Francesco De Gregori tra il progetto RisorgiMarche e i concerti in tutto il mondo: ecco tutto quello che c’è da sapere.

Francesco De Gregori, concerto RisorgiMarche e altre date
Francesco De Gregori, concerto RisorgiMarche e altre date.

Il 3 agosto vedremo Francesco De Gregori in una veste inedita e sinfonica per la rassegna RisorgiMarche, a cura di Neri Marcorè e organizzata per riportare il turismo nei luoghi colpiti dal sisma.

Il concerto avrà luogo a Macereto – Pieve Torina/Visso, in provincia di Macerata, considerato uno dei borghi più belli del nostro Paese. Ad esibirsi sul palco insieme al cantautore ci saranno la FORM, Orchestra Filarmonica Marchigiana, e lo Gnu Quartet, che presenta i suoi successi più grandi in una nuova veste.

I progetti di De Gregori, però, non finiscono qui. Il cantautore terrà alcuni concerti in Italia. In particolare, il 13 ottobre al Vox Club di Nonantola (Modena), il 14 al Teatro della Concordia di Venaria Reale (Torino), il 26 alla Supersonic Arena di S. Biagio di Callalta (Treviso) e il 27 al Live Club di Trezzo sull’Adda (Milano).

Francesco porterà la sua musica in tutto il mondo. Ad ottobre e novembre, infatti, si esibirà su prestigiosi palchi europei, americani e canadesi per presentare live i suoi successi più grandi. Ecco le date e i luoghi: il 16 ottobre al Theaterfabrik di Monaco, il 17 al Volkshaus di Zurigo, il 19 al Cirque Royal di Bruxelles, il 20 al Bataclan a Parigi, il 22 al Den Atelier di Lussemburgo, il 23 al Shepherd’s Bush Empire a Londra, il 25 al Palazzo dei Congressi a Lugano, il 5 novembre al Regent Theatre a Boston, il 7 al Town Hall a New York e il 9 al Phoenix Concert Theatre di Toronto.

Durante tutti questi concerti, De Gregori sarà accompagnato da Guido Guglielmetti al basso e contrabbasso, Alessandro Arianti all’hammond e piano, Paolo Giovenchi alle chitarre e Alessandro Valle alla pedal steel guitar e mandolino.

Da luglio i Jalisse conducono un nuovo format radiofonico, ideato proprio da loro, dal nome Localitour.

Localitour d'Autore: i Jalisse in radio con un nuovo format
Localitour d’Autore: i Jalisse in radio con un nuovo format.

Localitour d’Autore è il nuovo format radiofonico ideato e condotto da Alessandra e Fabio, meglio conosciuti come i Jalisse. Il loro nuovo contenitore radiofonico è partito a luglio e tratta il tema della musica e non solo: infatti, c’è spazio anche per idee, racconti, curiosità e suggerimenti.

Le puntate di questo nuovo programma durano un’ora e sono realizzate in giro per l’Italia – e anche all’esterto – in locali, piazze, teatri, spiagge e villaggi turistici. Le radio che hanno aderito al progetto sono numerose: Radio Bierredue Basilicata, Radio Digi One, Rete 104, Rado Dimensione Suono D’Avola, Radio Mach 5, Radio Stella Città fm, Radio Station One, Radio Antenne RC, Radio Incontro Terni fm, Radio Class fm, Radio L’Aquila 1, Radio Azzurra 88 Reta Liguria, Radio Onda Verde, Radio Amica, Radio Luce, Radio Raghjayda, Radio Cortina, Dimensione Radio, Radio Veronica fm, Radio Punto, Radio Sette Sud, Radio Sole, Radio ESC International (Germania), Radio Internazionale (Belgio) e Radio ICN (USA), Radju Malta, Radio Italia Stoccarda, Radio Grandangolare, Radio Container, Radio Conclas e magazine Marca Aperta, Radio Canale Italia Plus, Radio Allegrai web e digitale terrestre canale 777, Radio Scia, Radio Video Music web, Radio Bullets, Radio Primantenna fm, Radio La Buona Musica web e Radio Florence International.

