nostro calendario – questo il pensiero di Mariano Sannito, direttore artistico e commerciale di Festival Show – La finale in Arena è certamente un privilegio per Festival Show ma anche per Verona che ha modo di offrire gratuitamente ai propri cittadini un evento di così grande livello organizzativo e promozionale. Mi fa inoltre particolarmente piacere evidenziare l’attenzione e la collaborazione che la nuova amministrazione comunale ci ha riservato, facendo un grande esercizio di disponibilità e sensibilità. Non vi era modo migliore per cominciare questo rapporto che auspichiamo si possa confermare negli anni a venire».

Sul palco dell’Arena si esibiranno anche la cantante italo eritrea Senhit e la cantautrice calabrese Ylenia Lucisano. Oltre alle hit dell’estate, spazio anche ai brani dei giovani talenti selezionati in tutta Italia e in alcune città d’Europa che si sono esibiti nelle prime sei tappe della kermesse. Sono 12 in tutto, ma solo tre di loro accederanno alla finale sul palco dell’Arena di Verona.

Rinnovata la partnership con Real Time (canale 31 del gruppo Discovery Italia) che, per il secondo anno, segue l’evento come media partner.

Festival Show è ideato da Roberto Zanella, editore del network radiofonico di cui fanno parte Radio Birikina e Radio Bella & Monella. Coordinamento del tour e conduzione fanno capo a Paolo Baruzzo. Collaborazione artistica di Stefano Favero. Direzione della fotografia Renato Neri. Direttore di Produzione Elena Toffoli. Addetti al controllo Pantere Security e all’allestimento palco Trabuio.

Festival Show nasce nel 2000 come festival estivo del Triveneto, da un’idea di Roberto Zanella, editore del più potente network radiofonico del nord Italia. Da ormai diciotto anni, fa tappa in città importanti e località di villeggiatura portando in scena uno spettacolo che miscela sapientemente musica, ballo, vari ingredienti di spettacolo e divertimento. Negli anni, la manifestazione è cresciuta talmente tanto da approdare anche all’Arena di Verona, che dal 2014 ne ospita la finale. L’anno scorso l’evento è stato trasmesso, per la prima volta, da Real Time che ha raccolto lusinghieri risultati d’ascolto. Molti gli ospiti che si sono avvicendati sul palco, nelle varie città in cui ha fatto tappa la kermesse, tra cui: Elisa, Emma, Zucchero, Max Pezzali, Pooh, Francesco Renga, Max Gazzè, Modà, Francesco Gabbani, Alessio Bernabei, Baby K, Emis Killa, Marco Mengoni, The Kolors, Francesca Michielin, Luca Carboni, Patty Pravo, Loredana Bertè. Nel corso degli anni, il Festival Show è stato presentato da volti noti della televisione e dello spettacolo come Serena Autieri, Laura Barriales, Luisa Corna, Giorgia Palmas, Lola Ponce e nel 2016 da Adriana Volpe e Lorena Bianchetti.

Grande successo di pubblico e di critica per il concerto del pianista Andrea Benelli ad Albenga che ha fatto da anteprima al Concorso internazionale pianistico Città di Albenga in programma nella città ingauna il 28, 29 e 30 dicembre presso Palazzo Oddo e l’Auditorium San Carlo, sede della finale e dei concerti dei vincitori delle varie categorie.

Successo per Andrea Benelli in concerto ad Albenga | Musica361
Andrea Benelli ad Albenga.

Andrea Benelli ha suonato il suo Album Tiamoforte (genere Crossover) incantando una platea non solo di estimatori ma anche di famiglie e turisti, con i 13 brani e un bis inedito finale: musiche da lui composte che raccontano la sua storia personale e la sua crescita artistica al fianco di grandi Maestri dell’Opera.

Un ingresso caratteristico di Andrea Benelli ha lasciato il pubblico a bocca aperta: a piedi nudi e vestito di bianco, l’artista ha attraversato la piazza San Michele con un piccolo pianoforte in mano che ha poi deposto sotto lo strumento vero; afferma Andrea Benelli: “Da un giocattolo e dalla sua leggerezza è nato il piacere di esprimere e condividere con il pubblico la mia musica. Suonare a piedi nudi mi fa sentire come un albero che trasferisce la linfa vitale dal terreno ai suoi rami; le mie mani scivolano sulla tastiera accarezzandola per donare musica, energia per la vita”.

