La prima e unica Accademia radiofonica, la RDS Academy, in onda su Real Time ogni sabato alle 13.20, a partire dal 16 settembre.

RDS Academy per diventare speaker professionisti
 Da sinistra Giuseppe Cruciani, Anna Pettinelli e Matteo Maffucci

Per la prima volta su Real Time (canale 31), dal 16 settembre, ogni sabato alle ore 13.20, arriva il talent show per chi vuole fare della radio il proprio mestiere. Si tratta di RDS Academy, prima e unica Accademia radiofonica che aiuta giovani talenti a diventare speaker professionisti: infatti, il vincitore potrà firmare un contratto radiofonico di un anno proprio con RDS.

I giovani che si sono presentati alle selezioni preliminari sono stati migliaia, ma solo 50 hanno la possibilità di presentarsi ai casting durante le prime tre puntate e affrontare i tre giudici di quest’edizione. Stiamo parlando di Anna Pettinelli, voce storica di RSD e direttrice dell’Accademia, Matteo Maffucci, insegnante di musica radiofonica, e Giuseppe Cruciani, conduttore de “La Zanzara”. Inoltre, a narrare l’avventura dei ragazzi c’è la voce narrante di Rossella Brescia.

La giuria sceglie i 9 giovani che si aggiudicano una delle cuffie per entrare a far parte dell’Academy. Ma quali sono i criteri di scelta? Voce calda e chiara, dizione pulita e capacità di coinvolgere il pubblico. Quest’anno, però, c’è una grande novità: la “cuffia di platino“, ovvero un bonus speciale che ognuno dei tre giudici ha a sua disposizione per far passare uno dei ragazzi senza che abbia ottenuto il giudizio positivo degli altri due giudici.

Una volta passate le selezioni, i 9 candidati iniziano a realizzare il loro sogno, ma non senza fatica perché devono affrontare varie sfide e prove sul campo. La novità principale riguarda le classifiche, che sono diverse per ogni puntata. Il primo passa un giorno con uno dei giudici, mentre gli ultimi due vanno al ballottaggio che decide chi è l’eliminato.

Che cosa studiano i ragazzi all’interno del talent? Dizione, tecniche radiofoniche e di autoregia, cultura e storia della musica, lingua inglese, lezioni e sfide di attualità giornalistica e reportage, tecniche di intervista, improvvisazione, “talk a due”, costruzione di classifiche musicali “top 5” e capacità di gestione degli imprevisti durante la diretta.

A fare lezione agli alunni ci sono le voci più famose di RDS: Roberta Lanfranchi, Filippo Firli, Claudio Guerrini, Renzo Di Falco, Beppe De Marco, Petra Loreggian, Max Del Buono, Rossella Brescia, Barty Colucci, Paolo Piva e Andrea Giovagnoni (Responsabile Area Tecnica e Broadcast). Non solo, anche maestri d’eccezione come Enrico Mentana, Ernesto Assante, Giuppy Izzo, Monica Ward e Samuel.

La sera di Ferragosto Renato Caruso aprirà il concerto di Alex Britti a Rossano, in provincia di Cosenza, in Piazza Steri.

Renato Caruso aprirà il concerto di Alex Britti a Rossano
Renato Caruso aprirà il concerto di Alex Britti a Rossano.

Renato Caruso, chitarrista, compositore e informatico, il 15 agosto aprirà il concerto di Alex Britti a Rossano, in provincia di Cosenza, in Piazza Steri. La serata di ferragosto si aprirà proprio con lui, che porterà sul palco improvvisazioni e interpretazioni di grandi successi della musica italiana, oltre ai brani del suo ultimo disco solo chitarra dal titolo ARAM.

Renato Caruso aprirà il concerto di Alex Britti a Rossano
Renato Caruso.

Nel suo ultimo album sono presenti ben 11 brani, attraverso i quali l’autore esprime la propria personalità e la propria musica con un viaggio tra le diverse culture del mondo, ma non si dimentica mai le proprie origini. La tracklist è composta da:

  1. Aram
  2. Madame Paris
  3. Petilia
  4. Tarantella di Caruso
  5. Caos a Milano
  6. Ninna nanna d’amore
  7. Epicamente
  8. Bubbles in my heart
  9. Passeggiando con Paco
  10. Relax my mind
  11. Super Pablo.