Localitour d'Autore: i Jalisse in radio con un nuovo format
Localitour d’Autore, in onda da luglio con i Jalisse.

Per quanto riguarda la musica, vengono selezionati e trasmessi brani di artisti emergenti arrivati in redazione. Durante le puntate Sergio Fabi, per Cinemotore, segnala i casting e le novità del cinema e della televisione. Inoltre, in ogni puntata ci sono ospiti diversi, come cantautori, poeti, narratori, cuochi, inventori, attori, street-artists e tutti coloro che vogliono far conoscere la propria arte attraverso la radio.

Al via la quinta edizione di Note d’Autore, il concorso che dà spazio ai giovani artisti emergenti.

Note d'Autore, concorso per artisti emergenti
Note d’Autore, concorso per artisti emergenti.

Il 2017 è l’anno della quinta edizione di Note d’Autore, il concorso dedicato alla musica d’autore emergente. L’obiettivo è quello di valorizzare e premiare gli artisti più creativi e originali, insieme alle loro musiche e ai loro testi, dando importanza soprattutto a quelli che più suscitano interesse.

Le iscrizioni per il concorso sono possibili fino al 31 agosto 2017. Tutti coloro che vogliono partecipare devono spedire o mandare una mail alla direzione artistica (Palbert s.a.s. via San Murilio 7, 20123 Milano, info@palbert.it) contenente da 2 a 4 brani, i testi delle canzoni, una foto, una biografia e il regolamento completamente firmato.

Gli artisti che verranno presi si potranno poi esibire per arrivare in semifinale. Le esibizioni si terranno durante cinque serate differenti e chi le passerà avrà accesso alle due serate della semifinale, durante le quali verranno scelti i veri e propri finalisti. La finalissima sarà poi il 9 novembre 2017.

Il vincitore del concorso Note d’Autore avrà diversi riconoscimenti. Il primo è un premio in denaro. Il secondo, invece, è la possibilità di editare grazie a Palbertmusic -che organizza il concorso- i due brani portati in finale. Questi ultimi saranno poi ascoltati da Universal Publishing Italia.

Non ci sono premi solo per il primo in classifica. Uno sarà assegnato alla canzone considerata migliore in tutta la gara, mentre l’altro è il Premio di Parole e Dintorni. Questo darà la possibilità a chi se lo aggiudicherà di essere supportato da un lavoro di ufficio stampa dell’agenzia di comunicazione fondata e diretta da Riccardo Vitanza.

La diciottesima edizione di Summer Jamboree si terrà a Senigallia dal 26 luglio al 6 agosto: ecco tutte le novità.

 Summer Jamboree 2017 Senigallia, date e programma
Summer Jamboree 2017 Senigallia, date e programma.

Dal 26 luglio al 6 agosto a Senigallia, in provincia di Ancora, nelle Marche, si terrà la diciottesima edizione del Summer Jamboree, il Festival Internazonale di musica e cultura dell’America degli anni ’40 e ’50, ideato ed organizzato dalla Società Summer Jamboree di Commercio Ancona.

Al via a gonne a ruota, ciuffi, feste swing, scarpe bicolore, auto d’epoca e moda glamour. Il tutto accompagnato da spensieratezza, allegria e ballo in musica tipica del tempo. Quest’anno, poi, il Summer Jamboree inizierà, con tre giorni di prefestival allargato, il 26 luglio, per poi cominciare davvero il 29. Inoltre, sarà un’edizione molto speciale perché ci sarà un vero e proprio salto qualitativo, sia in senso artistico, sia in senso organizzativo e di gestione degli spazi.

Innanzitutto, la novità riguarda i palchi. Oltre a quello del Foro e della Rocca, si aggiungerà un palco in Piazza Duomo. In più, ci sono due proposte curiose della direzione artistica curata da Angelo di Liberto: un Coro Gospel che si esibirà domenica 30 luglio in Piazza Garibaldi e la partecipazione della storica Accademia Mandolinistica Napoletana, che si esibirà con il progetto Rockin’ Mandolino venerdì 4 agosto. Le altre news sono il Burlesque Show di venerdì 4 agosto, l’Hawaiian Party mercoledì 2 agosto, il Rock and Roll Show sabato 5 agosto, il Dance Show e il Dance Camp, con i migliori ballerini a livello mondiale, i dopofestival e il park di auto storiche americane.

