Vivere a colori: Alessandra Amoroso e tutte le tonalità del suo emotional pop

Il 12 agosto compie 30 anni, alle spalle un talent show  tra i più famosi, ad oggi conta 5 album in studio e il suo ultimo video “Comunque andare” ha superato il milione di visualizzazioni. Alessandra Amoroso è tornata con “Vivere a colori“.

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Alessandra Amoroso.

Ero a Gallipoli, in vacanza. Entro in un ristorante che avevano consigliato a me e ai miei amici. Un po’ di confusione, troppa gente per i pochi camerieri che correvano come matti. Ad un certo punto una ragazza dalla faccia conosciuta, che non sai bene dove hai visto prima, prende il taccuino delle ordinazioni, si mette un grembiule sopra il suo jeans da sera e inizia ad annotare acque, birre, fegatini, e salsicce. Qualcuno si ferma e scatta in piedi gridando “Ma tu sei Alessandra! Alessandra Amoroso!”. Scende il silenzio nel ristorante. Lei indossa il suo sorriso più normale e dice “Volete la carta dei dolci?”.

Il 12 agosto compie 30 anni, alle spalle un talent show che non sembra averla marchiata in nessun modo se non per il suo talento comunicativo, ad oggi conta 5 album in studio e il suo ultimo video “Comunque andare” ha superato il milione di visualizzazioni. Alessandra Amoroso si è ritagliata il suo pubblico alla faccia di chiunque e lei può piacere o meno, ma la sua unicità sul panorama pop italiano è diventato indiscutibile. Di premi? Una lista infinita tra cui Wind Music Awards e MTV Europe music awards come best italian act e Europe South Act nel 2014.

Nel corso della sua ancora breve carriera ha cantato brani di Antonacci, Zampaglione, Tiziano Ferro con cui ha collaborato seriamente per il suo penultimo album in studio “Amore Puro”. Un lavoro molto intenso certo e sicuramente profondamente interpretato, ma lo stile di Tiziano è inconfondibile e riesce a trapelare nelle pause, nei sincopati, nelle articolazioni delle parole e nelle dinamiche delle strofe. Lei è brava, riesce a rendere suoi tutti i pezzi che le calzano a pennello e spazza via anche l’ultimo ricordo di “Stupida”, il suo primo brano ancora troppo pieno di…Amici.

Ma nel 2016, dopo un tour vincente, esce Vivere a colori e questa volta Alessandra è davvero lei. Riesce a rispolverare senza vergogna quello stato fanciullesco che tanto aveva affascinato durante il programma di Maria, ma lo rivisita con tutta la professionalità accumulata in questi anni. Un album facile all’orecchio, un album che crea immagini immediate ma ricco di sonorità diverse. Tra gli autori Elisa per “Vivere a colori” e “Comunque andare”, il secondo estratto. Non perde il vizio Tiziano per “La vita in un anno”, una ballata che ti sorride guardando indietro nei ricordi. Dario Faini compone con Roberto Casalino, una garanzia del pop italiano, “Sul ciglio senza far rumore” e “Se il mondo ha il nostro volto”.

Vivere a colori è pubblicato in tre formati: Cd standard, doppio vinile e doppio vinile pictures disc. Uscita in pompa magna insomma.

A cercare una chiusa direi…“Stupendo fino a qui”, così come intitola la canzone capofila del suo album. Ma non si può non soffermarsi su “L’unica cosa da fare”, “Appartenente” e “Fidati ancora di me” che, a mio parere, dettano la cifra stilistica di tutto l’album e disegnano un’Alessandra veramente a colori; colori che sanno essere cupi e nostalgici come le sue esibizioni più emozionanti sempre accompagnate da qualche lacrima di troppo, ma anche brillanti come le sue passerelle sul palco nei momenti da jazz session/blues in cui si scatena live. Lunga vita ad Alessandra Amoroso.

Articolo di Mario Acampa.

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