Alessandra Amoroso: bellezza, incanto e nostalgia

Alessandra Amoroso conquista Torino. Il suo Vivere a colori tour non delude i fan sabaudi.

Alessandra Amoroso: bellezza, incanto e nostalgia
Alessandra Amoroso nel concerto di Torino (Foto © Maria Acampa per Musica361).

È un concerto che ti abbraccia quello di Alessandra Amoroso. Il “Vivere a Colori tour”, a supporto del suo ultimo e omonimo album, ti prende per mano e fa il punto fino a qui, stupendo. Così inizia la sua scaletta che vede uscire sul palco la cantante salentina in abito nero, lungo grazie ad uno strascico scenografico di Elisabetta Franchi che lei sfoggia con destrezza, ma col garbo che la contraddistingue.

Sì, perché Alessandra indossa la semplicità sulla pelle, non si vergogna di essere anche naif a volte. È spontanea. Sulle note di Stupida dedica anche un intenso intervento contro la violenza sulle donne: «Io grido anche per voi che non avete la forza, ma dovete trovare il coraggio per capire che tutti meritiamo di essere felici». Il boato.

Il Palaolimpico di Torino la acclama dalla prima all’ultima canzone, non come una diva, ma come la sorella che tutti vorrebbero avere. Non c’è spocchia nei suoi modi, persino quando cavalca il palco con i tacchi indossati in modo impeccabile per tutto il concerto, anche quando salta durante Se il mondo non ha torto.

Il rischio era quello di avere una scaletta senza particolari picchi musicali, ripiegandosi su uno stile che pur caratterizzandola avrebbe potuto appiattire la serata, ma la band e il direttore musicale stupiscono talvolta con nuovi arrangiamenti, persino con un sound “progressive” in Ti aspetto, a tratti reggae con Non devi perdermi e sud americano durante Me siento sola che la consacra al mercato discografico latino.

Cambio d’abito per Appartenente, uno dei pezzi più belli dell’ultimo album. Tutto il palazzetto è con lei che decide di sedersi durante Difendimi per sempre, uno dei brani che ha il graffio di Tiziano Ferro: «È una canzone le cui parole dicono tutto. Non c’è bisogno di altro se non stare fermi e cantare». Ma è durante Immobile che arriva il picco di emozioni. Alessandra rievoca i primi momenti ad Amici di Maria de Filippi e ricorda a se stessa «Io sono sempre la stessa persona, sono una ragazza come tante che condivide con voi la sua fortuna» e così scende da quella scala che lasciava presagire la discesa, e cammina tra la folla impazzita che corre pur di sfiorarla. E lei non è per nulla infastidita. Si sofferma talvolta a stringere una mano e poi torna salda sul suo palco con un sorriso liberatorio.

È una Amoroso matura, consapevole, forte. Più forte di prima. Fa commuovere, ma non si commuove, ha il controllo della musica e dei suoi testi. Sa come veicolare le emozioni senza esserne sopraffatta, ma senza risultare fredda o troppo spavalda. In Nel tuo disordine regala forse il momento più vero di tutto il concerto. Lei cammina per il palco e sembra cantare per la prima volta. Il suo sguardo viaggia più veloce delle sue gambe scoperte da un vestitino di paillettes in cui sembra quasi una diva d’altri tempi, e il pensiero va a Mina e Studio1.

Alessandra Amoroso: bellezza, incanto e nostalgia 1La serata raggiunge alcuni momenti di stanchezza, È vero che vuoi restare sembra più lunga del solito. C’è bisogno di movimentare le acque e così confessa «Mi rompevano le palle tutti, ma io l’ho aggiunta questa canzone, perché a  voi piace!» e così canta Avrò cura di tutto in mezzo alle urla liberatorie di una folla ormai sgolata. Ma lei no, conserva l’integrità della sua voce graffiante fino alla fine.

“Vivere a colori” è un trionfo di gente attorno al palco e poi dopo i ringraziamenti ritorna a “sorpresa” per gli ultimi brani di congedo. E lei rimane lì, Sul ciglio senza far rumore. Nel finale poggia il microfono e canta insieme a tutti mentre guarda la gente, la sua family, negli occhi, uno ad uno. Perché sa che è sempre bene prendere “qualche bacio di riserva per quando mancherai”.

I concerti di Alessandra Amoroso possono mettere a dura prova l’integrità emotiva di chiunque. I suoi testi insieme al suo timbro non lasciano scampo. È un tuffo nei ricordi di ognuno di noi, perché l’empatia della sua verve e delle sue parole ce la ritroviamo addosso tutti. E infatti dopo tanta bellezza, un po’ incantati e con un po’ di nostalgia ce ne andiamo, sapendo in cuor nostro che lei tornerà. Eccome se tornerà.

Articolo di Mario Acampa

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