Anche la line up artistica è d’eccellenza, con cantanti e gruppi da tutto il mondo. Il 28 luglio si esibirà Roy Gaines, il 29 Chris Montez e il 30 Del Satins, tutti artisti statunitensi. Ci saranno anche James Hunter Six (UK), Jake Penrod (USA), Pat Capocci (Australia), i Rolling Bowling (Cina), C Jarome’s The Jetsetters (Olanda), The Class of 58 (UK), Lew Lewis (UK), la band Trickbag con componenti svedesi, finlandesi e inglesi, Domestic Bumblebees (Svezia) e Rockin’ Piano Sam (Germania). Summer Jamboree 2017 Senigallia, date e programma

Da venerdì 14 luglio nasce BRAVO! LIVE, al Parco Experience, con numerosi eventi musicali, spettacoli teatrali e iniziative eno-gastronomiche.

BRAVO! LIVE Milano, Parco Experience
BRAVO! LIVE Milano, Parco Experience.

Al Parco Experience, ovvero l’Ex Area Expo, di Milano nasce BRAVO! LIVE, la prima venue musicale permanente del posto. In questa nuova location si terranno eventi musicali con live e dj set, spettacoli teatrali e di intrattenimento. Ma non solo: ci saranno anche eventi eno-gastronomici e diverse altre iniziative per soddisfare le richieste del pubblico che prenderà parte a tutte le iniziative proposte nella nuova sede del capoluogo meneghino.

Gli eventi di BRAVO! LIVE partiranno venerdì 14 luglio, si terranno per tutta l’estate e continueranno fino ad ottobre, con una programmazione ricchissima. Lo scopo del progetto, il primo creato dalla società Bravo! nata dall’unione di addetti al settore, è quello di offrire alla città lombarda e ai suoi dintorni un’area tutta nuova, sia per capienza che per struttura, per ospitare eventi ed iniziative originali.

L’area in cui avranno luogo questi spettacoli è di 3.500 mq, di cui 1.700 coperti da una tensostruttura: in questo modo le esibizioni potranno esserci anche in caso di maltempo. Inoltre, l’area è ben presidiata e sicura grazie al suo posizionamento all’interno del Parco Experience, luogo in cui nei prossimi anni sorgerà il Parco della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione, oltre al Campus delle facoltà scientifiche dell’Università Statale di Milano e dello Human Tecnopole.

BRAVO! LIVE: nasce a Milano la prima sede musicale permanente del Parco Experience 1
L’area in cui avranno luogo gli spettacoli.

Per ora, gli eventi programmati sono quelli dei tre weekend di luglio. Si parte venerdì 14 con Reggae Night, con Raphael, Babaman e Golden Bass dj set, si continua sabato 15 con 2000 Baci, un party dedicato alla musica, allo stile e alla icone degli anni 2000, e si conclude con il live dei Panpers. Venerdì 21, invece, c’è l’Hit Par-Aid, il charity live show della Nazioale Hip-Hop, sabato 22 Andy & The White Dukes ed il Nikita dj set e domenica 23 Moseeca… Quiz Musicale con Enrico Papi. Sabato 29 c’è l’Hip Hop Night con Mondo Marcio, Jack the Smoker, Dani Faiv, Jangy Leeon, Lethal V e Dj Ms e domenica 30 il Summer Web Tour, presentato da Lorenzo Baglioni e con la partecipazione de Il Pancio ed Enzuccio.

Combattente Il Tour continua per tutta l’estate 2017 e si conclude in Europa, in luoghi eccezionali di Lussemburgo, Parigi, Bruxelles e Londra.

Fiorella Mannoia: Combattente il Tour, tutte le dateCombattente Il Tour di Fiorella Mannoia aggiunge quattro esclusive date in Europa il prossimo novembre. Le capitali interessate sono Lussemburgo, Parigi, Bruxelles e Londra.

