Stefano Signoroni al Blue Note di Milano. Il cantante e musicista sarà accompagnato dalla band “The MC”.

Stefano Signoroni al Blue Note di Milano
Stefano Signorini, reduce dal suo ultimo album ” Good Times”

Domenica 8 ottobre il cantante e musicista Stefano Signoroni torna a esibirsi allo storico jazz club Blue Note di Milano, riportando sul palco l’elegante mix che spazia dallo swing, al pop internazionale fino ad alcuni dei migliori brani italiani, dagli anni ’60 a oggi.

Lo accompagnerà la band “The MC” (Flavio Scopaz al basso, Tommaso Ruggeri alla batteria, Giacomo Ruggeri alla chitarra, Giuliano Lecis alle tastiere, Daniele Moretto alla tromba, Walter Calafiore al sax, Andrea Andreoli al trombone, special guest Nicolò Fragile).
«Sono molto contento di tornare a suonare al Blue Note, è un onore poter calcare di nuovo quel palco così prestigioso – racconta Stefano Signoroni – Stiamo preparando per l’occasione uno show speciale, in cui troveranno spazio i grandi classici, brani più nuovi e alcuni estratti dal mio ultimo disco “Good Times”».

Stefano Signoroni torna a Milano dopo un lungo tour di presentazione del suo ultimo disco “Good Times” (prodotto da Giordano Colombo e Nicolò Fragile), con cui ha portato le sonorità pop sapientemente fuse alle atmosfere vintage che lo caratterizzano nelle più importanti città italiane, arrivando anche negli Emirati Arabi, in Messico e negli Stati Uniti, passando per le più importanti città europee.

Stefano Signoroni è cantante, compositore, musicista e intrattenitore. Numerose sono le sue partecipazioni a programmi televisivi in qualità di cantante e pianista (“La Canzone del Secolo”, di Pippo Baudo, “Comedy Club”, di Federica Panicucci, “Kalispera”, di Alfonso Signorini), e radiofonici (Alfonso Signorini Show – RMC). Durante la sua carriera ha anche collaborato in qualità di corista e tastierista con Eros Ramazzotti e scritto, insieme a Jacopo Sarno e Andrea Torresani, il brano “This is Christmas” scelto come colonna sonora del film di Massimo Boldi “A Natale mi sposo”.

Stefano Signoroni al Blue Note di Milano 1
Stefano Signoroni durante lo spettacolo al Blue Note di Milano

Nel 2011 ha dato vita al progetto “Stefano Signoroni and the MC”, con la collaborazione del musicista Flavio Scopaz pubblicando il primo singolo, “Music to watch girls by”. Dopo l’uscita nel 2013 del singolo “Help yourself”, scelto come sigla del programma di Radio Monte Carlo “Alfonso Signorini Show”, Stefano ha recentemente pubblicato il brano “When I tell you that I love you”, versione inglese del celebre brano di Tony RenisQuando dico che ti amo”, e il brano natalizio “Calypso Navidad” con Jacopo Sarno e l’attore Sergio Muniz.

Il 22 aprile 2016 è uscito il disco “Good Times” (prodotto da Giordano Colombo e Nicolò Fragile): 8 cover in inglese, 3 brani in italiano e 2 inediti che rievocano, seppur in chiave moderna, le atmosfere delle grandi orchestre e degli show del passato. Il singolo “Love Is The Way”, in collaborazione con Claudio Guidetti, ha anticipato l’uscita del disco. Stefano ha inoltre due Lauree in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e presta consulenza presso l’Unità Tumori Ereditari della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. È autore di diverse pubblicazioni scientifiche su importanti riviste di settore.

Domenica 8 ottobre lo spettacolo sarà unico, alle ore 21.00
Per info e acquisto biglietti: www.bluenotemilano.com

© Articolo di Juditta D’Arienzo

In occasione della pubblicazione del suo nuovo album “Metà amore metà dolore”, disponibile nei negozi e nei digital store a partire dal 29 settembre, abbiamo incontrato Marcella Bella che ci ha raccontato l’evoluzione di questa sua ultima fatica discografica.