«Quando la mia amica e collega Ylenia Lucisano mi ha informato del live di Alex Britti a Rossano, il mio cuore ha iniziato a battere forte. Quando ho ricevuto il messaggio che mi annunciava la possibilità di eseguire l’opening act del concerto, il mio cuore si è fermato. Sono cresciuto a “pane e Britti”, se amo la chitarra acustica e uso tutti quei “pedali strani” è anche grazie a lui. Ogni volta che i miei genitori lo vedono in tv, ancora oggi, a distanza di 20 anni, nonostante i 1300 km che ci separano, mi chiamano al telefono per dirmi di sintonizzarmi sul questo o quel canale. Avere la possibilità di aprire un suo concerto è senza dubbio uno dei regali più belli che la vita potesse farmi» ha dichiarato il chitarrista.

La sua carriera, comunque, vanta lavori molto importanti. Ha lavorato per cinque anni presso l’accademia musica di Ron “Una città per cantare” come docente e per tre anni come responsabile didattica per l’Associazione Arteviva di Cornaredo, si è esibito con Ron, i Dik Dik e Red Ronnie ed è stato, tra le tante cose, consulente musicale Mediaset per la trasmissione “Caduta Libera”.

Il Premio Buscaglione – Sotto il cielo di Freud si distingue per la qualità dei premi, aggiungendone uno nuovo per quest’edizione: ecco tutti i dettagli del concorso.

Iscrizioni al Premio Buscaglione - Sotto il cielo di Freud
Premio Buscaglione – Sotto il cielo di Freud.

Dal 2010 il Premio Buscaglione – Sotto il cielo di Freud, che ha le radici nella storia del cantautorato, è uno dei concorsi che ogni anno scopre nuove band italiane. Nelle edizioni precedenti, infatti, sono stati scoperti gruppi come Lo Stato Sociale, Blindur e Eugenio in Via di Gioia.

Quest’anno, le iscrizioni iniziano lunedì 25 settembre e sono aperte fino al 19 novembre, caricando online il link di un brano registrato e il link di un’esibizione dal vivo. Le fasi del Premio sono sempre tre. Si comincia con le selezioni, rigorosamente online, e si continua con le qualificazioni, che per questo 2017 saranno a Milano e a Bologna. Le finali, invece, si svolgeranno a Torino.

Le band che decidono di partecipare saranno giudicate da tre giurie. La prima è quella composta da esperti, giornalisti e musicisti, la seconda è quella dei direttori artistici di festival musicali e spazi per la musica dal vivo e la terza è formata dal pubblico. Quest’ultimo viene coinvolto attraverso una piattaforma che si allarga ai canali social, rendendola più facile ed efficiente in termini di organizzazione.

I premi si distinguono poi per la loro grande qualità. Quest’edizione assegnerà il Primo premio, pari a 3.000 euro più un tour in nove festival partner dell’evento, il Premio della Critica, di 1.500 euro più un tour in nove festival partner dell’evento, e il Premio Tempesta Dischi, grazie al quale uno dei finalisti sarà inserito nella compilation dell’etichetta. Inoltre, la novità di quest’anno è il Premio Sold Out, che vedrà il vincitore aprire una data de Lo Stato Sociale o The Zen Circus.

Iscrizioni al Premio Buscaglione - Sotto il cielo di Freud
Iscrizioni al Premio Buscaglione – Sotto il cielo di Freud.

I MotelNoire tornano sulla scena con On Tv, il loro nuovo album, che invita i giovani a combattere il conformismo e a seguire i propri sogni.

Intervista a MotelNoire, il nuovo album è On Tv
MotelNoire.

Dopo anni di gavetta, partecipazioni a concorsi come Sanremo Giovani e il Premio Mia Martina, i MotelNoire sono sempre più carichi. Convinti che «la musica è un meraviglioso modo alternativo di parlare», i sei componenti del gruppo -Domenico “Nik” Castaldi, Christian “Kris” Del Giudice, Enrico “Enrik” Tantussi, Danilo Di Lorenzo, Eugenio Ventimiglia e Tony Corizia- tornano con il nuovo album On tv per andare contro il conformismo e invitare i giovani a seguire i propri sogni.