Si parte nella prima il 19 novembre al Den Atelier, si continua al Bataclan della Ville Lumière e a La Madeleine della capitale del Belgio e si conclude alla Union Chapel di Londra. Quattro location eccezionali per la cantante romana, che ha annunciato queste nuove date sui suoi canali social. «Con più speranza che paura» ha scritto la Mannoia.

Da fine maggio la cantante ha concluso la parte teatrale di Combattente, con un enorme successo. La Mannoia ha tenuto 4 repliche a Roma e a Milano e 3 a Bari, Firenze, Bologna e Napoli. Quest’estate è già partita con un nuovo tour che si terrà in anfiteatri, arene e siti storici, tutti luoghi molto prestigiosi, per poi concludersi il 17 settembre sul palco della bellissima Arena di Verona.

Fiorella Mannoia: Combattente il Tour, tutte le dateEcco il calendario dei concerti per l’estate del 2017:

  • 1 Luglio – Recanati (Mc) – Piazza Leopardi
  • 2 Luglio – Roma – Auditorium Parco Della Musica – Cavea
  • 4 Luglio – Caserta – Reggia Di Caserta
  • 7 Luglio – Brescia – Piazza Della Loggia
  • 8 Luglio – Asti – Piazza Della Cattedrale
  • 10 Luglio – Grugliasco (To) – Area Esterna Le Gru
  • 11 Luglio – Cervere (Cn) – Anfiteatro Dell’anima
  • 13 Luglio – Spoleto (Pg) –  Piazza Duomo – Festival Dei Due Mondi
  • 14 Luglio – Como – Arena Teatro Sociale
  • 15 Luglio – Grazzano Visconti (PC) – Cortevecchia
  • 27 Luglio – Udine – Castello
  • 29 Luglio – Cervia (Ra) – Piazza Garibaldi
  • 10 Agosto – Alassio (Sv) – Porto Turistico
  • 12 Agosto – Marina Di Castagneto (Li) – Arena Bolgheri
  • 13 Agosto – Marina Di Pietrasanta (Lu) – La Versiliana
  • 16 Agosto – Gaeta (Lt) – Arena Virgilio
  • 17 Agosto – Francavilla al Mare – Piazzale della Stazione
  • 19 Agosto – Carovigno (Br) – Parco Delle Colonne
  • 20 Agosto – Lecce – Piazza Libertini
  • 22 Agosto – Paestum (Sa) – Teatro Dei Templi
  • 23 Agosto – Sapri (Sa) – Arena Spettacoli
  • 24 Agosto – Soverato (Cz) – Summer Arena
  • 26 Agosto – Taormina – Teatro Antico
  • 27 Agosto – Palermo – Teatro Di Verdura
  • 29 Agosto – Trani – Piazza Duomo
  • 17 Settembre – Arena di Verona.

Intervista a Gabriele Tranchida, in arte Trankida: dalla passione per la musica fin dall’infanzia al suo ultimo album Com’è

Intervista a Trankida: chi vuole fare musica deve essere vero e passionale
Gabriele Tranchida in arte Trankida

Si chiama Gabriele Tranchida, ma tutti lo conoscono con il nome d’arte Trankida. Appassionato di musica fin dalla tenera età, ha portato avanti questo suo sogno, ispirandosi alla musica pop americana e collezionando esperienze varie, tra cui quella in un coro gospel. Da poco è uscito il suo nuovo album, Com’è, in cui l’amore non corrisposto è al centro dell’attenzione.

La tua passione per la musica è nata da bambino. Ricordi quando hai deciso che volevi fare il cantautore?
Intorno agli 11 anni, con un amico chitarrista: ogni volta che si voleva cantare e suonare qualcosa, io ero felice. Non ho più smesso di ascoltare e apprezzare la musica. A 16 anni scrivevo delle canzoni che accompagnavo con la chitarra e ho capito sin da subito che scrivere mi rendeva in qualche modo libero.

Qual è la caratteristica in più che deve avere chi vuole fare il tuo lavoro?
L’unica cosa che può tenere in vita tutto questo è l’amore per quello che si fa. Essere veri e passionali, senza vergogna.