Intervista a Marcella Bella: amori passionali vissuti intensamente
Marcella Bella presenta il suo nuovo album: “Metà amore metà dolore”

Otto tracce prodotte da Mario Biondi, uno dei nostri massimi rappresentanti del soul nel mondo, presente anche in veste di ospite nel duetto scelto come prossimo singolo. A cinque anni dal precedente lavoro “Femmina bella“, l’artista siciliana ritorna con un progetto elegante e raffinato, degno della sua prestigiosa carriera.

Ciao Marcella, per questo tuo venticinquesimo album hai affidato la produzione artistica a Mario Biondi. Com’è nata questa collaborazione?
L’incontro con Mario è avvenuto tanti anni fa, lui ha cominciato a lavorare con i miei fratelli all’inizio della sua carriera. Ci siamo rivisti a distanza di tempo in occasione della serata televisiva dedicata a Gianni, dove abbiamo cantato insieme L’ultima poesia”, da lì è nata l’idea di unire le nostre voci e i nostri generi musicali, apparentemente differenti, in questa specie di soul-pop.

Come mai la scelta di chiamarlo “Metà amore metà dolore”?
Il titolo dell’album prende il nome dalla canzone eseguita in duetto con Mario, che parla degli amori passionali, di quelli che fanno soffrire ma vengono vissuti in maniera intensa, ma non come negli ultimi anni… in cui si arriva ad uccidere per amore, l’amore deve essere e rimanere una cosa meravigliosa e non deve essere sporcata da certe azioni irrispettose nei confronti della vita stessa.

Alla luce della conferma di Claudio Baglioni a Sanremo, ti piacerebbe tornare al Festival?
Lo scorso anno c’è stata una mia iniziale volontà di partecipare, poi abbiamo preferito soprassedere per terminare la produzione di questo disco, chissà che non succeda qualcosa per il prossimo anno. Mi sembra davvero strano il dovermi rivolgere a un collega come Baglioni per proporre la mia canzone sanremese, io che di Festival ne ho fatti tanti, con organizzatori del calibro di Baudo e Ravera, ma sicuramente Claudio darà la giusta attenzione alle canzoni e all’interpretazione, essendo lui stesso un grande conoscitore di musica.

La tua carriera è stata contraddistinta spesso da momenti di assenza discografica, con quale spirito torni ogni volta?
Nella mia carriera ho ricominciato un sacco di volte, mi sono sempre assentata per dedicarmi alla mia famiglia, a crescere i miei figli. Ho avuto un percorso altalenante, ogni volta ricomincio da zero e questo mi dà entusiasmo, perché è sempre un’avventura anche se ogni volta trovo il mondo discografico cambiato e non sempre in meglio.

Molti tuoi colleghi realizzano sempre meno album di inediti, riproponendo rivisitazioni di brani del passato o cover di altri artisti. Non ti senti un po’ controcorrente?
Io non sono tanto attaccata al revival, mi sento legata molto al presente, questa è un po’ la mia filosofia di vita, tant’è che sono qui a presentare un progetto nuovo e, per certi versi, completamente inedito per la mia carriera. Dico sempre che non mi interessa quello che ho fatto o quello che farò, per me conta fare oggi qualcosa che mi piace, con questo spirito sono arrivata ad affrontare questo disco e questo genere che ho scoperto essere davvero meraviglioso, trovando una nuova linfa musicale e un grande entusiasmo.

Articolo di © Nico Donvito

Il 4 settembre la kermesse itinerante dell’estate arriva alla fase finale con una serata spettacolo nel teatro all’aperto “per eccellenza”. Con la conduzione di Giorgia Surina, si esibiranno grandi nomi come Nek, Benji & Fede, Paola Turci, Thomas, Shade e Sonohra.

Festival Show 2017: gran finale all'Arena di Verona
Festival Show 2017: gran finale all’Arena di Verona.

Un imponente palco di 300 mq con 60 mq di ledwall e un suggestivo apparato illuminotecnico, più di 150 mila spettatori in 7 tappe nel nord Italia: questi i numeri di Festival Show 2017, il festival itinerante dell’estate italiana, che durante l’estate ha portato sul palco i big della musica e i giovani emergenti, selezionati attraverso un attento casting e che ora si prepara al gran finale!