Come da vostro suggerimento, ho acceso la sigaretta e ho davanti a me un bicchiere di rosso, possiamo iniziare la nostra intervista! Perché la scelta di un nome che suona così sinistro?
Perché l’atmosfera è ciò che suggestiona l’ascoltatore. Abbiamo scelto questo nome, che nient’altro è che l’unione di due parole, perché ci siamo sentiti avvolti da queste note così, un po’ “sinistre”. MotelNoire vuole rappresentare la nostra vita, il nostro mestiere: il musicista è uno di quei mestieri che ti obbligano a viaggiare, a stare sempre in giro, a vivere in Hotel e Motel, il tutto di notte, perennemente immersi in quest’aura dalle tinte Noire.

Avete fatto molta gavetta e partecipato a diversi concorsi come Sanremo Giovani e il Premio Mia Martini. Quanto è stata importante la gavetta per arrivare a un pubblico più ampio?
La gavetta può essere solo importante: nel mondo della musica o decidi di ragionare con la testa degli altri e magari bruciare qualche tappa, o mantieni le tue idee e continui per la tua strada, passando per tornanti e salite invece che prendere la funivia. Noi non ci siamo mai fatti problemi, abbiamo sempre voluto dire la nostra, ma dopo 20 anni siamo ancora qui: pare che la gavetta sia servita a qualcosa!

Intervista a MotelNoire, il nuovo album è On Tv
MotelNoire, la copertina di On Tv.

Il vostro ultimo lavoro si intitola On TV ed è un album dai temi molto attuali, che invita i giovani a essere controcorrente. Qual è il consiglio che date loro per combattere il conformismo?
Il conformismo si combatte alzando la testa dai telefoni, osservando e vivendo la vita con la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e imparando a farsi un’idea di ciò che succede nella società. Forse la questione è proprio questa: imparare a farsi un’idea di quello che succede nel mondo. Accettare tutto ciò che accade per com’è è forse la cosa più sbagliata che si possa fare. On Tv è così, è un grido contro tutto ciò che ci propinano prendendolo come oro colato, è la voglia di stare in piedi anche se la terra trema.

Secondo voi, la musica può aiutare i ragazzi a capire quali sono i loro veri desideri e talenti?
La musica nient’altro è che un meraviglioso modo alternativo di parlare, di comunicare. La musica è sempre stato un linguaggio che ha aiutato popolazioni di etnie e lingue diverse a parlare e comunicare allo stesso modo. Passare un giusto messaggio può sicuramente aiutare i ragazzi a recepire un messaggio propositivo e positivo. Anzi, sarebbe anche il caso che si ritornasse a comunicare qualcosa di vero.

Il vostro singolo Welcome to my life è stato presentato con un videoclip che ha avuto più di 130.000 views. Questo fa parte del vostro “vivere un sogno”?
Certamente. Siamo rimasti sconcertati e ovviamente piacevolmente stupiti da questi risultati. Come anche i passaggi su Radio Kiss Kiss. Gli ultimi tempi sono stati per noi una gioia continua e ciò mostra come la gavetta, la perseveranza e la costanza portano a qualcosa di buono. Avere un sogno, coltivarlo con passione e amore ogni giorno, gioire di ogni piccola conquista porta a vivere questo sogno. Noi lo stiamo vivendo.

Oltre al tour, come passerete la vostra estate?
Beh il tour prenderà un bel po’ della nostra estate, che sarà compostata da musica sui palchi e in studio. Abbiamo un sacco di progetti in ballo, ma tutto ancora top secret!

X Factor, percorsi musicali a Londra, esperienza in band e da solista, il suo nuovo album: ecco che Davide Shorty racconta qualcosa in più di sé e della sua musica.

Intervista a Davide Shorty: da X Factor al nuovo album
Intervista a Davide Shorty: da X Factor al nuovo album.

La musica fa parte della sua vita: ha fatto parte di diverse band, ha avuto esperienza come solista, ha partecipato all’edizione 2015 di X Factor e si è trasferito a Londra per intraprendere un nuovo percorso. Stiamo parlando di Davide Shorty, un cantante appassionato soprattutto di black music e che sta portando in giro per l’Italia e per l’Europa il suo nuovo lavoro, Straniero.

Hai fatto parte di più band e canti anche da solista. In quale veste ti senti più a tuo agio?
Entrambi in realtà, non ho una preferenza. Da solista sono io a dirigere la faccenda, suoniamo le mie canzoni, é divertente, ma ho addosso un sacco di pressione e responsabilità (sono un perfezionista e sono anche un po’ rompiscatole). Facendo parte di una band di solito c’é un direttore musicale (che non sono io) che coordina la faccenda. Mi diverto in entrambi casi tantissimo, basta che si faccia bella musica!