Nel corso della serata il pubblico ha assistito anche alla suggestiva contaminazione tra le note del pianoforte e l’arte figurativa del Maestro Giuliano Ottaviani, orafo, scultore e pittore che, guidato dalle melodie del pianoforte, ha trasformato le sue sensazioni in disegni inediti realizzati con i fondi del caffé.

Tra applausi e religiosi silenzi, lo spettacolo ha trasformato la piazza in un teatro a cielo aperto che ha conquistato la città e i suoi turisti.

Successo per Andrea Benelli in concerto ad Albenga | Musica361
Un momento del concerto ad Albenga di giovedì 24 agosto .

In occasione della sua permanenza ingauna, Benelli, accompagnato dall’Assessore al turismo Alberto Passino, ha visitato la mostra Magiche trasparenze presso Palazzo Oddo dove ha ammirato il Piatto blu, simbolo – in unico esemplare – del patrimonio culturale albenganese.

A conclusione della fortunata esperienza si registra la piena soddisfazione dell’Amministrazione comunale che ha ringraziato ufficialmente il Maestro Andrea Benelli per aver omaggiato la Città di questo concerto di prestigioso lancio della 30ma edizione del concorso pianistico. Conclude l’Assessore Alberto Passino: “Un ringraziamento particolare va a Giovanna Caravaggio che ha presentato la bellissima serata introducendo ogni brano con la lettura di didascalie e pensieri dettati dal pianista”.

Dal 9 al 16 luglio il nuovo Festival Internazionale di Musica, Arti e Accademia darà l’occasione a giovani artisti e professionisti della musica di incontrarsi e godere della bellezza dell’arte.

Festival LacMus 2017 a Como: a Villa Carlotta in ascolto della Bellezza
Villa Carlotta – Como

Chi frequenta il lago di Como, non può non conoscere Villa Carlotta, gioiello seicentesco di proprietà dell’antica famiglia Clerici: una dimora elegante e sobria che riflette la luce riverberata dal lago, con un ingresso di statue che si accendono come riflessi senza tempo sul bellissimo giardino all’italiana. Laddove splende la bellezza algida dell’arte, oltre le cancellate di ferro su sfondo turchese del lago, si aprono stanze e corridoi simili a portagioie, i soffitti in stile neoclassico che sono scrigni preziosi di statue pure e bianchissime come quelle di Canova e del Thorvaldsen.

In questa bellissima cornice d’arte si svolgerà il LacMus, il nuovo Festival Internazionale di Musica, Arti e Accademia, dal 9 al 16 luglio. I giorni saranno l’occasione per i giovani artisti e professionisti della musica di incontrarsi e godere della bellezza dell’arte. Questo avverrà anche nello scenario di Villa Carlotta perché, a 90 anni dalla fondazione dell’Ente che la valorizza, il messaggio che conta è che l’arte non è mai transitoria, ma dura nel tempo.

Lo sapevano bene artisti e letterati come Goethe, Stendhal e Rossini, assidui frequentatori del lago di Como. Oppure Johannes Brahms, che proprio a Villa Carlotta soggiornò nel lontano 1884. Al suo genio artistico, infatti, sarà dedicato il concerto del 13 luglio presso il giardino della Villa, ore 21. Tra i rododendri e le azalee in fiore, risuoneranno le note del suo Quintetto per pianoforte e archi per tutto il giardino terrazzato fino a perdersi nello specchio increspato del lago.

Festival LacMus 2017 a Como: a Villa Carlotta in ascolto della Bellezza 1
Giardino terrazzato e vista sul lago di Como

È questa la poesia che vogliono trasmettere gli organizzatori del LacMus, Louis Lortie e Paolo Bressan. Canadese di nascita, Lortie, oggi Master della Cappella Musicale Regina Elisabetta del Belgio, ha una carriera musicale lunghissima; cittadino del mondo, come lui stesso ama definirsi, s’è innamorato dell’Italia e di Como dopo svariati concerti nella Penisola. Da qui, il sogno di creare un festival in questa bella cornice. Il progetto è stato subito accolto da Paolo Bressan, allievo di Lortie, italiano e musicista di fama internazionale. Grazie alla loro tenacia, il LacMus ha preso forma e luogo divenendo un progetto ambizioso e ineguagliabile. Villa Carlotta sarà la cornice superba di quest’evento.
Perché, se v’è una remota possibilità di unire la terra e l’acqua alla vastità del cielo, questo miracolo può farlo solo la musica: a Villa Carlotta il 13 luglio chi può si prepari a esserne spettatore.

Nella bella cornice di Villa Carlotta sarà, inoltre, possibile visitare la mostra “suoni perduti”, una collezione di antichi strumenti musicali di proprietà della Contessa Fernanda Giulini.