Lunedì 4 settembre, infatti, l’Arena di Verona ospiterà per il quarto anno l’epilogo di un’estate di successi del festival di Radio Birikina e Radio Bella & Monella, per una serata imperdibile condotta da Giorgia Surina con Paolo Baruzzo.
Un appuntamento doppiamente importante, perché Festival Show festeggerà anche i 18 anni di questa kermesse che unisce musica, ballo e vari ingredienti di spettacolo e divertimento.

Ai primi artisti già annunciati si aggiungono nuovi nomi tra i più nomi importanti della scena musicale italiana di oggi: Nek, Benji & Fede, Paola Turci, Thomas, Shade e Sonohra.

Si completa così un cast d’eccezione formato dagli artisti che hanno fatto da colonna sonora all’estate italiana, vincitori di Premi e Certificazioni, affermati da anni o che rappresentano i gusti delle nuove generazioni, scelti con cura per assicurare una serata unica, impreziosita dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana e dal corpo di ballo guidato da Etienne Jean Marie (reduce dal grande successo dell’ultima edizione di “Amici”).

La serata finale di Festival Show è realizzata in collaborazione con il Comune di Verona.

«Sarà una vera e propria festa, una parata di star tutte in una serata, per incontrare i gusti di un vasto pubblico – afferma Paolo Baruzzo, da sempre capofila di Festival Show – e Verona si conferma il punto d’arrivo del nostro tour che, grazie al sostegno delle rispettive Amministrazioni comunali, tocca quest’anno otto città radunando decine di migliaia di persone. Abbiamo fatto l’en plein in tutte le piazze. Festival show si è confermata come l’imperdibile manifestazione musicale dell’estate. E l’Arena di Verona è la straordinaria ed inevitabile cornice per la conclusione dell’evento. Un cast d’eccezione e una tripla finale: per il nostro evento, per i giovani artisti emergenti, a cui dedichiamo ampio spazio ogni anno, e per le bellissime Miss che cateterizzano la nostra kermesse».

«L’Arena per storia, posizione geografica, ruolo a livello regionale e nazionale è una location divenuta imprescindibile nel nostro calendario – questo il pensiero di Mariano Sannito, direttore artistico e commerciale di Festival Show – La finale in Arena è certamente un privilegio per Festival Show ma anche per Verona che ha modo di offrire gratuitamente ai propri cittadini un evento di così grande livello organizzativo e promozionale. Mi fa inoltre particolarmente piacere evidenziare l’attenzione e la collaborazione che la nuova amministrazione comunale ci ha riservato, facendo un grande esercizio di disponibilità e sensibilità. Non vi era modo migliore per cominciare questo rapporto che auspichiamo si possa confermare negli anni a venire».

Sul palco dell’Arena si esibiranno anche la cantante italo eritrea Senhit e la cantautrice calabrese Ylenia Lucisano. Oltre alle hit dell’estate, spazio anche ai brani dei giovani talenti selezionati in tutta Italia e in alcune città d’Europa che si sono esibiti nelle prime sei tappe della kermesse. Sono 12 in tutto, ma solo tre di loro accederanno alla finale sul palco dell’Arena di Verona.

Rinnovata la partnership con Real Time (canale 31 del gruppo Discovery Italia) che, per il secondo anno, segue l’evento come media partner.

Festival Show è ideato da Roberto Zanella, editore del network radiofonico di cui fanno parte Radio Birikina e Radio Bella & Monella. Coordinamento del tour e conduzione fanno capo a Paolo Baruzzo. Collaborazione artistica di Stefano Favero. Direzione della fotografia Renato Neri. Direttore di Produzione Elena Toffoli. Addetti al controllo Pantere Security e all’allestimento palco Trabuio.