In quello che scrivi e suoni ti senti più poeta, pittore o cos’altro?
Mi sento libero e in pace quando scrivo o compongo qualcosa.

Segui soprattutto lo stile pop americano. Come mai questa scelta?
Credo che lo stile americano sia molto più libero nell’espressività rispetto a quello italiano. Mi piacerebbe avere la stessa libertà nella musica italiana.

Hai anche esperienza in un coro gospel. Che cosa ti ha colpito di questo genere musicale?
Adoro l’energia del gospel. È bello quello che si canta ed è splendido sentire un coro di voci enfatizzare una musica.

Intervista a Trankida: chi vuole fare musica deve essere vero e passionale
La copertina dell’album “Com’è” il nuovo lavoro di Trankida

Hai portato in scena diversi musical con diverse compagnie amatoriali. Preferisci lavorare in gruppo o occuparti della tua musica da solo?
Preferirei occuparmi della mia musica da solo, ma devo dire che l’esperienza dei musical, in particolare delle opere popolari come il Notre Dame de Paris e Romeo e Giulietta, è stata molto bella ed appagante.

Nel tuo nuovo album Com’è parli prevalentemente d’amore, ma a senso unico, a seguito di una delusione o pensi sia meglio amare che essere amati?
Io sono stato molto deluso e sicuramente ho deluso. Penso, però, sia stupendo amare come essere amati.

La figura femminile viene da te scritta in modo estremamente positivo. Qual è il tuo rapporto con il femminile e chi è la donna più importante della tua vita?
Il mio rapporto con il femminile è un disastro. Quando scrivo, però, ho bisogno di sognare, di credere in qualcosa di bello altrimenti non mi resta altro che scrivere delle mie delusioni.

Cosa farai quest’estate e cosa ti piacerebbe fare?
Mi piacerebbe cantare, ovunque.

Per essere aggiornati è possibile visitare il sito internet ufficiale di Trankida o la pagina Facebook TranKida.

Dopo un lungo stop, gli Studio 3 tornano sulla scena con il brano Siamo noi, in cui parlano, anche se in modo più maturo, sempre e comunque d’amore.

Studio 3, Siamo noi è il nuovo brano. La nostra intervista
Gli Studio 3.

Si chiamano Studio 3 e sono una boy band formata nel 2005. I componenti Andrea Vetralla, detto Vetro, Marco Venturini e Salvatore Gabriel Valerio tornano sulla scena, dopo l’uscita di Siamo ancora qua lo scorso anno, con il singolo Siamo noi. Dopo 10 anni da Forse un angelo e Lentamente, il gruppo è maturato molto, ma non smette mai di parlar d’amore.

Da poco è uscito il vostro nuovo singolo dal titolo Siamo noi. In che cosa vi sentite cambiati rispetto ai tempi in cui cantavate Forse un Angelo o Lentamente?
Gabriel: sono passati 10 anni: siamo cresciuti anagraficamente e ovviamente siamo maturati. Abbiamo sulle spalle tante esperienze nuove, ma restiamo sempre dei romantici e dei sognatori che, superati i timori dell’amore ne accogliamo le certezze.

Avete in cantiere anche un nuovo album?
Marco: ogni volta che andiamo in studio a cantare ci torna sempre un grande entusiasmo e così, dopo la realizzazione di Siamo noi, abbiamo aperto in nostri rispettivi cassetti e tirato fuori ciò che avevamo. Avremmo una scelta vastissima per riempire un album e chissà, potrebbe nascere dopo la tournèe.

L’anno scorso avete prodotto un nuovo singolo dopo 3 anni di stop. Cosa vi ha portati a prendere un momento di pausa?
Vetro: ci siamo presi una pausa perché a volte fa bene. C’erano troppe idee confuse, troppi spunti che si accavallavano. è stato importante fermarsi per mettere tutto in ordine, per capire di cosa effettivamente volevamo parlare e che cosa avevamo da dire al nostro pubblico. La scorsa estate siamo usciti con Siamo ancora qua, un inno rivolto a chi non molla mai davanti alle avversità, e quest’anno con Siamo noi. Ci piace trasmettere il messaggio che stare bene è un privilegio. Tutto il resto, poi, viene da solo.

