“Kitchen Sound”: il gusto musicale di Alessandro Borghese

La terza edizione inedita “Alessandro Borghese Kitchen Sound”, videoenciclopedia di ricette a ritmo di musica si conclude con tante creazioni Remix, pillole quotidiane di 5 minuti registrate all’interno del Milano Cafè in onda dal 9 ottobre su Sky Uno HD. E da oggi, 16 ottobre, anche su rds.it, lastampa.it e mixerplanet.com. Tra una canzone e una nuova ricetta Alessandro Borghese ha conversato con Musica361.

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Chef Alessandro Borghese.

Alessandro Borghese ci ha preso gusto, è il caso di dirlo, a far venire l’appetito agli italiani. In particolare col suo “Alessandro Borghese Kitchen Sound”, programma ideato e prodotto da Level33 e AB Normal, in onda dal lunedì al venerdì all’ora di pranzo su Sky Uno HD nel quale presenta originali accostamenti di ingredienti geograficamente e tradizionalmente lontani: dai tortelli con salmone e lime alle crescentine con ‘nduja e squacquerone, ogni piatto creato dallo chef viene riassunto in un brano musicale ad hoc – e le ricette della settimana sono poi raccolte in un menu completo in onda il sabato e disponibile su Sky On Demand e, una settimana dopo la messa in onda, su www.lastampa.it,  www.mixerplanet.com e rds.it., radio che firma anche la playlist che accompagna i menù proposti dallo Chef.

Mentre apre in questi giorni il suo ristorante “AB – Il Lusso della Semplicità” in zona City Life a Milano, Borghese è attualmente impegnato nella realizzazione delle nuove puntate inedite del programma “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, in onda da gennaio 2018 su Sky Uno HD e in autunno sarà protagonista su TV8 di “Cuochi d’Italia”, programma in prima tv assoluta nel quale vedremo sfidarsi a colpi di piatti tipici 20 cuochi provenienti da diverse città d’Italia. In un momento di pausa abbiamo chiacchierato con lo chef dei suoi ingredienti di vita preferiti: musica e cucina.

“Alessandro Borghese Kitchen Sound”, programma di ricette a ritmo di musica inaugura la sua terza edizione e, giusto per rimanere in tema, viene naturale anzitutto chiedersi come sia nata la “ricetta” di questo programma: «Non c’è vita senza ritmo e senza cibo» precisa subito Alessandro Borghese, «musica e cucina sono due modi di esprimersi universali che ho voluto mettere insieme. La musica mi ha sempre accompagnato durante i programmi televisivi, come in questo caso: i miei consigli culinari sono accompagnati da un brano musicale che ripropone il piatto del giorno in chiave rock, soul, funk, blues o rap. Credo che questi abbinamenti gastronomico-musicali», continua Alessandro, «siano possibili grazie al potere evocativo della musica che ha il dono di regalare sogni ed emozioni attraverso la pura e semplice percezione, così come il gusto sa regalare sensazioni sempre nuove che stuzzicano, viziano e sorprendono il palato». Oltre che in televisione Borghese ha ribadito che è comunque sua abitudine cucinare con la musica che ama e che posta nelle playlist sul suo sito e sui social: «La musica mi fa stare bene. Nel mio ristorante milanese “Alessandro Borghese – il lusso della semplicità” si ascolta musica da un DJ Set che propone alcuni vinili provenienti dalla mia collezione privata. Tra i miei dischi puoi trovare hardcore, rock’n’roll, jazz, ballate più classiche e blues, rap e qualcosa di pop». Indagando più a fondo sul suo “gusto musicale” abbiamo scoperto il primo amore per l’hard rock anni Settanta sulla scia di Led Zeppelin, Jethro Tull e Black Sabbath per lasciare poi spazio al pop-rock anni Ottanta, dai Depeche Mode ai Guns n’ Roses e non solo: «Ho imparato ad amare anche il jazz e ho cantato in una band di amici brani dei Jamiroquai».