Festival Show nasce nel 2000 come festival estivo del Triveneto, da un’idea di Roberto Zanella, editore del più potente network radiofonico del nord Italia. Da ormai diciotto anni, fa tappa in città importanti e località di villeggiatura portando in scena uno spettacolo che miscela sapientemente musica, ballo, vari ingredienti di spettacolo e divertimento. Negli anni, la manifestazione è cresciuta talmente tanto da approdare anche all’Arena di Verona, che dal 2014 ne ospita la finale. L’anno scorso l’evento è stato trasmesso, per la prima volta, da Real Time che ha raccolto lusinghieri risultati d’ascolto. Molti gli ospiti che si sono avvicendati sul palco, nelle varie città in cui ha fatto tappa la kermesse, tra cui: Elisa, Emma, Zucchero, Max Pezzali, Pooh, Francesco Renga, Max Gazzè, Modà, Francesco Gabbani, Alessio Bernabei, Baby K, Emis Killa, Marco Mengoni, The Kolors, Francesca Michielin, Luca Carboni, Patty Pravo, Loredana Bertè. Nel corso degli anni, il Festival Show è stato presentato da volti noti della televisione e dello spettacolo come Serena Autieri, Laura Barriales, Luisa Corna, Giorgia Palmas, Lola Ponce e nel 2016 da Adriana Volpe e Lorena Bianchetti.

Grande successo di pubblico e di critica per il concerto del pianista Andrea Benelli ad Albenga che ha fatto da anteprima al Concorso internazionale pianistico Città di Albenga in programma nella città ingauna il 28, 29 e 30 dicembre presso Palazzo Oddo e l’Auditorium San Carlo, sede della finale e dei concerti dei vincitori delle varie categorie.

Successo per Andrea Benelli in concerto ad Albenga | Musica361
Andrea Benelli ad Albenga.

Andrea Benelli ha suonato il suo Album Tiamoforte (genere Crossover) incantando una platea non solo di estimatori ma anche di famiglie e turisti, con i 13 brani e un bis inedito finale: musiche da lui composte che raccontano la sua storia personale e la sua crescita artistica al fianco di grandi Maestri dell’Opera.

Un ingresso caratteristico di Andrea Benelli ha lasciato il pubblico a bocca aperta: a piedi nudi e vestito di bianco, l’artista ha attraversato la piazza San Michele con un piccolo pianoforte in mano che ha poi deposto sotto lo strumento vero; afferma Andrea Benelli: “Da un giocattolo e dalla sua leggerezza è nato il piacere di esprimere e condividere con il pubblico la mia musica. Suonare a piedi nudi mi fa sentire come un albero che trasferisce la linfa vitale dal terreno ai suoi rami; le mie mani scivolano sulla tastiera accarezzandola per donare musica, energia per la vita”.

Nel corso della serata il pubblico ha assistito anche alla suggestiva contaminazione tra le note del pianoforte e l’arte figurativa del Maestro Giuliano Ottaviani, orafo, scultore e pittore che, guidato dalle melodie del pianoforte, ha trasformato le sue sensazioni in disegni inediti realizzati con i fondi del caffé.

Tra applausi e religiosi silenzi, lo spettacolo ha trasformato la piazza in un teatro a cielo aperto che ha conquistato la città e i suoi turisti.

Successo per Andrea Benelli in concerto ad Albenga | Musica361
Un momento del concerto ad Albenga di giovedì 24 agosto .

In occasione della sua permanenza ingauna, Benelli, accompagnato dall’Assessore al turismo Alberto Passino, ha visitato la mostra Magiche trasparenze presso Palazzo Oddo dove ha ammirato il Piatto blu, simbolo – in unico esemplare – del patrimonio culturale albenganese.

A conclusione della fortunata esperienza si registra la piena soddisfazione dell’Amministrazione comunale che ha ringraziato ufficialmente il Maestro Andrea Benelli per aver omaggiato la Città di questo concerto di prestigioso lancio della 30ma edizione del concorso pianistico. Conclude l’Assessore Alberto Passino: “Un ringraziamento particolare va a Giovanna Caravaggio che ha presentato la bellissima serata introducendo ogni brano con la lettura di didascalie e pensieri dettati dal pianista”.

Dal 9 al 16 luglio il nuovo Festival Internazionale di Musica, Arti e Accademia darà l’occasione a giovani artisti e professionisti della musica di incontrarsi e godere della bellezza dell’arte.