Nel 2010 ti sei trasferito a Londra per intraprendere una nuovo percorso musicale, hai fondato la band Retrospective For Love e hai collaborato con artisti internazionali. Che cosa ti porti dietro da questa esperienza? Hai dei rimpianti?
Nessun rimpianto. Piuttosto sono molto grato. Ho avuto la fortuna di poter lavorare tanto, di studiare, e di sudare per raggiungere i miei piccoli grandi traguardi, nulla é scontato. Non mi sento arrivato, anzi, c’é ancora tantissimo da fare e da imparare, e sempre ce ne sarà, noi siamo piccolissimi messi accanto alla musica. Londra mi ha dato l’opportunità di stare a contatto con tante culture e tanti approcci diversi, sicuramente mi ha reso aperto e curioso.

Nel 2015 hai partecipato a X-Factor e ti sei classificato terzo. Se tornassi indietro, rifaresti l’esperienza nel talent? Se ti chiedessero di cambiare qualcosa in X-Factor cosa cambieresti?
Non cambierei nulla dell’esperienza in sé. Sono nate tante belle amicizie ed ho imparato tantissimo professionalmente. Il post é stato molto stancante, fisicamente e psicologicamente, non ho mai pensato di fare musica per la fama: l’esposizione alla massa mette i nervi a dura prova. Ma si sa, fortunatamente la vera musica é fuori dalla televisione.

Il 24 febbraio è uscito Straniero, il tuo primo album da solista. In cosa ti senti straniero, cosa è per te straniero?
Straniero é uno status, per me significa mettersi alla prova, abbracciare la propria diversità, essere curiosi e felici di contaminarsi, ma soprattutto coltivare la passione per la ricerca. Io sono fiero di essere straniero ovunque, mi sento un cittadino del mondo.

Intervista a Davide Shorty: da X Factor al nuovo album
Intervista a Davide Shorty: il nuovo album

Il tuo disco vanta collaborazioni con Daniele Silvestri e la sua band, la band romana ThrowBack, il rapper Tormento e il rapper underground Johnny Marsiglia. Quanto è stato importante lavorare con artisti di questo calibro? Cosa è cambiato nella tua musica dopo queste esperienze?
Ho sempre collaborato con tantissime persone e tendo a circondarmi di gente più forte di me per mettermi alla prova. Queste ultime collaborazioni sono state determinanti. Daniele e Tormento sono due miti assoluti, sono cresciuto ascoltando la loro musica: poter condividere con loro l’amicizia e la musica é davvero un dono. Con Johnny siamo praticamente cresciuti insieme, anche se parallelamente (eravamo in crew rivali), ad un certo punto ci siamo voluti un gran bene ed il resto é venuto da sé. I ThrowBack sono stati determinanti per Straniero, ho preso in prestito la loro sezione ritmica (Emanuele Triglia al basso e Davide Savarese alla batteria) per la mia Straniero Band che ha suonato tutto il disco. Siamo diventati una vera e propria famiglia. Martina Cori é una cantante ed una songwriter meravigliosa e sono sicuro che collaboreremo ancora molto presto.

Nella tua musica unisci la tecnica del rap alle melodie ed armonie del soul. Cosa ti ha portato a fare questa scelta?
La mia musica é un concentrato di quello che ascolto e che mi ha formato. Raramente scelgo, mi lascio guidare dall’istinto.

La tua passione è la black music. Ti ricordi un momento particolare in cui hai capito che questo era il tuo vero interesse?
Sono cresciuto ascoltando hip hop, jazz, funk e soul e sono attratto dal groove, che per me é un magnete. Da piccolo, quando ascoltavo Stevie Wonder e Donny Hathaway avevo i brividi dappertutto. Il mio vero interesse é fare e scoprire musica che lasci un segno su di me e su chi l’ascolta, poco importa il genere o la matrice. La musica deve rendere profondamente umani, deve unire. A me interessa stare insieme.

Cosa farai per rendere diversa la tua estate?
Per la terza estate consecutiva la mia musica mi sta portando in giro per l’Italia e per l’Europa. Sarò prima in tour con Straniero e poi con Mr Jukes (progetto solista di Jack Steadman, cantante dei Bombay Bicycle Club). Tutto questo é una benedizione: ogni estate non può che essere diversa!