Nel frattempo ognuno di voi ha preso strade differenti. Quali sono le esperienze che vi hanno fatto maturare e vi hanno portato a questo nuovo album?
Gabriel: ognuno di noi ha una propria strada lavorativa e personale, ma l’esperienza acquisita nel tempo trascorso insieme ci ha insegnato ad apprezzare quanto costruito come Studio 3. Ecco perché ci piace rincontrarci in studio di registrazione: ognuno porta i suoi fogli, i suoi appunti, i suoi spartiti e così nascono nuove canzoni.

Negli anni i vostri fan non si sono allontanati, qual è il vostro segreto?
Marco: il nostro segreto è che dopo tanti anni non li consideriamo più semplicemente fans. Abbiamo accorciato le distanze, anche grazie ai social, e abbiamo instaurato con loro un rapporto “umano”. Molti di loro in questi 10 anni sono diventati genitori, come me per esempio.

Studio 3, Siamo noi è il nuovo brano. La nostra intervista
Studio 3, Siamo noi è il nuovo brano.

Nelle vostre canzoni parlate quasi sempre d’amore. Vi riconoscete come romantici? Come vi comportate con la persona che amate?
Vetro: sicuramente siamo dei romantici, ma non organizziamo cene a lume di candela ogni settimana. Ognuno di noi ha un proprio percorso con la persona amata e sicuramente mettiamo al primo posto l’amore ed il senso della famiglia. Ecco perché poi ci ritroviamo sempre a parlare d’amore. è ciò che resta davvero nella vita: il resto viene e va.

In quale contesto vi sentireste più a vostro agio nell’ambito musicale-televisivo?
Gabriel: Inutile negare che ci piacerebbe essere coinvolti nei grandi festival estivi, ma ci piacciono anche quelle trasmissioni generaliste che si rivolgono alle famiglie. In passato abbiamo partecipato a programmi della mattina e ci hanno sempre regalato grandi soddisfazioni e ritorno di pubblico.

Avete qualche sogno nel cassetto?
Marco: ognuno di noi tre ha da sempre un grande sogno: duettare con un grande big della musica. Io vorrei duettare con Giorgia, Gabriel con Mario Biondi e Vetro con Jovanotti.

Tra una tappa e l’altra del vostro tour, cosa farete per divertirvi oltre a cantare?

Vetro: approfittiamo dei momenti liberi per imbracciare la chitarra e buttare giù qualche idea tutti insieme, cosa che riesce difficile in altri momenti visto che non viviamo vicini. Ovviamente poi passiamo il tempo in tranquillità, senza fare grandi cose perchè a volte è proprio questa l’unica cosa di cui si ha bisogno per stare bene.

Pagina Facebook ufficiale: studio3bandofficial

Cantante e grafico pubblicitario: Pierpaolo Marconcini si racconta e parla del suo nuovo album Le memorie dell’acqua.

Lo Yeti - Pierpaolo Marconcini parla del nuovo albumDa poco è uscito il nuovo album di Pierpaolo Marconcini, in arte Lo Yeti, dal titolo Le memorie dell’acqua, una sorta di grande autoanalisi per raccontarsi pienamente al pubblico. Ma non solo musica, nella vita di Pierpaolo c’è posto anche per il lavoro di grafico pubblicitario, che incide molto sulla sua carriera da cantante.

Ad aprile è uscito il tuo album Le memorie dell’acqua. L’acqua è il fil rouge del disco, che cosa rappresenta?
L’acqua è il contenitore, che imparziale trasporta altrove le esperienze e le storie che avevo bisogno di raccontare. Ogni brano diventa affluente di questo fiume perché ognuno di essi racconta una sfaccettatura di un rapporto che si consuma fra il trovarsi e il lasciarsi. Una sorta di catarsi domestica che in qualche modo ognuno di noi vive all’interno di una relazione sentimentale.
L’acqua, poi, vive in ogni brano mostrandosi sempre in una forma differente: una volta torrente in piena, poi neve, poi lacrime, diventando appunto leitmotiv silenzioso e riflesso dell’umore del brano stesso.