Festival LacMus 2017 a Como: a Villa Carlotta in ascolto della Bellezza
Villa Carlotta – Como

Chi frequenta il lago di Como, non può non conoscere Villa Carlotta, gioiello seicentesco di proprietà dell’antica famiglia Clerici: una dimora elegante e sobria che riflette la luce riverberata dal lago, con un ingresso di statue che si accendono come riflessi senza tempo sul bellissimo giardino all’italiana. Laddove splende la bellezza algida dell’arte, oltre le cancellate di ferro su sfondo turchese del lago, si aprono stanze e corridoi simili a portagioie, i soffitti in stile neoclassico che sono scrigni preziosi di statue pure e bianchissime come quelle di Canova e del Thorvaldsen.

In questa bellissima cornice d’arte si svolgerà il LacMus, il nuovo Festival Internazionale di Musica, Arti e Accademia, dal 9 al 16 luglio. I giorni saranno l’occasione per i giovani artisti e professionisti della musica di incontrarsi e godere della bellezza dell’arte. Questo avverrà anche nello scenario di Villa Carlotta perché, a 90 anni dalla fondazione dell’Ente che la valorizza, il messaggio che conta è che l’arte non è mai transitoria, ma dura nel tempo.

Lo sapevano bene artisti e letterati come Goethe, Stendhal e Rossini, assidui frequentatori del lago di Como. Oppure Johannes Brahms, che proprio a Villa Carlotta soggiornò nel lontano 1884. Al suo genio artistico, infatti, sarà dedicato il concerto del 13 luglio presso il giardino della Villa, ore 21. Tra i rododendri e le azalee in fiore, risuoneranno le note del suo Quintetto per pianoforte e archi per tutto il giardino terrazzato fino a perdersi nello specchio increspato del lago.

Festival LacMus 2017 a Como: a Villa Carlotta in ascolto della Bellezza 1
Giardino terrazzato e vista sul lago di Como

È questa la poesia che vogliono trasmettere gli organizzatori del LacMus, Louis Lortie e Paolo Bressan. Canadese di nascita, Lortie, oggi Master della Cappella Musicale Regina Elisabetta del Belgio, ha una carriera musicale lunghissima; cittadino del mondo, come lui stesso ama definirsi, s’è innamorato dell’Italia e di Como dopo svariati concerti nella Penisola. Da qui, il sogno di creare un festival in questa bella cornice. Il progetto è stato subito accolto da Paolo Bressan, allievo di Lortie, italiano e musicista di fama internazionale. Grazie alla loro tenacia, il LacMus ha preso forma e luogo divenendo un progetto ambizioso e ineguagliabile. Villa Carlotta sarà la cornice superba di quest’evento.
Perché, se v’è una remota possibilità di unire la terra e l’acqua alla vastità del cielo, questo miracolo può farlo solo la musica: a Villa Carlotta il 13 luglio chi può si prepari a esserne spettatore.

Nella bella cornice di Villa Carlotta sarà, inoltre, possibile visitare la mostra “suoni perduti”, una collezione di antichi strumenti musicali di proprietà della Contessa Fernanda Giulini.

Per info e orari, visitare il sito www.villacarlotta.it 

© Articolo di Marco Grieco

In esclusiva abbiamo intervistato la promessa italiana del Superbike che ci parla anche della sua passione per la musica e di cosa ascolta in pista.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike
Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike.

Promessa italiana del Superbike, il giovane Fabio Massei non è tipo da darsi tante arie, anche se potrebbe. Determinato e umile, questo ragazzo classe 91 passa dalle piste al suo quartiere romano, dove insegna ai bambini pre-pugilistica e boxe. Impegnato anche nel sociale con l’Associazione Di Di “Diversamente Disabili”, Fabio gareggia sui circuiti come nella vita con il suo carattere modesto, ma ambizioso, attento a non lasciarsi accecare dal successo.