IOSONOARIA esordisce nel mondo della musica con il suo singolo dal titolo 100 sorrisi. 

IOSONOARIA: Poter viaggiare il mondo scrivendo è una magia che spero mi potrà succedere
Iosonoaria si racconta nell’intervista di Musica361

IOSONOARIA, nome d’arte di Ilaria Ceccarelli, figlia della più famosa e amata valletta della televisione italiana Sabina Ciuffini, esordisce nel mondo della musica. Dopo varie esperienze tra Messico, San Paolo del Brasile e New York, pubblica il suo singolo d’esordio dal titolo 100 sorrisi, augurandosi di poter continuare a scrivere canzoni viaggiando.

Dal 23 giugno è in radio 100 sorrisi, il tuo singolo d’esordio. Com’è nato questo brano?
100 Sorrisi è una canzone che nasce a NYC qualche anno fa. Ho letto una storia in cui si parlava di un signore che vendeva colori bellissimi che tutti volevano comprare, ma avevano paura di non potersi permettere. Alla fine un bambino si è avvicinato e finalmente ha chiesto senza malizia al venditore quanto costassero questi colori. Lui gli ha sorriso e gli ha risposto «Solo cento sorrisi».

L’idea del videoclip è partita da un progetto che si chiama “Sisterhood”. Ci illustri più dettagliatamente di cosa si tratta?
100 Sorrisi parla di uno sforzo fatto con amore: senza nulla togliere a nessuno penso siano le donne le maggiori portatrici di gioia. Le ho chiamate scherzando le #guerrieredelsorriso, incontrandosi poi con le Gayarama, scoprendo che avevano nel loro sito un progetto che si chiama “Sisterhood“. Da questa condivisione di temi è nata la nostra collaborazione per il video.

IOSONOARIA: «Poter viaggiare il mondo scrivendo è una magia che spero mi potrà succedere»
La copertina del singolo di debutto di Iosonoaria, 100 sorrisi

Hai vissuto tra Messico, San Paolo del Brasile e New York. Che cosa ti ha dato l’esperienza in questi paesi dal punto di vista musicale?
Il Brasile è stato il mio primo amore musicale, ma sono riuscita poi a trasformarlo e renderlo mio nel tempo: questo è avvenuto in America e poi in Messico. In Brasile ci sono capitata grazie a mio padre ed è per me una seconda terra, mentre New York e Città del Messico li ho scelti.

Parli tre lingue. In futuro ti piacerebbe produrre qualche canzone in lingua straniera? In quale in particolare?
Ho avuto la fortuna di poter scrivere due brani per uno show televisivo americano che si chiama “The Ringer”. La canzone si chiama Irreversible Time. Poter viaggiare il mondo scrivendo è una magia che spero mi potrà succedere.

Di quale cultura straniera senti maggiormente l’influenza nella tua musica?
America e Sud America.

Hai studiato sia danza sia recitazione. Come mai poi ha deciso di dedicarti solo alla musica?
Troppe prove tutte insieme, però non ho paura a stare davanti ad una telecamera.

Hai già un progetto dove unirai queste tre passioni?
Non ancora.

Come passerai la tua estate?
Mi concentrerò sulla promozione di 100 Sorrisi.

Dopo la vittoria ad Area Sanremo nel 2016 e dopo aver calcato i palchi di tutta Italia, Ylenia Lucisano torna sulla scena con il brano Solo un bacio.

Ylenia Lucisano: Ascoltami quando canto e troverai la risposta a quello che vuoi sapere
Ylenia Lucisano presenta il suo nuovo brano Solo un bacio

Ylenia Lucisano torna sulla scena con il nuovo brano Solo un bacio, ma alle spalle ha molte esperienze nel campo musicale. Ha vinto Area Sanremo nel 2016, ha cantato sui palchi di tutta Italia e ha prodotto brano anche in dialetto calabrese per far conoscere le sue origini. Per conoscerla a fondo, infatti, lei stessa ha affermato che bisogna ascoltarla cantare.