Sempre più capiamo così con che spirito nascono le dorate e fragranti “Led Zeppolin” o il “Fritto Natalizio Black & White” creato ascoltando il brano Welcome to the Jungle dei Guns’N’Roses oppure il Filetto di tonno con pesche spadellate con la musica divina di Ezio Bosso. «La vita è come la musica che ascolto» confessa poi con piglio confidenziale, «una combinazione di piacere e malinconia. Cucinare è un’arte che risveglia l’anima saziando anche lo stomaco: come la musica, che non puoi certo toccare e nemmeno “mangiare” ma che stranamente ti resta dentro, lasciandoti appagato».

Da “Alessandro Borghese – Kitchen Sound” prende ispirazione anche il suo omonimo libro a cura di Chef Gennaro Esposito e DJ Ringo, fatto non solo di ricette: «I piatti in questo primo volume, sono divisi in cinque capitoli musicali – Classics, Jazz&Blues, Rock’N’Roll, Heavy Metal e Rap&RNB – con ingredienti e preparazione, racconti personali e musicali e tante fotografie».

Alessandro Borghese Kitchen Sound, intervista allo chef
Copertina del libro “Alessandro Borghese Kitchen Sound”

Una creatività poliedrica che dimostra come Alessandro Borghese, nato chef, oggi sia considerato anche un vero comunicatore, anche se precisa: «La mia carriera di chef è iniziata più di venti anni fa mentre la popolarità in tv è arrivata nel 2004. Da più di dieci anni sono in onda con i miei programmi di cucina e sono molto contento di essere stato un anticipatore di questa nuova tendenza che si è sviluppata nel tempo creando a sua volta originali professioni: fino a qualche anno fa non esisteva tanta attenzione  sul cibo, oggi tanti sono i volti che ne parlano. Sono a favore di quel progresso che “accorcia le distanze e migliora la cultura” grazie alla competenza di professionisti al servizio di un pubblico esigente e sempre più esperto nell’assaporare le pietanze. Francamente quando ho iniziato a raccontare la cucina italiana non immaginavo di diventare un esempio: è veramente un successo guardare oggi altri programmi nei quali rivedo le caratteristiche evolute dei miei primi format». In effetti Borghese ha avuto il merito di aver “impastato” la cucina con universi affini: «Fino a dieci anni fa sarebbe stato impensabile parlare di piatti associati a brani rock o argomentare di eventuali abbinamenti tra le due realtà in un’intervista come questa. Continuo a creder fortemente nel potenziale della cucina in Italia che continua a svilupparsi ed evolversi per un bene comune».

E restando al tema di musica e cucina la riflessione finale è questa: la musica internazionale, soprattutto di marca anglosassone, è sicuramente più diffusa in Italia di quella italiana all’estero. Chef, per contro possiamo dire però di esserci presi la nostra rivincita tricolore in cucina all’estero? «All’estero sono sempre stati più bravi di noi a comunicare le loro eccellenze ma il buon cibo parla italiano! Pasta, cappuccino, spaghetti, parmigiano, espresso, pizza: puoi trovarti in un qualsiasi luogo, parlare in una lingua non tua ma queste parole sono immediatamente il sinonimo per eccellenza del Bel Paese. L’Italia all’estero è vista da tempo come la patria dell’eccellenza: era ora che oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla moda e pure al calcio, ci fosse più attenzione alla nostra cultura gastronomica. Abbiamo la materia prima, la storia di piatti incredibili…solo noi non l’abbiamo ancora capito! É fondamentale divulgare l’agroalimentare italiano tanto a casa nostra quanto nel commercio mondiale: dovremo avere più fiducia in noi stessi e osare come alcuni vicini di casa che hanno saputo valorizzarsi meglio, semplicemente credendoci di più».

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Luca Cecchelli
Luca Cecchelli

Laureato in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi in linguistica italiana e da sempre interessato al mondo dello spettacolo, scrive per diverse testate e rubriche di teatro e musica, parallelamente all’attività di ufficio stampa. Cinefilo quasi attore, scrittore, critico, melomane e appassionato conoscitore di musica rock, è assiduo frequentatore di sale e concerti oltreché batterista per passione presso alcune formazioni.

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