Fabio, cito solo il Campionato Nazionale Superbike e il CIV 2017, da cui sei reduce… che cosa significa per te gareggiare?
Guarda, è una passione nata fin da quando ero molto piccolo, grazie a mio padre. 7 anni è l’età per poter competere ufficialmente nel Campionato Europeo Minibike, ma già a 5 anni iniziavo a salire su una mini moto. Gareggiare ti dà una grande opportunità, perché ti instrada in qualcosa che purtroppo oggi non viene tanto valorizzato. Gareggiare ti rende responsabile, dall’allenamento alla costanza nel perseguire gli obiettivi. Ti da anche la consapevolezza di poter raggiungere quella meta, se si è seriamente determinati.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del SuperbikeDa quest’anno sei testimonial di Cartoon Network con Ben10, il bambino-eroe protagonista della serie tv. Che messaggio lanci ai ragazzi e giovani di oggi?
Come ti dicevo, oggi i giovani corrono il rischio di perdere i valori importanti della vita. A loro dico che l’importante è avere la testa sulle spalle, prefissarsi un obiettivo serio e non tralasciare le cose che davvero contano. Essere testimonial con Ben10 è una cosa che mi riempie di orgoglio. Ben10 è un eroe che seguivo da bambino, in cui mi ci rispecchio per la passione e la costanza che lo contraddistinguono. È un messaggio positivo per molti ragazzi.

Ritorniamo alle tue sfide quotidiane, nello sport come nella vita. Quanto conta la musica?
La musica per me è determinante. Una canzone ti aiuta in qualsiasi momento, ti trasmette positività e fa volare il tempo.

Cosa ascolti fuori dalle piste?
Guarda, io sono aperto a qualsiasi tipo di musica. Ho certo una predilezione per alcune “rocce”, come Michael Jackson…ricordo che dovevo andare al suo concerto a Londra, ma poi tutto saltò per la sua scomparsa. E poi ci sono Renato Zero, Mina, Vasco Rossi… Non mi precludo niente, ascolto quello che in quel momento mi serve per caricarmi. Posso decidere di andare a correre e carico su una playlist di Vasco Rossi, ma posso aver voglia di Fibra e allora ascolto Fibra.

Fabio Massei, intervista esclusiva alla promessa del Superbike
Fabio Massei in pista.

E sul circuito?
Nello sport, la musica è un grande supporto, ti carica. Nel periodo delle gare, spesso non abbiamo tanto tempo, soprattutto in griglia di partenza. Però porto sempre con me il mio iPod con la playlist che più mi rende concentrato e motivato. Scelgo, insomma, la colonna sonora di quel momento perché mi carichi.

Quali sono i prossimi appuntamenti?
Il 1 e 2 luglio sarò all’Autodromo del Mugello per il Campionato Nazionale. Poi, a partire da agosto, sarò impegnato nel Campionato Mondiale…

Per chiudere, Fabio, dicci la canzone di questo momento…
Beh, Vado al massimo di Vasco Rossi!

© Articolo di Marco Grieco

Il 7 giugno è stata inaugurata alla Alson Gallery di Milano Urbis et Natura, la  mostra fotografica di Marshall Vernet.

Marshall Vernet a Milano con la mostra Urbis et Natura
Marshall Vernet, dal 7 giugno è a Milano con la mostra Urbis et Natura.

In questo motto latino che suona come un manifesto del Rinascimento, città e natura sono concepite come due metà opposte ma reversibili, immerse in un’osmosi continua. Per molti Marshall Vernet è il regista di pubblicità e firma di film di successo come “Nemico pubblico”. Ma il celebre newyorkese è, innanzitutto, un occhio fotografico, come dimostra l’uso tutto particolare del bianco e nero nelle fotografie esposte. Rolando Bellini, il curatore della mostra, ha detto che «la luce e l’ombra ruvida nelle foto di Vernet sono due pienezze che s’intrecciano, che hanno una loro corporeità».

Mister Vernet, le sue foto puntano a valorizzare i luoghi. Lei pensa, come dice Marc Augé, che esistano luoghi non così rilevanti da essere considerati tali?
Beh, è una domanda molto complessa. Ogni luogo comune può passare inosservato. Quando io giro per fotografare dei posti, penso al significato che essi hanno. E sono arrivato a capire che un posto assume senso solo se lo si guarda con occhi nuovi. Per esempio, le barche di Giverny potrebbero essere in un luogo come tanti, di passaggio. Eppure, basta guardalo con occhi diversi per darne un significato nuovo. E sembra di guardare le cose per la prima volta.