Riverbero è uno dei tuoi nuovi brani. Hai detto che “il riverbero è la luce che continuiamo a vedere delle stelle ormai spente del passato”, chi è la tua stella? Si riferisce in particolar modo a una persona del tuo passato?
Riverbero non è dedicata a una persona in particolare; nel mio passato ho conosciuto tante persone che hanno lasciato il segno, come una scia che mi accompagna nei miei pensieri più reconditi. Il brano parla di una storia d’amore arrivata ormai alla fine, basata su una fiamma destinata ad affievolirsi; anche io ho vissuto una storia del genere, ma preferisco far riaffiorare solo i ricordi positivi di una relazione, anche se è difficile non incappare in pensieri malinconici.

Nel tuo disco d’esordio Piccolo Universo ci sono anche tre brani in dialetto calabrese. Quanto è importante per te far conoscere parte delle tue origini attraverso la musica?
La musica è il mio unico modo per farmi conoscere davvero. Quando mi chiedono ”parlami di te” rispondo ”ascoltami quando canto e troverai la risposta a quello che vuoi sapere”. Potrò sembrare pazza, ma solo attraverso la musica riesco a liberarmi di ogni maschera, inibizione e paura. Essendo poi fortemente ancorata alle mie origini calabresi (ancor di più da quando vivo a Milano) ho riscoperto il piacere di cantare in dialetto, perché mi aiuta a esprimermi su dei concetti che in italiano non riuscirei a trasmettere con la stessa empatia.

Nel 2016 sei stata tra le otto vincitrici di Area Sanremo. Hai già in mente un brano per poter partecipare al Festival magari nella categoria Big?
Sanremo ad oggi non è tra mie priorità, anche se è il sogno di tutti i cantanti italiani poter calcare almeno una volta nella vita quel palco. Io spero un giorno di riuscirci, ma sopratutto di lasciare il segno.

Ylenia Lucisano: <<Ascoltami quando canto e troverai la risposta a quello che vuoi sapere>>
Ylenia Lucisano, dopo Area Sanremo tanti concerti e nuovi progetti

Quali sono le esperienze che ti hanno fatto crescere di più dal punto di vista musicale?
Le scelte artistiche sbagliate. Gli errori, quelli su cui rimugini su dicendo ”se tornassi indietro non lo rifarei perché ho solo perso del tempo”, sono quelli che mi hanno dato maggiore consapevolezza delle mie capacità, sono quelli che mi hanno messa di fronte a scelte importanti e che mi hanno resa più forte.

Ti sei esibita in tutta Italia. Qual è il pubblico che ti ha dimostrato più calore?
Fortunatamente, fino ad ora ho sempre suonato davanti a un pubblico predisposto all’ascolto, attento e caloroso, e quando inizialmente ho trovato davanti a me gente scettica, sono riuscita a sciogliere il ghiaccio. Ma il pubblico più caloroso in assoluto, quello che si commuove di fronte a una bella canzone, l’ho trovato quando in alcune occasione ho avuto l’opportunità di esibirmi all’estero. È risaputo che gli italiani lontani dalla propria terra sono più sensibili alla nostra musica e per un cantante italiano credo non esista pubblico più bello di questo.

Alcuni dei tuoi video sono diretti da Taiyo Yamanouchi, com’è lavorare insieme a lui? Influenza anche la tua musica?
Taiyo è un grande professionista, oltre che un buon amico. Lavorare con lui è stato divertente e stimolante a livello creativo perché ha cercato di dare una forma concreta alle idee che avevo per la realizzazione del video. Questo mi ha aiutato anche a sentirmi a mio agio sulla scena, perché ho visto pian piano materializzarsi ciò che immaginavo. Dal punto di vista musicale stimo tantissimo Hyst per la sua originalità e il suo modo di approcciarsi al pubblico che non lo rendono il solito rapper stereotipato di cui siamo già strapieni.

Il titolo del tuo nuovo brano è Solo un bacio, quanto è importante per te questo gesto nell’era dei social in cui spesso i rapporti si svolgono solo dietro uno schermo?
Se per ogni emoticons a forma di bacio ne ricevessimo uno reale saremmo tutti più felici. Questo gesto così abusato ma sottovalutato è alla base dei rapporti umani, credo che due innamorati inizino a conoscersi davvero solo dopo il primo bacio. Con i social si tende a bypassare un po’ di fasi del corteggiamento e quando ci si incontra sembra quasi che il momento del bacio sia superfluo. In Solo un bacio ho voluto descrivere le emozioni che si provano nel ricevere e dare un bacio, come se un attimo di eternità venisse racchiuso nell’incontro tra due labbra.