Delle nove canzoni, qual è quella che senti ti rappresenti di più? Perché?
Difficile dirlo perché ognuna tratta in qualche modo una mia esperienza personale. Quando mi sono trovato a raccogliere tutto il materiale per farne un album, mi sono accorto che ciò che più emergeva dalle parole era una sorta di grande autoanalisi, non per forte egocentrismo, ma per raccontare, in quanto opera prima, qualcosa di me agli altri, sperando anche di trovare una sorta di comprensione e condivisione di quelle che sono determinate dinamiche dei rapporti interpersonali. Forse, fra tutte, La Nostra Rivoluzione è quella che parla di una condizione generazionale con più ampio respiro e, quando la ascolto, penso di essere riuscito a trovarne una chiave verbale che mi stupisce.

Il tuo disco è una via di mezzo tra il rock alternativo e il cantautorato italiano, a quale dei due stili ti senti più vicino?
Sicuramente il rock alternativo è ciò che ha segnato di più la mia infanzia e tutti gli anni scolastici, in cui hai grande bisogno di trovare una tua forma, una fazione in cui stare, un mondo al quale credere o non credere affatto. Il cantautore che è in me credo si sia formato più avanti, con più pazienza, andando a prendere  e ad assimilare tutta quella parte di musica popolale e nostrana che prima rifiutavo o semplicemente non capivo. Per cui credo che il disco abbia assimilato tanto i miei diversi ascolti e le influenze che mi hanno formato negli anni come musicista.

Quali sono i tuoi modelli di riferimento?
Ho diversi artisti ai quali sono legato per poetica narrativa o per scelte stilistiche e musicali perché capaci di innovare e rinnovarsi costantemente e capaci di leggere e interpretare con anticipo i propri tempi e la società. Se devo citarne uno, credo che Lennon sia per me l’artista totale, capace di trasformare le sue debolezze e le sue intimità in manifesti generazionali.

Lo Yeti - Pierpaolo Marconcini parla del nuovo albumCome mai hai scelto Lo Yeti come nome d’arte?
Cercavo qualcosa che fosse semplice e naif, ma che allo stesso tempo potesse raccontare ciò che per me rappresenta un artista. Lo yeti è una figura che esiste nel momento in cui noi la figuriamo con la nostra esperienza, è una rappresentazione manifesta della nostra fantasia.

Tu hai anche esperienza come grafico pubblicitario. Quanto questo lavoro influisce sulla tua musica?
Influisce molto perché condivide con il fare musica una caratteristica fondamentale: la curiosità, come ricerca costante di novità. Poi c’è un aspetto di metodo, che sta nella cura dei dettagli, nella ricerca stilistica e nella rappresentazione di qualcosa che non si esaurisce con la sola musica, ma necessita di un universo visivo volto a creare un’immagine artistica più ampia.

Cosa pensi dei talent show? Se ti chiedessero di partecipare, quale sarebbe la tua risposta?
Credo che siano una strada, come ce ne sono altre nella musica e come ce ne sono sempre state. Si tratta di un percorso che necessita di determinate caratteristiche artistiche e di una propensione ad un certo tipo di visibilità ed esposizione, che però spesso non prescinde da un discorso musicale. Ciò che non amo di questo meccanismo è il creare una sorta di artista a termine, o stagionale, che si consuma spente le telecamere e spesso si esaurisce con l’inizio della stagione successiva della trasmissione. Io, per quelle che credo siano anche le mie caratteristiche personali e caratteriali, non credo potrei partecipare a un talent show.

Quali sono i tuoi progetti musicali sia nel campo musicale che non?
Adesso vorrei riuscire a portare in giro per le città il lavoro che ho fatto, cercando di farlo conoscere e apprezzare nelle sue particolarità. Vorrei riuscire a crearmi un mio universo, nel quale poter continuare a creare, così da non dover pensare anche a un campo “non musicale”.