Per info e orari, visitare il sito www.villacarlotta.it 

© Articolo di Marco Grieco

In esclusiva abbiamo intervistato la promessa italiana del Superbike che ci parla anche della sua passione per la musica e di cosa ascolta in pista.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike
Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike.

Promessa italiana del Superbike, il giovane Fabio Massei non è tipo da darsi tante arie, anche se potrebbe. Determinato e umile, questo ragazzo classe 91 passa dalle piste al suo quartiere romano, dove insegna ai bambini pre-pugilistica e boxe. Impegnato anche nel sociale con l’Associazione Di Di “Diversamente Disabili”, Fabio gareggia sui circuiti come nella vita con il suo carattere modesto, ma ambizioso, attento a non lasciarsi accecare dal successo.

Fabio, cito solo il Campionato Nazionale Superbike e il CIV 2017, da cui sei reduce… che cosa significa per te gareggiare?
Guarda, è una passione nata fin da quando ero molto piccolo, grazie a mio padre. 7 anni è l’età per poter competere ufficialmente nel Campionato Europeo Minibike, ma già a 5 anni iniziavo a salire su una mini moto. Gareggiare ti dà una grande opportunità, perché ti instrada in qualcosa che purtroppo oggi non viene tanto valorizzato. Gareggiare ti rende responsabile, dall’allenamento alla costanza nel perseguire gli obiettivi. Ti da anche la consapevolezza di poter raggiungere quella meta, se si è seriamente determinati.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del SuperbikeDa quest’anno sei testimonial di Cartoon Network con Ben10, il bambino-eroe protagonista della serie tv. Che messaggio lanci ai ragazzi e giovani di oggi?
Come ti dicevo, oggi i giovani corrono il rischio di perdere i valori importanti della vita. A loro dico che l’importante è avere la testa sulle spalle, prefissarsi un obiettivo serio e non tralasciare le cose che davvero contano. Essere testimonial con Ben10 è una cosa che mi riempie di orgoglio. Ben10 è un eroe che seguivo da bambino, in cui mi ci rispecchio per la passione e la costanza che lo contraddistinguono. È un messaggio positivo per molti ragazzi.

Ritorniamo alle tue sfide quotidiane, nello sport come nella vita. Quanto conta la musica?
La musica per me è determinante. Una canzone ti aiuta in qualsiasi momento, ti trasmette positività e fa volare il tempo.

Cosa ascolti fuori dalle piste?
Guarda, io sono aperto a qualsiasi tipo di musica. Ho certo una predilezione per alcune “rocce”, come Michael Jackson…ricordo che dovevo andare al suo concerto a Londra, ma poi tutto saltò per la sua scomparsa. E poi ci sono Renato Zero, Mina, Vasco Rossi… Non mi precludo niente, ascolto quello che in quel momento mi serve per caricarmi. Posso decidere di andare a correre e carico su una playlist di Vasco Rossi, ma posso aver voglia di Fibra e allora ascolto Fibra.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike
Fabio Massei in pista.

E sul circuito?
Nello sport, la musica è un grande supporto, ti carica. Nel periodo delle gare, spesso non abbiamo tanto tempo, soprattutto in griglia di partenza. Però porto sempre con me il mio iPod con la playlist che più mi rende concentrato e motivato. Scelgo, insomma, la colonna sonora di quel momento perché mi carichi.

Quali sono i prossimi appuntamenti?
Il 1 e 2 luglio sarò all’Autodromo del Mugello per il Campionato Nazionale. Poi, a partire da agosto, sarò impegnato nel Campionato Mondiale…

Per chiudere, Fabio, dicci la canzone di questo momento…
Beh, Vado al massimo di Vasco Rossi!

© Articolo di Marco Grieco

Il 7 giugno è stata inaugurata alla Alson Gallery di Milano Urbis et Natura, la  mostra fotografica di Marshall Vernet.

Marshall Vernet a Milano con la mostra Urbis et Natura
Marshall Vernet, dal 7 giugno è a Milano con la mostra Urbis et Natura.

In questo motto latino che suona come un manifesto del Rinascimento, città e natura sono concepite come due metà opposte ma reversibili, immerse in un’osmosi continua. Per molti Marshall Vernet è il regista di pubblicità e firma di film di successo come “Nemico pubblico”. Ma il celebre newyorkese è, innanzitutto, un occhio fotografico, come dimostra l’uso tutto particolare del bianco e nero nelle fotografie esposte. Rolando Bellini, il curatore della mostra, ha detto che «la luce e l’ombra ruvida nelle foto di Vernet sono due pienezze che s’intrecciano, che hanno una loro corporeità».