Oltre alle varie tappe che ti vedranno in giro per l’Italia a presentare il tuo nuovo brano Solo un bacio, come passerai la tua estate?
Passerò la mia estate tra il mare, il sole e il buon cibo del sud. Agosto per me è tappa fissa a casa, mi lascio alla spalle la calda Milano. Qualche giorno per staccare è utile per ritornare più carichi a settembre.

Il Why Not Festival è giunto alla sua sedicesima edizione e, dal 1992, è una delle principali vetrine per la musica indipendente del Nord Italia.

Why Not Festival: il festival della musica indipendenteSi tratta di un festival a fini ricreativi e socio-culturali, che cresce di continuo e che si autofinanzia sempre, grazie al Comune di Fiorenzuola e all’organizzazione dell’associazione Arci Collettivo 14, composta da volontari under 30. Quest’anno l’evento si tiene a Fiorenzuola D’Arda, a Piacenza, l’8 e il 9 settembre 2017.

Durante la prima serata, quella di venerdì 8 settembre, si esibiscono i Fast Animals And Slow Kids alle ore 22.30, mentre sabato 9 settembre, sempre a partire dalla stessa ora, ci sono gli The Zen Circus. L’ingresso, come sempre, è gratuito.
I Fast Animals And Slow Kids sono un gruppo di Perugia, attivo dal 2008. Tra i loro Ep troviamo Questo è un cioccolatino, Cavalli, Hybris, Alaska e Forse non è la felicità. Gli Zen Circus invece sono insieme dal 2000 e ad oggi sono composti da Andrea Appino, Ufo – ovvero Massimiliano Schiavelli, e Karim Qqru. Tra i loro dischi ci sono About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen, Visited by the Ghost of Blind Willie Lemon Juice Namington IV e La terza guerra mondiale.

Why Not Festival: il festival della musica indipendente del Nord Italia 1
Fast Animal And Slow Kids e The Zen Circus, i due gruppi partecipanti del Why Not Festival 2017

Sono aperte le iscrizioni per le band e per i dj, che possono essere effettuate entro e non oltre sabato 5 agosto. I prescelti hanno la possibilità di esibirsi sul palco insieme agli ospiti citati sopra, completando la line-up.
Inoltre, possono iscriversi anche DIY, bancarelle, progetti innovativi ed associazione per l’area Expo.

Al via la prima edizione di Bologna Musica d’Autore, il concorso canoro per giovani cantautori.

Bologna Musica d'Autore: festival italiano per giovani cantautori
Teatro Il Celebrazioni di Bologna, in cui si terrà la finale del Bologna Musica d’Autore 2017

Il 2017 è l’anno della prima edizione di Bologna Musica d’Autore, il concorso canoro riservato solo a giovani cantautori, che possono essere singoli o in gruppo, di età compresa tra i 16 e i 36 anni. Questo festival ha come scopo quello di esaltare il lato artistico dei candidati e di presentarli sulla scena musicale del nostro paese, valorizzando in particolare i loro punti di forza.

A presentarsi alle selezioni sono stati 121 cantautori, 13 band e 10 duo, per un totale di 144 partecipanti. I dati parlano chiaro: il 67% di loro proviene dal Nord Italia, il 9% dal Centro e il 21% dal Sud, mentre il 3% da italiani residenti all’estero, in particolare Spagna, Austria e Germania. Inoltre, il 41% dei candidati ha tra i 25 e i 30 anni, il 33,3% ha più di 30 anni e il 25%, invece, tra i 16 e i 20.

Tra tutti questi, solo 20 accedono alla seconda fase del concorso, quella del 24 e del 25 luglio. Stiamo parlando di Andrea Bolognesi (Cervia), Dario Coriale (Bologna), Alice Cucaro (San Lazzaro di Savena), Marco d’Anna (Napoli), Lucia Donadio (San Paolo d’Enza), Elis (Ferrara), Simone Fornasari (Piacenza), Frèè feat. Majorizm (Bellaria), Freschi Lazzi e Spilli (Potenza), Magenta 9 (Bologna), Mud (Sermide), Oscar Nini (Rosignano Marittima), Giulia Saguatti (Pesaro), Irene Scarpato (San Sebastiano al Vesuvio), Michela Tassinari (Cento), Giovanna Turi (Cento), Matteo Venturelli (Argelato), Vigù (Bologna), VHSupernova (Milano), Giulio Wilson (Firenze).