Arpista e compositrice, Floraleda Sacchi ha dato vita ad un nuovo concept album del tutto personale. Si tratta di #Darklight, nel quale ha unito un mezzo elettronico ad uno acustico.

Floraleda Sacchi: intervista
Floraleda Sacchi.

Classe 1978, Floraleda Sacchi è un’arpista e compositrice italiana famosa a livello internazionale. Si è esibita sui palchi di tutto il mondo, portando a conoscere la sua particolare musica attraverso uno strumento del tutto inusuale. Floraleda, infatti, unisce un mezzo acustico ed uno elettronico, per potersi esprimere nel migliore dei modi. Il suo ultimo lavoro è #Darklight, un concept album estremamente personale, grazie al quale l’artista ha potuto raccontarsi fino in fondo.

Sei una delle più interessanti arpiste a livello internazionale. Come mai la scelta di uno strumento musicale così inusuale?
Quando l’ho scelto ero piccola e non sapevo fosse inusuale. Mi sono innamorata del suono e della bellezza, senza pensare ad altro.

È difficile imparare a suonare questo strumento? Quali sono i consigli che ti senti di dare ai giovani che vogliono imparare l’arpa?
È uno strumento complesso, ma a differenza di altri regala anche subito delle soddisfazioni. Ci sono vari livelli di difficoltà a seconda dei vari tipi di arpe. Sicuramente l’arpa celtica o quella sudamericana, che sono più piccole, con meno corde e non richiedono l’uso dei piedi, sono più semplici da suonare, ma ci si può fare musica bellissima. L’arpa da concerto, che è quella che si vede in orchestra e che può essere acustica o elettrica, è sicuramente più impegnativa fisicamente, tecnicamente ed economicamente. Credo che si debba partire da uno strumento più semplice e poi scegliere il tipo di arpa in base a quello che si vuole suonare.

Ti sei esibita in tutto il mondo. Quali sono il luogo e il pubblico che ti hanno dato più emozioni? Perché?
I pubblici sono diversi e danno emozioni diverse. Di solito ho ottimi rapporti con tutti e mi sento fortunata ad essere sempre ben accettata e amata.

Nel tuo nuovo album “#Darklight” hai lavorato con uno strumento acustico e con l’elettronica. Che cosa dà in più ai tuoi brani l’unione di questi due mezzi?
Utilizzo un’arpa acustica elettrificata, quindi amplificata, e il suono è elaborato in tempo reale con varie tecniche. In più c’è l’elettronica che consiste in suoni campionati e paesaggi sonori elaborati in vario modo. Unire questi mezzi mi da la possibilità di ampliare le possibilità espressive in generale e personalizzarle in maniera totale.

Floraleda Sacchi: l'arpa, il nuovo album e i successi musicali 1Il tuo album è affiancato da un libro. Ci spieghi nel dettaglio di che cosa si tratta?
Ho iniziato descrivendo brano per brano il lavoro che avevo fatto e cosa significava per me quella musica: il pubblico ha sempre interesse in questo. Poi ho continuato e ho aggiunto una sezione con delle mie considerazioni sulla musica. #Darklight è un concept album, dunque personale: ho pensato di dover ricalcare questo non solo nella musica, ma anche nel progetto nel suo insieme.

Hai vinto diversi premi in competizioni musicali. Ti aspettavi questo successo?
Sono sempre andata ai concorsi musicali non pensando a niente: entravo suonavo e poi andavo a fare un giro. Non mi sono mai fermata ad ascoltare altri concorrenti perché non volevo avere una mia opinione o un paragone. Se vai ti metti in gioco e accetti quello che ha da dire la giuria, anche se non sei d’accordo. Quindi è meglio prendere la cosa nel modo più distaccato possibile e pensare solo a suonare il tempo richiesto al meglio, senza aspettarsi nulla.

Se non avessi scelto l’arpa, quale altro strumento ti sarebbe piaciuto suonare?
Il violoncello.

Come passerai la tua estate?
Sono in viaggio per vari concerti in Canada, Italia, Svizzera, Francia e Austria, ma qualche giornata di ozio al mare non potrà mancare.

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