Mister Vernet, le sue foto puntano a valorizzare i luoghi. Lei pensa, come dice Marc Augé, che esistano luoghi non così rilevanti da essere considerati tali?
Beh, è una domanda molto complessa. Ogni luogo comune può passare inosservato. Quando io giro per fotografare dei posti, penso al significato che essi hanno. E sono arrivato a capire che un posto assume senso solo se lo si guarda con occhi nuovi. Per esempio, le barche di Giverny potrebbero essere in un luogo come tanti, di passaggio. Eppure, basta guardalo con occhi diversi per darne un significato nuovo. E sembra di guardare le cose per la prima volta.

Veniamo al soggetto del suo lavoro, le città, dove la presenza umana è rara. Heidegger diceva: «prima di costruire, dobbiamo essere in grado di abitare». Cosa ne pensa?
Mah, non sono totalmente d’accordo. Spesso si tende a separare le tracce umane dal loro contesto. Eppure, l’architettura è già parte dell’ambiente. Girando per Parigi, mi sono reso conto di quanto costruire in quella città abbia significato per me comprendere quell’ambiente. Molte delle foto in mostra ritraggono luoghi moderni e, quindi, facilmente distaccabili dal contesto. Ma se prendiamo l’architettura antica, non facciamo difficoltà a vederla come parte dell’ambiente in cui vive. Un palazzo è parte essenziale dell’ambiente tanto quanto un viale di alberi.

Marshall Vernet a Milano con la mostra Urbis et Natura
Due opere di Marshall Vernet.

Lei è anche regista pubblicitario e ha lavorato con il regista Tony Scott. Dalle sue foto emerge l’occhio del cinematografo, quello che cristallizza una scena come se fosse un set. Quando sceglie di fotografare un luogo rispetto ad un altro, che influenza hanno i suoni d’ambiente?
Inizialmente, la mia decisione è basata su un’azione puramente visiva. Ma è innegabile che ogni luogo abbia un proprio suono. In Capri, per esempio, mi colpirono la vista del mare e la luce riflessa. Eppure, quando decisi di ritrarla, ricordo il suono delle onde e l’eco di un traghetto in lontananza, appena visibile in foto. Tutto è influenzato dal suono in maniera subconscia. Questo l’ho sperimentato soprattutto tra le banlieu parigine…

È inevitabile, allora, chiederle quanto conti la musica nella sua vita…
Ho lavorato molto sui video pubblicitari, che hanno per natura una dimensione sonora. In casa si ascolta molta musica, anche perché mio figlio suona in una band che si esibisce a Los Angeles. La musica è essenziale nella nostra vita. Io mi definirei uno che vede le cose per passione e lavoro, eppure credo che la musica e i suoni influiscano molto sul mio punto d’osservazione.

Marshall Vernet sarà in mostra nella bella cornice della Alson Gallery, a due passi dal Duomo, fino al prossimo 9 luglio.

© Articolo di Marco Grieco

Dopo l’esperienza nel 2013 al programma The Voice e una deludente esclusione lo scorso anno ad un soffio dalla finale per la sezione Giovani, Francesco Guasti, terzo classificato nelle nuove proposte di questo ultimo Sanremo, ci racconta il suo universo.

Francesco Guasti, Sanremo giovani
Francesco Guasti, terzo classificato a Sanremo Giovani.

Terzo classificato nella sezione Nuove Proposte della 67esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Universo” , Francesco Guasti  si appresta a girare in tutta Italia per far conoscere la sua musica. Parte infatti ufficialmente oggi l’instore tour di Guasti, già protagonista nel 2013 del programma televisivo “The Voice” nel team guidato da Piero Pelù, che vede come prima tappa la Mondadori di Via Marghera a Milano: il cantautore toscano presenterà il suo nuovo album “Universo”, uscito nei giorni scorsi.

Le tappe di questo tour , che prevedono anche dei piccoli concerti in forma acustica,  comprenderanno anche: 20 febbraio Feltrinelli Red di Firenze, 22 febbraio Mondadori Megastore di Torino, 24 febbraio Mondadori Megastore di Roma, 28 febbraio Mondadori Megastore di Bologna e 1 marzo Mondadori Megastore di Padova. Abbiamo incontrato Francesco sul terrazzo del teatro Ariston e in questa video intervista in esclusiva per Musica361 ci racconta così la sua esperienza sanremese e i suoi progetti futuri. Buona visione.

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