Questi ultimi vengono valutati da una giuria d’eccezione, composta da Vittorio Corbisiero, Guido Elmi, Claudio Ferrante, Antonello Giorgi, Marco Mangiarotti, Carlo Marrale, Roberto Razzini, Stefano Senardi, Antonio Vandoni, Riccardo Vitanza, Andrea Vittori e Fio Zanotti.

Bologna Musica d'Autore: festival italiano per giovani cantautori 1
Studio di registrazione di Fonoprint con cui si potrà firmare un contratto discografico ed editoriale

Alla fine saranno scelti solo 8 finalisti con un brano ciascuno, con il quale parteciperanno alla finalissima del 7 ottobre 2017 presso il Teatro Il Celebrazioni di Bologna. In questa serata si esibiranno anche i big della musica italiana e i cantanti emergenti. Il vincitore ha la possibilità di firmare un contratto discografico ed editoriale con Fonoprint per realizzare un EP e un videoclip. Inoltre, vengono assegnati il Premio della Critica per il Miglior Testo e il Premio per la Miglior Musica, entrambi di 2.500 euro.

Arrivato alla sua diciassettesima edizione, il Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano organizza una lezione aperta sul tema “Comunicare la musica, dall’album al concerto”.

Comunicare la musica: lezione aperta del Master in Comunicazione Musicale
Lezione aperta il 7 settembre 2017 del Master in Comunicazione Musicale

Il Master in Comunicazione Musicale promosso dall’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Cattolica di Milano è arrivato alla sua diciassettesima edizione. Quest’anno, prima dell’inizio delle lezioni programmato per il 6 novembre, si tiene una lezione aperta -fino ad esaurimento posti- e straordinaria per i futuri studenti ed ex-studenti, per gli appassionati e gli addetti al lavoro su un tema in particolare, quello di “Comunicare la musica, dall’album al concerto“. Lo speciale appuntamento è il 7 settembre alle ore 17 in aula C012 presso la sede di via Carducci 28/30.

La lezione è tenuta da tre docenti del master, tutti grandi professionisti nel settore della musica. Riccardo Vitanza è il fondatore e Amministratore Unico dell’agenzia di comunicazione Parole & Dintorni; Giampiero di Carlo è Fondatore e CEO del sito di informazione musicale Rockol.it e Veronica Corno, ex studentessa del Master, è Responsabile Comunicazione dell’agenzia di concerti ed eventi dal vivo F&P Group. Quest’ultima insegna per la prima volta in un laboratorio del Master dal titolo “Comunicazione strategica e gestione del rapporto con gli artisti”.

E non è tutto. Per quest’edizione viene proposto anche il nuovo laboratorioGestione della musica sui media: videoclip e playlist” a cura di Marco Danelli, Music Editor e Programmer di MTV. Il Master, comunque, da anni si distingue per il proprio livello di aggiornamento e innovazione, dedicato in maniera super specifica allo studio dell’industria della musica pop e al suo rapporto con il mondo della comunicazione e dei media. Si tratta del percorso di formazione più valido per chi vuole lavorare nel settore della comunicazione musicale, grazie a conoscenze teoriche e pratiche delle tecniche e dei processi di comunicazione per la diffusione del prodotto musicale attraverso i media, a laboratori, proget work, incontri e case history. Non manca nemmeno un periodo di stage che ha l’obiettivo di inserire lo studente nel mondo del lavoro. Ci sono più di 400 occasioni, tra aziende convenzionate e nuove realtà scelte ogni anno in base all’andamento del mercato musicale.

Comunicare la musica: lezione aperta del Master in Comunicazione Musicale 2
Una lezione durante il Master in Comunicazione Musicale

«I nostri ex studenti sono ormai affermati professionisti del settore è impossibile lavorare nella musica oggi e imbattersi in qualcuno che non sia passato dalle nostre aule. “Anche tu dal Master Musica?” è ormai una domanda di rito. E i ragazzi sono diventati talmente bravi ed esperti che spesso passano dall’altro lato della cattedra, come docenti dei nuovi studenti del Master. È una delle cose che ci rende più orgogliosi» ha affermato Gianni Sibilla, direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale.

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