Veniamo al soggetto del suo lavoro, le città, dove la presenza umana è rara. Heidegger diceva: «prima di costruire, dobbiamo essere in grado di abitare». Cosa ne pensa?
Mah, non sono totalmente d’accordo. Spesso si tende a separare le tracce umane dal loro contesto. Eppure, l’architettura è già parte dell’ambiente. Girando per Parigi, mi sono reso conto di quanto costruire in quella città abbia significato per me comprendere quell’ambiente. Molte delle foto in mostra ritraggono luoghi moderni e, quindi, facilmente distaccabili dal contesto. Ma se prendiamo l’architettura antica, non facciamo difficoltà a vederla come parte dell’ambiente in cui vive. Un palazzo è parte essenziale dell’ambiente tanto quanto un viale di alberi.

Marshall Vernet a Milano con la mostra Urbis et Natura
Due opere di Marshall Vernet.

Lei è anche regista pubblicitario e ha lavorato con il regista Tony Scott. Dalle sue foto emerge l’occhio del cinematografo, quello che cristallizza una scena come se fosse un set. Quando sceglie di fotografare un luogo rispetto ad un altro, che influenza hanno i suoni d’ambiente?
Inizialmente, la mia decisione è basata su un’azione puramente visiva. Ma è innegabile che ogni luogo abbia un proprio suono. In Capri, per esempio, mi colpirono la vista del mare e la luce riflessa. Eppure, quando decisi di ritrarla, ricordo il suono delle onde e l’eco di un traghetto in lontananza, appena visibile in foto. Tutto è influenzato dal suono in maniera subconscia. Questo l’ho sperimentato soprattutto tra le banlieu parigine…

È inevitabile, allora, chiederle quanto conti la musica nella sua vita…
Ho lavorato molto sui video pubblicitari, che hanno per natura una dimensione sonora. In casa si ascolta molta musica, anche perché mio figlio suona in una band che si esibisce a Los Angeles. La musica è essenziale nella nostra vita. Io mi definirei uno che vede le cose per passione e lavoro, eppure credo che la musica e i suoni influiscano molto sul mio punto d’osservazione.

Marshall Vernet sarà in mostra nella bella cornice della Alson Gallery, a due passi dal Duomo, fino al prossimo 9 luglio.

© Articolo di Marco Grieco

Dopo l’esperienza nel 2013 al programma The Voice e una deludente esclusione lo scorso anno ad un soffio dalla finale per la sezione Giovani, Francesco Guasti, terzo classificato nelle nuove proposte di questo ultimo Sanremo, ci racconta il suo universo.

Francesco Guasti, Sanremo giovani
Francesco Guasti, terzo classificato a Sanremo Giovani.

Terzo classificato nella sezione Nuove Proposte della 67esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Universo” , Francesco Guasti  si appresta a girare in tutta Italia per far conoscere la sua musica. Parte infatti ufficialmente oggi l’instore tour di Guasti, già protagonista nel 2013 del programma televisivo “The Voice” nel team guidato da Piero Pelù, che vede come prima tappa la Mondadori di Via Marghera a Milano: il cantautore toscano presenterà il suo nuovo album “Universo”, uscito nei giorni scorsi.

Le tappe di questo tour , che prevedono anche dei piccoli concerti in forma acustica,  comprenderanno anche: 20 febbraio Feltrinelli Red di Firenze, 22 febbraio Mondadori Megastore di Torino, 24 febbraio Mondadori Megastore di Roma, 28 febbraio Mondadori Megastore di Bologna e 1 marzo Mondadori Megastore di Padova. Abbiamo incontrato Francesco sul terrazzo del teatro Ariston e in questa video intervista in esclusiva per Musica361 ci racconta così la sua esperienza sanremese e i suoi progetti futuri. Buona visione.

Festival di Sanremo 2017, Marianne Mirage, dopo essere stata eliminata dalla sezione Giovani, è pronta  ad approdare al mondo della musica con “Le canzoni fanno male” il brano che, nonostante l’amarezza per questa esclusione, in radio è già un successo.

Sanremo 2017, Marianne Mirage
Marianne Mirage, ha partecipato al Festival di Sanremo 2017, Sezione Giovani.

«Un anno fa in questo periodo ero davanti alla tv a guardare il Festival, oggi sono dall’altra parte dello schermo, appena scesa da quello stesso palco. I sogni si possono realizzare. Il mio ora è farvi emozionare con “Le Canzoni Fanno Male”, se è accaduto sostenetemi!».

Scriveva così su Facebook, Marianne Mirage, la giovane proposta che ha aperto la competizione di “Sanremo Giovani”,  in questa 67esima edizione del festival subito dopo la sua esibizione. Cantante, musicista, attrice, designer, l’ultima scoperta di Caterina Caselli, è stata eliminata dalla kermesse musicale, ma la sua interpretazione sul palco del teatro Ariston ha lasciato comunque il segno.

Nonostante non abbia incantato il pubblico votante, il suo brano “Le canzoni fanno male” sta già riscuotendo grande successo radiofonico e di critica. Ecco come Marianne si racconta in esclusiva per Musica361 alle nostre telecamere. Buona visione.

Breve biografia di Marianne Mirage

Giovanna Gardelli in arte Marianne Mirage ha respirato arte da sempre. Il padre è un pittore e le scopre presto anche la passione per la musica. Studia letteratura, arte, musica e recitazione e, intanto, viaggia molto esibendosi con musicisti internazionali nei teatri e nei locali di Londra, Parigi, Berlino e Istanbul.

Consegue la laurea in Lettere e Filosofia e il diploma in recitazione presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, dopo un percorso di studi presso il teatro “Il Piccolo” di Forlì con “l’Accademia Perduta” e la scuola di danza di Giorgia Madamma e Roberto di Camillo, allievo di Pina Bausch.

© Articolo di Roberto Zampaglione

A poche ore dal debutto della 67esima edizione del Festival di Sanremo 2017, in assenza della febbricitante Maria De Filippi, vengono svelati i primi dettagli sulla kermesse che parte questa sera.

Sanremo 2017 prima serataSono ore di fermento e trepidazione quelle che precedono la prima serata della 67esima edizione del Festival di Sanremo. Presenti all’appello questa mattina Carlo Conti, il direttore di Rai Uno Andrea Fabiano e Alberto Biancheri, il sindaco della “città dei fiori”.  Grande assente della conferenza stampa di oggi è Maria De Filippi, costretta ad un forzato riposo causa febbre, ma la cui presenza, secondo il presentatore toscano, non era comunque prevista.

Forte la partecipazione della stampa per questa sessione pre-debutto, molta la curiosità e l’entusiasmo ma non sono mancate affilate critiche e taglienti frecciatine: personali impressioni sulle prove blindate svoltesi ieri che affiancano grandi performance a prestazioni decisamente meno convincenti, impossibilità per una parte di stampa ad accedere a questo tipo di ascolto in anteprima ma che Conti annuncia poi di voler risolvere in fase della serata “cover”, fino all’assenza di Mina e Celentano nel programma a loro dedicato su Rai Uno ma alla sua presenza in versione  audio negli spot dalla Tim, unico sponsor di questa kermesse musicale.

Cimentandosi un una singolare imitazione di Maria De Filippi, Carlo conti svela la scaletta  in ordine di esibizione dei big di questa sera: ad aprire le danze Giusy Ferreri, seguita poi da Fabrizio Moro, Elodie, Lodovica Cornello, Fiorella Mannoia, Alessio Bernabei, Al Bano, Samuel, Ron, Clementino ed Ermal Meta. E in attesa  della prima serata sono stati svelati i nomi degli ospiti della seconda serata: Robbie Williams, Giorgia, Keanu Reeves, Biffy Clyro, Francesco Totti e il trio comico composto da Enrico Brignano, Flavio Insinna e Gabriele Cirilli.

A rendere omaggio a Luigi Tenco, scomparso tragicamente durante il festival 50 anni fa, ci sarà un inedito Tiziano Ferro che aprirà ufficialmente questa serata cantando “Mi sono innamorato di te”, in un’ interpretazione “al buio” che Carlo Conti annuncia “Non sarà emozionante, di più!”.

Appuntamento su Rai Uno questa sera ore 20.40 e finalmente tutto avrà inizio.

Articolo di Roberto Zampaglione.

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